di Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

Il mercato dell’omeopatia gode di buona salute: il 16% degli italiani fa uso di medicinali omeopatici e antroposofici almeno una volta all’anno e più di 20.000 medici ne prescrivono o consigliano l’utilizzo.  Una scelta che si riflette sui risultati delle aziende di settore aderenti ad Omeoimprese, che chiudono il 2015 con un fatturato, relativo al sell-in, pari a 92milioni 650 mila euro, il 3% in più rispetto ai 12 mesi precedenti, con punte del 18% per alcune aziende che si sono dimostrate particolarmente performanti.

Un ottimo risultato per i nostri associati, ancor più se raffrontato con il fatturato complessivo dell’intero comparto italiano che vale oltre 300milioni di euro di sell out e che conferma l’Italia quale terzo mercato in Europa, ma che al contrario, ha registrato una leggera flessione (-1%) in termini di valori.

Mi preme inoltre sottolineare che i dati 2015 non tengono conto dell’export che alcune aziende producono e che, per tutte, sarà la sfida per i prossimi anni grazie alle nuove norme sulla regolamentazione dei medicinali omeopatici che prevedono un numero di AIC alla stregua di tutti i farmaci tradizionali, senza il quale, ad oggi, era complicatissimo esportare, se non addirittura impossibile. Un’opportunità importante non solo per il settore dell’omeopatia, ma per tutto il Paese. Se oggi si conta che siano oltre 4mila le famiglie che gravitano intorno al mercato dell’omeopatia, il lavoro e l’indotto generato da un incremento delle esportazioni porterà ad avere un mercato sempre più florido e in crescita.

È in questo quadro sostanzialmente positivo che si muove il nostro comparto, talvolta ancora considerato la “Cenerentola” della farmacologia. L’omeopatia è una grande risorsa che, affiancata alla medicina tradizionale, è in grado di dare risposte efficaci a un numero elevatissimo di patologie.  Il fatturato dei gruppi associati ad Omeoimprese conferma che il numero di italiani che ha familiarità coi nostri prodotti resta elevato, anche se la crisi economica che ha colpito la società a livello globale ha senza dubbio influito negativamente sulle prescrizioni dei farmaci, completamente a carico dei pazienti, così come le visite specialistiche. Ma la qualità del nostro lavoro, paga. I nostri prodotti sono classificati come medicinali dalla Direttiva Europea sul farmaco e autorizzati dall’Agenzia Italiana del Farmaco. In Italia le prime norme sulla regolamentazione risalgono al 1993 con il recepimento della direttiva 92/73. L’omeopatia è riconosciuta nella maggior parte dei Paesi dell’UE e, in alcuni casi, è addirittura dispensata dal Servizio Sanitario Nazionale. Le nostre aziende sottostanno ai controlli sulla qualità e sulla produzione a cui tutte le case farmaceutiche si sottopongono periodicamente. Nel nostro Paese il Parlamento, la Conferenza Stato-Regioni, numerose ASL, Ospedali e Università considerano la disciplina omeopatica e altre forme di medicina complementare un argomento su cui dibattere e confrontarsi in modo costruttivo.

Una recente ricerca pubblicata su The American Journal of Public Health, la più importante rivista medico scientifica sulla Salute Pubblica negli Stati Uniti, conferma il significativo ruolo che la Medicina Omeopatica svolge per la Salute Pubblica. Da un’indagine condotta da ricercatori dalla Harvard School of Public Health e del Beth Israel Deaconess Medical Center, ospedale affiliato alla Harvard Medical School, è emerso che l’uso della medicina omeopatica comporti benefici in particolare nella riduzione dell”uso di antibiotici inutili. Non solo, è evidente un miglioramento nella depressione peri-menopausa e delle condizioni sanitarie in individui affetti da malattie croniche. Lo studio sottolinea anche come l’utilizzo dei medicinali omeopatici riduca i costi per il trattamento di alcune malattie respiratorie.

E se sono le persone più istruite a rappresentare il gruppo sociale maggiormente propenso a usare medicinali omeopatici per il loro percorso di salute, emerge che le patologie più comuni per le quali le persone hanno seguito trattamenti con medicinali omeopatici sono i disturbi respiratori, orecchio-naso e gola e le sindromi dolorose muscolo-scheletriche.

Ritengo che ricerche e indagini come questa siano sempre più importanti per la diffusione della cultura della medicina non tradizionale. Attraverso un sostegno scientifico sarà, infatti, più semplice coinvolgere un numero sempre più alto di pazienti che individueranno nell’omeopatia un valido sostegno.

E’ inoltre, importante sottolineare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente emanato il nuovo piano strategico mondiale pluriennale per la valorizzazione della Medicina Non Convenzionale. Si tratta di provvedimenti che ci riempiono di orgoglio e che ci stimolano a battere con sempre maggior costanza e dedizione la strada della ricerca e della divulgazione. La sinergia tra medicina tradizionale e medicina omeopatica è la chiave di volta della medicina del futuro, nel rispetto dell’uomo, dell’ambiente e dei ritmi che la vita ci detta.

FOCUS OMEOPATIA

Secondo un sondaggio condotto da EMC per Omeoimprese, il 20,5% degli italiani ricorre a farmaci omeopatici. Il 4,5% della popolazione si affida alle cure complementari con una frequenza quotidiana/settimanale. E ne traccia un ritratto: il 22,8% degli “users” sono donne e fra questa il 24,8% ha fra i 35 e i 54 anni, con un titolo di studio superiore (23,1%), vive nelle Isole (25,4%) e Nord-Est del Paese (22,7%).

Chi ricorre all’omeopatia lo fa mediamente da 6,5 anni ed ha iniziato su consiglio del farmacista (22,6%), di parenti e amici (21,7%), del medico di base (15,3%), dello specialista (14,1%). Si curano soprattutto riniti, raffreddori, influenze (63,6%), dolori articolari o muscolari (30,4%), allergie e problemi all’apparato respiratorio (21,8%). Il farmaco più popolare è l’arnica, usato più frequentemente dal 14,4% degli italiani.

Chi cerca informazioni sui medicinali omeopatici e il loro utilizzo si rivolge in farmacia (40,6%), anche se il 39,3% degli intervistati pensa che sia una fonte da implementare.