I comunicati stampa e gli appelli di Omeoimprese

ENNESIMO ATTACCO ALL’OMEOPATIA: ABBASSIAMO I TONI E LAVORIAMO PER ISTITUIRE UN REGISTRO PER LE MEDICINE COMPLEMENTARI, COME PRESCRIVE LA LEGGE

di Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

Negli ultimi giorni, per l’ennesima volta, l’opinione pubblica si trova a scontrarsi sull’omeopatia. Non è una novità per il nostro Paese, ma solo per il nostro Paese, perché qui una parte radicata e combattiva della comunità scientifica si rifiuta di accettare che l’omeopatia è un atto medico e che i farmaci che le nostre aziende producono e distribuiscono, sono farmaci, sottoposti ad una procedura di registrazione esattamente come avviene per l’immissione in commercio degli allopatici. La legge parla chiaro per tutti, in Italia come nel resto d’Europa. Ma ad alcuni rappresentanti del comparto scientifico, della comunità scientifica, questo non piace.

E’ questa la ragione di tanto accanimento verso la Medicina Complementare: Non si accetta il fatto che l’omeopatico sia per legge un farmaco!

Nelle ultime settimane anche la Fnomceo, l’associazione degli ordini dei medici è stata critica nei confronti dell’Omeopatia lanciando la campagna “Dottore, ma è vero che…?” per smascherare le “fake news” che possono mettere a repentaglio la salute delle persone, ha paragonato l’omeopatia all’effetto placebo. Inaccettabile ed offensivo, E poi: se fosse vero che 9 milioni di italiani stanno meglio grazie all’effetto placebo, e, come sostengono i detrattori dell’Omeopatia, “all’acqua fresca” , a cosa servirebbero i farmaci  ? Professionisti come il dott. Salvo Di Grazia, estensore della nota sull’omeopatia inserita nel succitato sito, e qualche altro suo collega, non hanno ancora capito che lavoriamo nella stessa direzione. Prima di lui, proprio dalle pagine di questo quotidiano, Omeoimprese ha diffuso un vademecum per l’utilizzo delle medicine non convenzionali, dove si sottolinea, così come fa la Fnomceo, che la medicina omeopatica è un atto sanitario e che pertanto è necessario rivolgersi ad un professionista, medico, farmacista o veterinario, ognuno per la propria competenza. E’ bene sottolineare questi aspetti in virtù del fatto che, sempre come cita la Fnomceo, il prodotto omeopatico è un farmaco in base al Dlgs 2019/2006 – una Legge della Repubblica Italiana, in linea con la normativa comunitaria, tuttora pienamente vigente senza aver avuto modifiche di rilievo dalla sua entrata in vigore, tantomeno per il farmaco omeopatico.

Chi, in nome della ricerca scientifica, e pur non essendo ricercatore, può arrogarsi più potere delle norme nazionali ed europee che identificano il prodotto omeopatico come medicinale e ne richiedono obbligatoriamente una complessa e costosa procedura di registrazione presso l’Agenzia del Farmaco?

Le affermazioni circolate in questi giorni sono profondamente errate e strumentali, così come la campagna denigratoria che da tempo ha come bersaglio l’omeopatia. Da più di 40 anni gli ordini dei medici e le associazioni mediche hanno lavorato assieme per diffondere un corretto approccio all’utilizzo delle medicine non convenzionali. Ora si vuole demonizzare un settore sano, a cui si rivolgono ogni anno 9milioni di italiani, consigliati dal medico di fiducia, spesso del servizio sanitario, o dal pediatra dei propri figli. Demonizzando l’omeopatia l’associazione dei medici, indirettamente, denigra l’operato dei suoi stessi associati: 20.000 professionisti che affiancano allopatia e medicine integrate per il benessere del paziente.

A chi, invece, usando strumentalmente i nostri dati di bilancio, sostiene che il nostro comparto è in declino, devo invece ricordare che il numero degli utilizzatori è in costante crescita: la contrazione dei fatturati non è la risultanza di una disaffezione verso l’omeopatia, bensì la conseguenza di un processo di regolamentazione che inquadra la disciplina omeopatica e i farmaci omeopatici in un contesto legislativo a cui, fino a prova contraria, anche la Fnomceo è obbligata ad attenersi. Se davvero vogliamo rendere un servizio a tutti i cittadini, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, sollecitiamo allora le Regioni e gli Ordini ad istituire i registri per le medicine complementari, in ottemperanza ad una norma che la stessa Fnomceo cita nella propria nota: l’accordo Stato Regioni del febbraio 2013. Non possiamo come associazione di categoria tollerare più questo comportamento fortemente lesivo delle nostre identità e ci uniamo al coro di difesa e denuncia di coloro che attraverso questo attacco indiscriminato stanno vedendo il loro lavoro di decine di anni aggredito ingiustificatamente. I medici si parlino, ma abbassiamo i toni. Non è attraverso la diffusione di un clima da “caccia alle streghe” che si combattono episodi di malasanità o uso inappropriato di farmaci.

Ora tocca alle Istituzioni fare qualcosa. Io mi aspetto che con il nuovo e prossimo esecutivo si possa intavolare una discussione seria una volta per tutte che ci consenta di uscire dalle ambiguità che per troppo tempo hanno riguardato, e ancora riguardano, le Medicine Complementari e che, mi duole affermarlo, sono la causa principale di queste gratuite prese di posizione da parte di alcuni esponenti della comunità scientifica in grado di condizionare a volte , come accaduto già in occasioni passate e per esperienza diretta, la classe politica.

GIORNATA INTERNAZIONALE MEDICINA OMEOPATICA: OMEOIMPRESE LANCIA VEDEMECUM SU CORRETTO USO DEI FARMACI

In occasione della Giornata Internazionale della Medicina Omeopatica in programma martedì 10 aprile, Omeoimprese, l’associazione che rappresenta la aziende che in Italia producono e distribuiscono farmaci omeopatici, lancia un vademecum “perché la medicina omeopatica non è un’altra medicina, ma un sistema integrato di prevenzione, diagnosi e cura che affianca le cure allopatiche”.

Ce lo spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga: “In base al Decreto Legislativo 219/2006 i Medicinali Omeopatici, Omotossicologici ed Antroposofici, sono farmaci approvati dall’Autorità sanitaria italiana, tanto che dal 1°gennaio 2019 saranno in vendita solo se completi di AIC, l’Autorizzazione all’immissione in commercio assegnata dall’Agenzia Italiana del Farmaco”.

“Con questo vademecum – continua Gorga – che sarà oggetto, a cominciare da domani, di una campagna sui principali media nazionali e nelle farmacie presenti sul territorio nazionale, vogliamo provare a diffondere un corretto approccio ai nostri medicinali, troppo spesso vessati da una piccola parte della comunità scientifica, che però è capace di fare la voce grossa. Un problema, peraltro, solo italiano. Chiedi al medico o al farmacista sarà il nostro mantra perché ogni farmaco ha una sua specificità”.

In Italia, sono 9 milioni le persone che ricorrono almeno una volta all’anno all’omeopatia. Vale a dire un Italiano su cinque. E si tratta di un dato addirittura in crescita rispetto al marzo 2016, data a cui risale l’ultima indagine ufficiale sul settore, nonostante i fatturati delle aziende non abbiano brillato nel 2017, a causa del ritiro di quasi 10.000 dei 13.000 prodotti in commercio.

Il comparto ha infatti chiuso con un -7,2%, passando da un fatturato di 349 milioni nel 2016, agli attuali 324 milioni, perdendo 2milioni di pezzi. “Una razionalizzazione fisiologica, non indolore, dei listini dei nostri associati – spiega Gorga – a seguito della regolamentazione prevista dalla legge, la quale ha consentito allo Stato di incassare oltre 4 milioni di euro relativi alle tariffe di registrazione”.

“Ci siamo allineati a quanto richiesto dalla legge non senza sacrifici – conclude il presidente di Omeoimprese – Nonostante ciò, in questi mesi il comparto è stato oggetto di attacchi mediatici pregiudizievoli e tendenziosi, con il solo scopo di colpire un settore industriale florido e che, ricordo sempre, non pesa sulle casse dello Stato, ma è a totale carico del paziente. Ci si auspica che con il nuovo esecutivo si possa intavolare una discussione seria, onesta, sulle potenzialità della medicina complementare. Mi aspetto che l’omeopatia, poiché regolamentata dalla legge, venga rappresentata all’interno delle istituzioni”.

 

DOMANI IL PRESIDENTE DI OMEOIMPRESE FRA I PROTAGINISTI DEL CONGRESSO FIAMO

Il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, interverrà domani, sabato 17 marzo a Torino, al XVI Congresso Nazionale FIAMO, un appuntamento formativo molto atteso da medici, farmacisti e mondo sanitario, quest’anno dedicato a “Omeopatia tra scienza e pratica clinica”.

In un momento di passaggio storico per il settore, che entro la fine del 2018 vedrà i propri prodotti in commercio previo ottenimento dell’AIC da parte dell’AIFA l’Agenzia Italiana del farmaco, il presidente dell’associazione delle aziende produttrici e distributrici, è chiamato a portare il proprio contributo e raccontare questo passaggio epocale.

“L’omeopatia è una scelta consapevole per 9 milioni di italiani – spiega Giovanni Gorga – e la medicina integrata è uno strumento di cura, un’opportunità, utilizzata con professionalità e coscienza da decine di migliaia di medici all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Dal 1° gennaio 2019, tutti gli omeopatici in commercio, avranno un’autorizzazione rilasciata dall’AIFA, esattamente come avviene per gli allopatici. Non è una questione puramente ideologica per il settore, che contribuisce al bilancio dello Stato Italiano con 60milioni di euro di tasse”.

“Questo processo di regolamentazione – continua Gorga – tanto atteso dall’intero comparto e forse per questo osteggiato da una parte della comunità scientifica, è costato alle aziende grandi sacrifici in termini economici per la preparazione dei dossier di registrazione. Inoltre, se è vero che il Governo ha investito più di 2 milioni di euro per ottemperare ad una precisa norma europea, è altrettanto vero che nelle casse dello Stato sono arrivati oltre 4 milioni derivanti dalle tariffe di registrazione dei medicinali”.

Conclude il presidente di Omeoimprese: “Mi auguro che il nuovo Governo e il nuovo Parlamento  sappiano riconoscere le peculiarità sia del medicinale omeopatico, sia del comparto, senza alcun condizionamento ideologico o pregiudizio da parte di alcuno. Mi aspetto che qualunque tipo di decisione che d’ora in poi tocca questo settore, venga condiviso con il settore stesso: medici, farmacisti e realtà produttive, ovvero chi ne ha le competenze e la conoscenza”.

OMEOPATIA. CRESCONO GLI UTILIZZATORI E LA FIDUCIA NEL SETTORE

SONO 9 MILIONI GLI ITALIANI CHE SI AFFIDANO ALL’OMEOPATIA, MA IN ITALIA E’ TABOO. ECCO LA NUOVA FOTOGRAFIA DEL SETTORE DIFFUSA DA EMG-ACQUA PER OMEOIMPRESE

Quasi un quinto degli italiani usa l’omeopatia. Un dato addirittura in crescita rispetto al marzo 2016, data a cui risale l’ultima indagine ufficiale sul settore. A darne l’annuncio è Omeoimprese, l’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche, che si è affidata ad EMG-Acqua per fotografare lo scenario 2017, anno di grandi trasformazioni per il comparto, con l’ingresso dei primi farmaci nel prontuario farmaceutico nazionale.

Sono quasi 9 milioni le persone che nel nostro Paese ricorrono all’omeopatia almeno una volta all’anno. L’identikit parla principalmente di donne (63{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) di età compresa fra i 35 e i 54 anni (55{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} del totale campione) con una buona occupazione e un buon livello di istruzione, che risiedono nel Nord (58{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Dal sondaggio emerge che l’80{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli italiani conosce l’omeopatia e chi la utilizza ne apprezza in primis l’assenza di effetti collaterali (14{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), l’atossicità (12{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) e il grado di efficacia (9{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Con l’omeopatia gli italiani curano soprattutto raffreddori e influenza (59{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), patologie articolari o muscolari (26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), problemi gastro-intestinali (25{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) allergie e disturbi dell’apparato respiratorio (21{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), digestione (19{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), insonnia (15{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Secondo la ricerca EMG-Acqua per Omeoimprese, fra chi negli ultimi 10 mesi ha assunto farmaci, il 58{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} ha usato uno o più farmaci omeopatici. Altra buona notizia per Omeoimprese è che il 60{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli italiani, non necessariamente users abituali, sostiene che i rimedi omeopatici ed allopatici debbano essere utilizzati insieme: “Si tratta dell’esito positivo di una battaglia culturale condotta dalla nostra associazione contro chi parla impropriamente di omeopatia definendola medicina alternativa. Ma alternativa a cosa? Noi produciamo farmaci che, se utilizzati in un programma di cura integrato, offrono i migliori risultati. E raccomandiamo sempre di rivolgersi ad un medico per le patologie più gravi, oppure chiedere consiglio al farmacista per i disturbi più lievi e transitori”.

Prosegue Gorga: “Sono proprio i medici, soprattutto quelli di famiglia, i migliori alleati dell’omeopatia: il 55{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli utilizzatori di questi farmaci lo fa su loro indicazione. Il 39{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} si lascia guidare dalla farmacia di fiducia, il 26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} è stato indirizzato all’omeopatia dalle strutture sanitarie pubbliche, il 17{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} dallo specialista della patologia. Il 26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} si reca dall’omeopata, sicuramente un costo aggiuntivo per il paziente. Nonostante le novità per il settore, l’obbligo di riconoscimento dei medicinali da parte dell’AIFA, l’Agenzia del Farmaco, e la commercializzazione dal 2019 solo per quei prodotti in possesso dell’AIC come per i medicinali allopatici, gli omeopatici sono sempre inquadrati come SOP (senza obbligo di prescrizione) ed in classe C”.

Un capitolo del quadro statistico su Italiani e Omeopatia commissionato da Omeoimprese, riguarda i canali di acquisto: il 45{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli intervistati non è propenso a rivolgersi al web, contro un “pericolosamente” favorevole 29{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} , dato che, secondo Giovanni Gorga “rischia di crescere nei prossimi anni senza adeguate misure economiche a sostegno del settore e a tutela delle aziende italiane, penalizzate dalle recenti politiche tariffarie stabilite dal Decreto Lorenzin che non tengono conto della peculiarità dei farmaci e degli elevati costi di produzione all’interno di un mercato decisamente più modesto rispetto a quello delle Big Pharma e delle multinazionali straniere”.

A preoccupare l’associazione dei produttori di farmaci è la bocciatura da parte del Governo dell’emendamento Tariffe, che prevedeva una modifica a ribasso degli importi stabiliti per alcune voci relative ai soli medicinali oggetto di verifica (poco più di 3.000). “Adesso il Ministro Lorenzin parli chiaro: perché tanto accanimento contro il settore, nonostante il consenso di milioni di italiani?

Mi aspetto che ci sia un chiarimento definitivo del Ministero rispetto a questo tema.  Al Ministro spetta l’onere di rispondere a milioni di italiani, dica apertamente ciò che pensa”.

OMEOPATIA, SONDAGGIO OMEOIMPRESE: IL 5,3% DEGLI UTILIZZATORI DISPOSTI A CAMBIARE ORIENTAMENTO DI VOTO

Secondo un sondaggio condotto nel mese di ottobre da EMG Acqua per Omeoimprese, il 40% di chi utilizza i farmaci omeopatici si aspetta più attenzione dai partiti: 2,5milioni di italiani ritengono le politiche a favore delle medicine complementari un tema sensibile, tanto da arrivare ad influenzare le proprie scelte se chiamati alle urne.

Fra i milioni di utilizzatori, c’è un 5,3% propenso ad indirizzare la propria scelta politica a vantaggio di quei partiti capaci di mostrare interesse verso le istanze dell’omeopatia.

A commentare i dati dell’ultimo sondaggio, ci pensa il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, che denuncia quanto la classe politica eletta sia “indifferente alle istanze di una larga parte della popolazione italiana e condizionata nelle proprie scelte tanto da ridurre sempre ai minimi termini una questione che invece necessiterebbe per quantità di persone coinvolte di un’attenzione prioritaria”.

“Arroccarsi sull’annosa questione “funziona o non funziona?”  – prosegue Gorga – nulla aggiunge allo stucchevole dibattito tra sostenitori e detrattori. Sarebbe piuttosto molto più utile per milioni di italiani, siano essi utilizzatori o non, discutere di medicina omeopatica in modo costruttivo ad esempio riconoscendo al farmaco omeopatico la specificità e la peculiarità di cui gode negli altri Paesi d’Europa”.

A motivare le affermazioni dell’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche è la bocciatura in Senato dell’emendamento alla legge di bilancio in cui si chiedeva un adeguamento delle tariffe relative ai soli medicinali omeopatici che hanno espletato la procedura per il rilascio dell’Aic, con importi più sostenibili per i fatturati del settore, ben diversi da quelli delle “Big Pharma” dell’allopatia.

“Per i politici l’omeopatia è un tabù– incalza Gorga – ma l’industria omeopatica versa ogni anno allo Stato circa 60milioni di euro. Non capisco perché ci si debba accanire nei confronti del settore. Non risolvere la questione legata alle tariffe si traduce in un duro colpo che la piccola e media impresa italiana, alla lunga, non sarà in grado di sostenere, lasciando campo libero a multinazionali straniere. Mi aspetto dai politici che risolvano i problemi delle imprese italiane e dei lavoratori italiani”.

 

OMEOPATIA, OMEOIMPRESE: “DECRETO TARIFFE DA RIVEDERE CON LA LEGGE DI BILANCIO. IL MINISTRO LORENZIN NON AFFOSSI IL SETTORE”

Con la consegna dei dossier di registrazione all’Agenzia Italiana del Farmaco, gli omeopatici sono diventati farmaci. Questo non significa però che il medicinale omeopatico debba essere considerato alla stessa stregua dell’allopatico. Vanno tenute in considerazione le specificità dei prodotti”. Queste le parole del Presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, al termine dell’incontro avuto oggi al Ministero della Salute dove ha rimarcato l’insostenibilità delle politiche tariffarie previste dal decreto Lorenzin del 2016.
“Le aziende omeopatiche hanno dimensioni inferiori rispetto a quelle che producono farmaci tradizionali – prosegue Gorga -. L’arnica non fattura quanto un antinfiammatorio di natura chimica. Di per sé la registrazione a cui siamo stati chiamati per i prodotti già sul mercato da oltre 30 anni è stata onerosa. Uno sforzo economico a cui ci siamo sottoposti  nel rispetto della legge e condividendo la necessità di allinearsi al quadro normativo europeo dopo decenni di incertezza. E’ però altrettanto vero e necessario guardare all’Europa anche per tutti gli altri aspetti che regolamentano l’omeopatia. Le tariffe che si andrebbero ad applicare a questi medicinali sono insostenibili per i fatturati del comparto. Capisco che a qualcuno possa dare fastidio, però è impensabile che ad ogni rinnovo dell’AIC si debbano pagare fra i 10 e i 20mila euro a dossier, e in alcuni casi anche oltre, esattamente come accade per i farmaci allopatici. Se poi ci sono variazioni nelle componenti di un medicinale omeopatico o anche solo delle modifiche societarie, vanno messe in conto integrazioni di alcune migliaia di euro”.
“Per questo – conclude il presidente di Omeoimprese – nei prossimi giorni invieremo al Ministero della Salute una nota con alcune proposte tariffarie più eque. Il Ministro Lorenzin, di cui siamo certi della comprensione delle nostre istanze, ha a disposzione uno strumento che è la legge di bilancio. E’ il momento dei fatti”.

I PRIMI FARMACI ENTRANO IN PRONTIARIO, MA PER LE AZIENDE E’ ALLARME TARIFFE

I medicinali omeopatici sono farmaci a tutti gli effetti. Da AIFA stanno arrivando i primi degli oltre 3.000 codici di Autorizzazione all’Immissione in Commercio che verranno rilasciati entro la fine del 2018. Una vera rivoluzione per le aziende omeopatiche che hanno dovuto presentare una corposa documentazione e un elaborato dossier di registrazione ora al vaglio dell’Agenzia del Farmaco.

“Le aziende hanno dovuto sostenere onerosi investimenti per adeguarsi alle richieste di Aifa – spiega il Presidente di Omeoimprese Giovanni Gorga – e da gennaio 2019 tutti i medicinali omeopatici in commercio avranno ottenuto l’AIC proprio come avviene per i farmaci allopatici. Vi sono, però, sostanziali differenze che rischiano di mettere in ginocchio il settore”.

Pensare di trattare l’omeopatia alla stessa stregua della medicina tradizionale implica un errore di valutazione. Le aziende omeopatiche, infatti, hanno dimensioni inferiori rispetto alle aziende farmaceutiche e non possono permettersi di affrontare gli stessi costi di registrazione.

“Il decreto Tariffe del Ministro Lorenzin dello scorso febbraio 2016 stabilisce importi tariffari assolutamente improponibili – continua Gorga -. Si tratta di cifre insostenibili per un settore che comunque non può né vuole pensare di competere con le big pharma. Una mossa, l’ennesima purtroppo, che va a penalizzare l’industria nazionale, lasciando invece carta bianca alle aziende straniere che, in Europa, sottostanno a regole e condizioni economiche meno stringenti. Le tariffe legate alla registrazione dei medicinali omeopatici e ad altre procedure come ad esempio la variazione di un componente all’interno del farmaco, non possono essere le stesse che si applicano ai medicinali tradizionali”.

Se a un prodotto che mediamente fattura mediamente 10/20 mila euro all’anno, viene chiesto di sostenere un importo tariffario quantificabile in migliaia di euro per una semplice e peraltro frequente “variazione” di composizione o di tipo amministrativo è evidente che l’azienda alla lunga non riuscirà più a sostenere questi costi. La conseguenza sarà il ritiro del farmaco dal commercio, chiusura della produzione e perdita di posti di lavoro.

“Siamo felici che anche l’Aifa e il Ministero abbiamo riconosciuto a tutti gli effetti il valore dell’omeopatia rispetto alla medicina tradizionale – prosegue Gorga – ma occorre che ogni settore venga considerato in base alle singole peculiarità. In Italia sono oltre 8 milioni le persone che si rivolgono all’omeopatia e se non troveranno medicine italiane in vendita compreranno preparati stranieri. Il settore in Italia morirà a favore delle aziende estere che hanno obblighi e costi inferiori da sostenere”.

L’obiettivo che Omeoimprese si pone per i prossimi mesi è, dunque, di lavorare con le Istituzioni per rivedere il decreto tariffe, in particolare per gli importi che toccano i medicinali attualmente in commercio e che sono oggetto di regolamentazione, altrimenti il settore subirà un nuovo contraccolpo, con ricadute economiche e sociali pesanti.

 

DIBATTITO PUBBLICO SU OMEOPATIA E OBESITA’, IL 18 OTTOBRE, A NAPOLI. LO PROMUOVE L’ ASSOCIAZIONE PAZIENTI OMEOPATICI CON IL CONTRIBUTO DI OMEOIMPRESE

Si parlerà di “Omeopatia e obesità” mercoledì 18 ottobre, dalle ore 16, all’Istituto di Cultura Meridionale di Napoli. Ad organizzare l’incontro è l’Associazione dei Pazienti Omeopatici – A.P.O. Italia con il contributo di Omeoimprese, realtà nazionale che rappresenta le aziende produttrici di medicinali omeopatici.

Si tratta di un appuntamento carico di significato per il settore, dopo il recente riconoscimento dei medicinali come “farmaci” da parte delle Istituzioni Nazionali, che di fatto va ad equiparare dal punto di vista giuridico prodotti allopatici ed omeopatici. “Omeoimprese  – spiega il presidente, Giovanni Gorga – affianca e sostiene appuntamenti come quello organizzato da A.P.O. per il contributo che offrono nel costruire una corretta cultura dell’omeopatia. La nostra associazione sta lavorando per abbattere il muro di pregiudizio che vede contrapposti farmaci convenzionali e medicine complementari, affermando la necessità di un approccio multidisciplinare da parte dei medici, nell’interesse della salute del paziente. Anche se siamo tutti consapevoli che restano ancora molti punti aperti per un effettivo riconoscimento della medicina omeopatica. Un ringraziamento importante va riconosciuto alla dott.ssa Marisa Certosino, presidente di A.P.O. che da anni ci supporta in questo importantissimo lavoro”

DAL 2019 FARMACI OMEOPATICI IN FARMACIA CON L’AIC. L’ITALIA E’ PRONTA A RIPENSARE ALL’OMEOPATIA?

Dal 1°gennaio 2019 tutti i prodotti omeopatici in commercio saranno classificati solo e unicamente medicinali, contrassegnati dall’AIC, vale a dire dall’Autorizzazione per l’Immissione in Commercio rilasciata dall’Agenzia Italiana del Farmaco. Fine delle polemiche. La parola preparato omeopatico, con buona pace dei detrattori della disciplina farmacologica, sparirà dal dizionario medico una volta per tutte. E l’omeopatia entrerà di diritto nel prontuario farmaceutico. Esattamente come avviene nel resto d’Europa.

Si tratta della più importante, seppur sofferta, rivoluzione del settore, che ci auguriamo possa mettere fine nel nostro Paese a forti condizionamenti di carattere ideologico che arrivano da una parte del mondo accademico che è stato in grado di influenzare la politica per decine di anni.

A causa di questo, non si sono mai create le condizioni per aprire un dialogo aperto e corretto. In Italia sappiamo a malapena che l’omeopata è un medico, e ci sono ancora persone convinte che chi pratica l’omeopatia sia una sorta di stregone. Proprio per la natura del prodotto omeopatico le aziende in passato non erano tenute ad avere strette relazioni con le Istituzioni, il Ministero della Salute e gli Enti tecnici, in primis AIFA, che ci sta supportando in questa fase di transizione. Oggi, invece, abbiamo compreso l’importanza del dialogo che stiamo costruendo giorno dopo giorno.

Il 30 giugno 2017 è stato l’ultimo giorno utile concesso alle case farmaceutiche omeopatiche per consegnare all’Agenzia del farmaco i dossier per l’ottenimento dell’AIC. Uno sforzo economico e burocratico importante, che sicuramente è costato grossi sacrifici, tra i quali quello di eliminare dalla produzione oltre il 40{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} dei farmaci, unitari e complessi, attualmente in commercio. Nonostante ciò l’impegno di tutti è stato quello di preservare i posti di lavoro e assicurare ai malati continuità di cura attraverso una razionalizzazione dei nostri listini.

Già in questi giorni stanno cominciando ad arrivare da AIFA i primi favorevoli responsi. Ci auguriamo quindi che questo sia solo l’inizio di una nuova era per l’omeopatia in Italia. Sicuramente oggi più che mai sarà compito di Omeoimprese diffondere una migliore e corretta cultura dell’omeopatia. Dove il medico omeopata è un laureato in medicina che ha seguito scuole di specializzazione e i prodotti sono farmaci. Questo è ciò che da sempre avviene in Francia e Germania. L’Italia, che è il terzo mercato europeo, è pronta al “grande salto”?

Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

 

OMEOPATIA AL BIVIO: UN ANNO DI TEMPO IN PIU’ PER IL RINNOVO DELL’AIC DEI FARMACI IN COMMERCIO DAL 1995 O VIA DAL MERCATO 6.000 PRODOTTI

Milano, giugno 2017 – Il comparto dell’omeopatia è ad un bivio: se non verrà rinviata di un anno la scadenza del 30 giugno per il rinnovo delle autorizzazioni per i preparati in commercio dal ’95, in Italia rimarranno non più di due-tremila preparati omeopatici, rispetto ai 10-12mila di oggi. Dopo anni di battaglie che ci hanno portato ad equiparare i farmaci omeopatici ed allopatici, oggi le aziende italiane si trovano a combattere contro la burocrazia e una deadline troppo stretta: appena 3 mesi di tempo per presentare all’Agenzia Italiana del Farmaco dossier molto complessi e onerosi. Diversamente il 31 dicembre 2017 molti prodotti scompariranno dagli scaffali delle farmacie causando grossi disagi a pazienti e medici costretti a rivedere i percorsi terapeutici e un crollo del settore. Sono 4.000 gli addetti che rischiano il posto di lavoro, decine le aziende piccole che saranno costrette a chiudere i battenti a causa di una perdita di fatturato che, complessivamente per il mercato italiano si attesta sui 90milioni di euro sui 300 complessivi.

Uno scenario che avrebbe dovuto bastare al Governo per concedere 12 mesi di proroga al settore per “mettersi in pari” con le procedure richieste.  Non è mancanza di volontà da parte delle aziende il ritardo con cui si stanno consegnando i dossier ad AIFA. Il problema vero sta nella complessità delle procedure, di cui ci siamo accorti solo a lavoro avviato, causando ritardi: ha inciso la novità assoluta del lavoro da mettere in campo, le specificità della nostra disciplina, nonché i costi, comunque elevati per molte aziende. Il rinvio serve per consentire a tutti di completare il lavoro, non per altro l’ordine del giorno impegna le aziende a versare comunque entro la scadenza di giugno un acconto sulle tariffe di registrazione che presenteranno all’Aifa. Ne abbiamo parlato con AIFA, con la quale abbiamo avviato una proficua collaborazione. Ne abbiamo parlato soprattutto con il Ministero della Salute a cui avevamo inizialmente proposto di recepire le nostre stanze in sede di conversione in legge del Decreto Milleproroghe. La risposta è stata una bocciatura degli emendamenti favorevoli al rinvio presentati trasversalmente da tutte le forze politiche.

Sopravvivono soltanto due ordini del giorno (on. Mandelli, on. Rondini, on. Palese), che impegnano il Governo a valutare l’opportunità di una proroga della scadenza stante «la rilevanza e la complessità della procedura» gestita dall’Aifa.

E al quale ora Omeoimprese affida le sue residue speranze.

Il Milleproroghe rappresentava il contenitore perfetto per un provvedimento come questo. Adesso la strada è in salita. Il tempo stringe e dobbiamo continuare a cercare il dialogo con le istituzioni. Nelle scorse settimane è stata presentata un’interrogazione che chiede al Ministero come intende agire in vista della scadenza di giugno. Di certo cresce la preoccupazione, senza rinvio rischiano di sparire dal mercato migliaia di prodotti e molte piccole aziende, con effetti a cascata non solo sui pazienti e sui medici ma anche sulle farmacie.

Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese