Gli articoli che parlano di Omeoimprese e dei medicinali omeopatici e antroposofici

OMEOPATIA. GIOVANNI GORGA (OMEOIMPRESE) “CONFRONTO PUBBLICO CON GARATTINI E BURIONI SU FORMAZIONE E QUADRO NORMATIVO. BASTA BUFALE SUL SETTORE”

“Continuano ad uscire bufale sul fronte omeopatia, sono vere  fake news quelle diffuse da medici quali Silvio Grattini e Roberto Burioni che non possono manovrare l’opinione pubblica diffondendo notizie infondate. La misura è colma per il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, che replica alle recenti dichiarazioni del noto farmacologo, che insieme al virologo della crociata contro i no vax, “non ha mai nascosto la sua avversione per i farmaci omeopatici, nonostante il quadro normativo quanto mai chiaro entro cui si muovono le case farmaceutiche italiane e i professionisti, fra cui moltissimi medici di famiglia e pediatri che integrano allopatia e medicine complementari”.

“Invito pertanto – continua Gorga – il professor Garattini e il professor Burioni ad un dibattito pubblico con Omeoimprese dove sono pronto a spiegare loro una volta per tutte quali sono le norme che in Italia regolamentano la medicina omeopatica, che vanno nella direzione diametralmente opposta da quella da loro sostenuta. Rimettiamo al centro la fondatezza della disciplina medica, anche quando si parla di formazione. Non è vero, infatti, che non ci saranno più corsi di formazione e registri presso gli Ordini dei Medici. La legge, infatti, prevede l’istituzione di Commissioni regionali deputate all’accreditamento degli Istituti e degli Enti che erogano formazione ai medici. La polemica sull’omeopatia deriva dal fatto che troppi uomini di scienza, arroccati sui propri pregiudizi senza l’umiltà di un confronto, non riescono a digerire che i medicinali omeopatici siano a tutti gli effetti dei farmaci, non solo in Italia ma in tutta Europa, dove vengono commercializzati gli stessi prodotti che si trovano nelle nostre farmacie, peraltro corredati da indicazioni terapeutiche”.

MEDICINE NON CONVENZIONALI, LA REPLICA DI OMEOIMPRESE ALL’ATTACCO DELLA FNOMCEO CONTRO L’OMEOPATIA

“Le affermazioni diffuse in questi giorni dalla Fnomceo sono profondamente errate e strumentali, così come la campagna denigratoria che da tempo ha come bersaglio l’omeopatia. Noto con piacere che l’associazione degli ordini dei medici, così come l’associazione delle case farmaceutiche omeopatiche che rappresento, lavorano nella stessa direzione, peccato che medici come il dott. Salvo Di Grazia e qualche altro suo collega, non lo abbiano ancora capito. Forse il dott. Salvo di Grazia vuole arrogarsi più potere delle norme nazionali ed europee che identificano il prodotto omeopatico come farmaco e ne richiedono obbligatoriamente una complessa e costosa procedura di registrazione presso l’Agenzia del Farmaco? Restiamo in ogni caso aperti ad istituire un tavolo di confronto con chiunque dimostri una posizione pregiudizievole verso l’omeopatia tutta, anche in virtù dei recenti progressi in fase registrativa da parte di AIFA di ormai numerosi medicinali omeopatici. Queste le prime dichiarazioni rilasciate dal presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, chiamato a fare chiarezza nel recente dibattito che ha investito la disciplina omeopatica.

“Se la Fnomceo – prosegue Gorga –  ha recentemente lanciato la campagna “Dottore, ma è vero che…?”, ancor prima Omeoimprese ha diffuso un vademecum per l’utilizzo delle medicine non convenzionali, dove si sottolinea, così come fa la Fnomceo, che la medicina omeopatica è un atto sanitario e che pertanto è necessario rivolgersi ad un professionista, medico, farmacista o veterinario, ognuno per la propria competenza. E’ bene sottolineare questi aspetti in virtù del fatto che, sempre come cita la Fnomceo, il prodotto omeopatico è un farmaco  in base al Dlgs 2019/2006 – una Legge della Repubblica Italiana, in linea con la normativa comunitaria, tuttora pienamente vigente senza aver avuto modifiche di rilievo dalla sua entrata in vigore, tantomeno per il farmaco omeopatico. E a chi, usando strumentalmente i nostri dati di bilancio, sostiene che l’omeopatia è in declino, devo invece ricordare che il numero degli utilizzatori è in costante crescita: parliamo di 9 milioni di italiani. Pertanto la contrazione dei fatturati non è la risultanza di una disaffezione verso l’omeopatia, bensì la conseguenza di un processo di regolamentazione che inquadra la disciplina omeopatica e i farmaci omeopatici in un contesto legislativo a cui, fino a prova contraria, anche la Fnomceo è obbligata ad attenersi. Se davvero vogliamo rendere un servizio a tutti i cittadini, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, sollecitiamo le Regioni e gli Ordini ad istituire i registri per le medicine complementari, in ottemperanza ad una norma che la stessa Fnomceo cita nella propria nota: l’accordo Stato Regioni del febbraio 2013. Non possiamo come associazione di categoria tollerare più questo comportamento fortemente lesivo delle nostre identità e ci uniamo al coro di difesa e denuncia di coloro che attraverso questo attacco indiscriminato stanno vedendo il loro lavoro di decine di anni aggredito ingiustificatamente. I medici si parlino, però ora tocca alle Istituzioni fare qualcosa. Io mi aspetto che con il nuovo e prossimo esecutivo si possa intavolare una discussione seria una volta per tutte che ci consenta di uscire dalle ambiguità che per troppo tempo hanno riguardato, e ancora riguardano, le Medicine Complementari e che, mi duole affermarlo, sono la causa principale di queste gratuite prese di posizione da parte di alcuni esponenti della comunità scientifica”.

CHI SIAMO:
OMEOIMPRESE è l’associazione delle aziende produttrici di medicinali omeopatici. Nata nel gennaio 2008 dalla fusione di Anipro e Omeoindustria per tutelare gli interessi nella diffusione dei medicinali omeopatici e antroposofici, si pone come punto di riferimento nell’ambito dei prodotti omeopatici.
Dal giugno 2015 l’assemblea è guidata dal Cav. GIOVANNI GORGA, direttore Pubblic Affairs di Guna e autore di libri sull’omeopatia. L’ultimo “Elogio all’Omeopatia”, uscito nel settembre 2015 per Cairo Editore.

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DOMANI IL PRESIDENTE GORGA A PALERMO PER IL SECONDO CONVEGNO REGIONALE DELLE MEDICINE COMPLEMENTARI: LA SICILIA UNA REGIONE ILLUMINATA E AL PASSO CON I TEMPI

Milano, 27 aprile 2018 – Il Presidente di Omeoimprese Giovanni Gorga interverrà domani, sabato 28 aprile, alla cerimonia inaugurale del II Convegno regionale delle Medicine complementari in programma a Palermo presso il Circolo ricreativo dipendenti difesa in via della Favorita 3. I lavori apriranno alle ore 9.00  alla presenza del Sindaco Leoluca Orlando. Oggetto del convegno “Malattie cronico degenerative e possibilità terapeutiche”.

“Si tratta di un evento di grande rilevanza che pone, ancora una volta, la Sicilia al passo con i tempi in un campo come quello delle medicine complementari – spiega il Presidente di Omeoimprese Giovanni Gorga -. Parte da qui, infatti, il mio appello a tutte le Regioni d’Italia affinché seguano l’esempio della Sicilia recependo l’Accordo Stato Regioni del 2013 in materia di Omeopatia, Omotossicologia, Antroposofia, Fitoterapia e Agopuntura che definisce i criteri per una formazione adeguata e completa dei medici esperti delle medicine complementari.

In Sicilia, infatti, già nel 2016 è stata istituita la Commissione Regionale per le Medicine Complementari.

“Si tratta di un atto di estrema rilevanza che ha portato nel corso degli anni ad un confronto serrato e serio su tanti temi come dimostra il convegno dei prossimi giorni – continua Gorga – Recependo le indicazioni del legislatore la Sicilia sta dando la possibilità ai medici di avere una formazione di alto livello e riconosciuta da tutti in maniera chiara. Oggi più che mai, infatti, dobbiamo fare in modo che i ciarlatani non abbiamo più voce e visibilità poiché rappresentano solo un danno per una professione che sta diventando sempre più diffusa anche a fronte dei 10 milioni di utilizzatori di medicinali omeopatici in Italia”.

GIORNATA INTERNAZIONALE MEDICINA OMEOPATICA: OMEOIMPRESE LANCIA VEDEMECUM SU CORRETTO USO DEI FARMACI

In occasione della Giornata Internazionale della Medicina Omeopatica in programma martedì 10 aprile, Omeoimprese, l’associazione che rappresenta la aziende che in Italia producono e distribuiscono farmaci omeopatici, lancia un vademecum “perché la medicina omeopatica non è un’altra medicina, ma un sistema integrato di prevenzione, diagnosi e cura che affianca le cure allopatiche”.

Ce lo spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga: “In base al Decreto Legislativo 219/2006 i Medicinali Omeopatici, Omotossicologici ed Antroposofici, sono farmaci approvati dall’Autorità sanitaria italiana, tanto che dal 1°gennaio 2019 saranno in vendita solo se completi di AIC, l’Autorizzazione all’immissione in commercio assegnata dall’Agenzia Italiana del Farmaco”.

“Con questo vademecum – continua Gorga – che sarà oggetto, a cominciare da domani, di una campagna sui principali media nazionali e nelle farmacie presenti sul territorio nazionale, vogliamo provare a diffondere un corretto approccio ai nostri medicinali, troppo spesso vessati da una piccola parte della comunità scientifica, che però è capace di fare la voce grossa. Un problema, peraltro, solo italiano. Chiedi al medico o al farmacista sarà il nostro mantra perché ogni farmaco ha una sua specificità”.

In Italia, sono 9 milioni le persone che ricorrono almeno una volta all’anno all’omeopatia. Vale a dire un Italiano su cinque. E si tratta di un dato addirittura in crescita rispetto al marzo 2016, data a cui risale l’ultima indagine ufficiale sul settore, nonostante i fatturati delle aziende non abbiano brillato nel 2017, a causa del ritiro di quasi 10.000 dei 13.000 prodotti in commercio.

Il comparto ha infatti chiuso con un -7,2%, passando da un fatturato di 349 milioni nel 2016, agli attuali 324 milioni, perdendo 2milioni di pezzi. “Una razionalizzazione fisiologica, non indolore, dei listini dei nostri associati – spiega Gorga – a seguito della regolamentazione prevista dalla legge, la quale ha consentito allo Stato di incassare oltre 4 milioni di euro relativi alle tariffe di registrazione”.

“Ci siamo allineati a quanto richiesto dalla legge non senza sacrifici – conclude il presidente di Omeoimprese – Nonostante ciò, in questi mesi il comparto è stato oggetto di attacchi mediatici pregiudizievoli e tendenziosi, con il solo scopo di colpire un settore industriale florido e che, ricordo sempre, non pesa sulle casse dello Stato, ma è a totale carico del paziente. Ci si auspica che con il nuovo esecutivo si possa intavolare una discussione seria, onesta, sulle potenzialità della medicina complementare. Mi aspetto che l’omeopatia, poiché regolamentata dalla legge, venga rappresentata all’interno delle istituzioni”.

 

DOMANI IL PRESIDENTE DI OMEOIMPRESE FRA I PROTAGINISTI DEL CONGRESSO FIAMO

Il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, interverrà domani, sabato 17 marzo a Torino, al XVI Congresso Nazionale FIAMO, un appuntamento formativo molto atteso da medici, farmacisti e mondo sanitario, quest’anno dedicato a “Omeopatia tra scienza e pratica clinica”.

In un momento di passaggio storico per il settore, che entro la fine del 2018 vedrà i propri prodotti in commercio previo ottenimento dell’AIC da parte dell’AIFA l’Agenzia Italiana del farmaco, il presidente dell’associazione delle aziende produttrici e distributrici, è chiamato a portare il proprio contributo e raccontare questo passaggio epocale.

“L’omeopatia è una scelta consapevole per 9 milioni di italiani – spiega Giovanni Gorga – e la medicina integrata è uno strumento di cura, un’opportunità, utilizzata con professionalità e coscienza da decine di migliaia di medici all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Dal 1° gennaio 2019, tutti gli omeopatici in commercio, avranno un’autorizzazione rilasciata dall’AIFA, esattamente come avviene per gli allopatici. Non è una questione puramente ideologica per il settore, che contribuisce al bilancio dello Stato Italiano con 60milioni di euro di tasse”.

“Questo processo di regolamentazione – continua Gorga – tanto atteso dall’intero comparto e forse per questo osteggiato da una parte della comunità scientifica, è costato alle aziende grandi sacrifici in termini economici per la preparazione dei dossier di registrazione. Inoltre, se è vero che il Governo ha investito più di 2 milioni di euro per ottemperare ad una precisa norma europea, è altrettanto vero che nelle casse dello Stato sono arrivati oltre 4 milioni derivanti dalle tariffe di registrazione dei medicinali”.

Conclude il presidente di Omeoimprese: “Mi auguro che il nuovo Governo e il nuovo Parlamento  sappiano riconoscere le peculiarità sia del medicinale omeopatico, sia del comparto, senza alcun condizionamento ideologico o pregiudizio da parte di alcuno. Mi aspetto che qualunque tipo di decisione che d’ora in poi tocca questo settore, venga condiviso con il settore stesso: medici, farmacisti e realtà produttive, ovvero chi ne ha le competenze e la conoscenza”.

OMEOPATIA. CRESCONO GLI UTILIZZATORI E LA FIDUCIA NEL SETTORE

SONO 9 MILIONI GLI ITALIANI CHE SI AFFIDANO ALL’OMEOPATIA, MA IN ITALIA E’ TABOO. ECCO LA NUOVA FOTOGRAFIA DEL SETTORE DIFFUSA DA EMG-ACQUA PER OMEOIMPRESE

Quasi un quinto degli italiani usa l’omeopatia. Un dato addirittura in crescita rispetto al marzo 2016, data a cui risale l’ultima indagine ufficiale sul settore. A darne l’annuncio è Omeoimprese, l’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche, che si è affidata ad EMG-Acqua per fotografare lo scenario 2017, anno di grandi trasformazioni per il comparto, con l’ingresso dei primi farmaci nel prontuario farmaceutico nazionale.

Sono quasi 9 milioni le persone che nel nostro Paese ricorrono all’omeopatia almeno una volta all’anno. L’identikit parla principalmente di donne (63{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) di età compresa fra i 35 e i 54 anni (55{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} del totale campione) con una buona occupazione e un buon livello di istruzione, che risiedono nel Nord (58{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Dal sondaggio emerge che l’80{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli italiani conosce l’omeopatia e chi la utilizza ne apprezza in primis l’assenza di effetti collaterali (14{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), l’atossicità (12{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) e il grado di efficacia (9{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Con l’omeopatia gli italiani curano soprattutto raffreddori e influenza (59{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), patologie articolari o muscolari (26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), problemi gastro-intestinali (25{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) allergie e disturbi dell’apparato respiratorio (21{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), digestione (19{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), insonnia (15{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Secondo la ricerca EMG-Acqua per Omeoimprese, fra chi negli ultimi 10 mesi ha assunto farmaci, il 58{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} ha usato uno o più farmaci omeopatici. Altra buona notizia per Omeoimprese è che il 60{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli italiani, non necessariamente users abituali, sostiene che i rimedi omeopatici ed allopatici debbano essere utilizzati insieme: “Si tratta dell’esito positivo di una battaglia culturale condotta dalla nostra associazione contro chi parla impropriamente di omeopatia definendola medicina alternativa. Ma alternativa a cosa? Noi produciamo farmaci che, se utilizzati in un programma di cura integrato, offrono i migliori risultati. E raccomandiamo sempre di rivolgersi ad un medico per le patologie più gravi, oppure chiedere consiglio al farmacista per i disturbi più lievi e transitori”.

Prosegue Gorga: “Sono proprio i medici, soprattutto quelli di famiglia, i migliori alleati dell’omeopatia: il 55{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli utilizzatori di questi farmaci lo fa su loro indicazione. Il 39{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} si lascia guidare dalla farmacia di fiducia, il 26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} è stato indirizzato all’omeopatia dalle strutture sanitarie pubbliche, il 17{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} dallo specialista della patologia. Il 26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} si reca dall’omeopata, sicuramente un costo aggiuntivo per il paziente. Nonostante le novità per il settore, l’obbligo di riconoscimento dei medicinali da parte dell’AIFA, l’Agenzia del Farmaco, e la commercializzazione dal 2019 solo per quei prodotti in possesso dell’AIC come per i medicinali allopatici, gli omeopatici sono sempre inquadrati come SOP (senza obbligo di prescrizione) ed in classe C”.

Un capitolo del quadro statistico su Italiani e Omeopatia commissionato da Omeoimprese, riguarda i canali di acquisto: il 45{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli intervistati non è propenso a rivolgersi al web, contro un “pericolosamente” favorevole 29{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} , dato che, secondo Giovanni Gorga “rischia di crescere nei prossimi anni senza adeguate misure economiche a sostegno del settore e a tutela delle aziende italiane, penalizzate dalle recenti politiche tariffarie stabilite dal Decreto Lorenzin che non tengono conto della peculiarità dei farmaci e degli elevati costi di produzione all’interno di un mercato decisamente più modesto rispetto a quello delle Big Pharma e delle multinazionali straniere”.

A preoccupare l’associazione dei produttori di farmaci è la bocciatura da parte del Governo dell’emendamento Tariffe, che prevedeva una modifica a ribasso degli importi stabiliti per alcune voci relative ai soli medicinali oggetto di verifica (poco più di 3.000). “Adesso il Ministro Lorenzin parli chiaro: perché tanto accanimento contro il settore, nonostante il consenso di milioni di italiani?

Mi aspetto che ci sia un chiarimento definitivo del Ministero rispetto a questo tema.  Al Ministro spetta l’onere di rispondere a milioni di italiani, dica apertamente ciò che pensa”.

OMEOPATIA, SONDAGGIO OMEOIMPRESE: IL 5,3% DEGLI UTILIZZATORI DISPOSTI A CAMBIARE ORIENTAMENTO DI VOTO

Secondo un sondaggio condotto nel mese di ottobre da EMG Acqua per Omeoimprese, il 40% di chi utilizza i farmaci omeopatici si aspetta più attenzione dai partiti: 2,5milioni di italiani ritengono le politiche a favore delle medicine complementari un tema sensibile, tanto da arrivare ad influenzare le proprie scelte se chiamati alle urne.

Fra i milioni di utilizzatori, c’è un 5,3% propenso ad indirizzare la propria scelta politica a vantaggio di quei partiti capaci di mostrare interesse verso le istanze dell’omeopatia.

A commentare i dati dell’ultimo sondaggio, ci pensa il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, che denuncia quanto la classe politica eletta sia “indifferente alle istanze di una larga parte della popolazione italiana e condizionata nelle proprie scelte tanto da ridurre sempre ai minimi termini una questione che invece necessiterebbe per quantità di persone coinvolte di un’attenzione prioritaria”.

“Arroccarsi sull’annosa questione “funziona o non funziona?”  – prosegue Gorga – nulla aggiunge allo stucchevole dibattito tra sostenitori e detrattori. Sarebbe piuttosto molto più utile per milioni di italiani, siano essi utilizzatori o non, discutere di medicina omeopatica in modo costruttivo ad esempio riconoscendo al farmaco omeopatico la specificità e la peculiarità di cui gode negli altri Paesi d’Europa”.

A motivare le affermazioni dell’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche è la bocciatura in Senato dell’emendamento alla legge di bilancio in cui si chiedeva un adeguamento delle tariffe relative ai soli medicinali omeopatici che hanno espletato la procedura per il rilascio dell’Aic, con importi più sostenibili per i fatturati del settore, ben diversi da quelli delle “Big Pharma” dell’allopatia.

“Per i politici l’omeopatia è un tabù– incalza Gorga – ma l’industria omeopatica versa ogni anno allo Stato circa 60milioni di euro. Non capisco perché ci si debba accanire nei confronti del settore. Non risolvere la questione legata alle tariffe si traduce in un duro colpo che la piccola e media impresa italiana, alla lunga, non sarà in grado di sostenere, lasciando campo libero a multinazionali straniere. Mi aspetto dai politici che risolvano i problemi delle imprese italiane e dei lavoratori italiani”.

 

AL VIA LA PRIMA EDIZIONE DELL’ OMEO FITO FESTIVAL AL TEATRO VITTORIA DI ROMA

Omeoimprese lancia la prima edizione dell’ “Omeo Fito Festival” appuntamento internazionale promosso dall’Associazione Scientifica Research Institute in Clinical Homeopathy, Acupuncture and Psychoterapy, per sensibilizzare l’opinione pubblica  e i media sulla validità e l’efficacia delle Medicine Complementari, in particolare Omeopatia e Fitoterapia.  Anche per contrastare gli innumerevoli attacchi sempre più pesanti contro l’omeopatia.

L’appuntamento è per domenica 19 novembre, dalle ore 20,30, al Teatro Vittoria di Roma. Sul palcoscenico si avvicenderanno musicisti, ricercatori, medici per una serata dedicata alla conoscenza delle Medicine non convenzionali.

Fra i protagonisti nomi come quelli del prof. Paolo Bellavite, già professore di Patologia Generale presso l’Università di Verona,  il Prof. Vittorio Elia dell’università di Napoli, il cardiologo clinico, Massimo Fioranelli, il medico veterinario, Alda Grossi e il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, che ha scelto di sostenere e supportare l’iniziativa “per il valore scientifico e culturale, in un momento in cui  – spiega Gorga – il mercato dell’omeopatia sta attraversando profondi cambiamenti con l’entrata in vigore di norme restrittive ed economicamente penalizzanti per le industrie italiane, a vantaggio delle multinazionali straniere”.

L’ingresso è libero, ma occorre richiedere anticipatamente il biglietto chiamando il seguente numero di telefono: 360350583

OMEOPATIA, OMEOIMPRESE: “DECRETO TARIFFE DA RIVEDERE CON LA LEGGE DI BILANCIO. IL MINISTRO LORENZIN NON AFFOSSI IL SETTORE”

Con la consegna dei dossier di registrazione all’Agenzia Italiana del Farmaco, gli omeopatici sono diventati farmaci. Questo non significa però che il medicinale omeopatico debba essere considerato alla stessa stregua dell’allopatico. Vanno tenute in considerazione le specificità dei prodotti”. Queste le parole del Presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, al termine dell’incontro avuto oggi al Ministero della Salute dove ha rimarcato l’insostenibilità delle politiche tariffarie previste dal decreto Lorenzin del 2016.
“Le aziende omeopatiche hanno dimensioni inferiori rispetto a quelle che producono farmaci tradizionali – prosegue Gorga -. L’arnica non fattura quanto un antinfiammatorio di natura chimica. Di per sé la registrazione a cui siamo stati chiamati per i prodotti già sul mercato da oltre 30 anni è stata onerosa. Uno sforzo economico a cui ci siamo sottoposti  nel rispetto della legge e condividendo la necessità di allinearsi al quadro normativo europeo dopo decenni di incertezza. E’ però altrettanto vero e necessario guardare all’Europa anche per tutti gli altri aspetti che regolamentano l’omeopatia. Le tariffe che si andrebbero ad applicare a questi medicinali sono insostenibili per i fatturati del comparto. Capisco che a qualcuno possa dare fastidio, però è impensabile che ad ogni rinnovo dell’AIC si debbano pagare fra i 10 e i 20mila euro a dossier, e in alcuni casi anche oltre, esattamente come accade per i farmaci allopatici. Se poi ci sono variazioni nelle componenti di un medicinale omeopatico o anche solo delle modifiche societarie, vanno messe in conto integrazioni di alcune migliaia di euro”.
“Per questo – conclude il presidente di Omeoimprese – nei prossimi giorni invieremo al Ministero della Salute una nota con alcune proposte tariffarie più eque. Il Ministro Lorenzin, di cui siamo certi della comprensione delle nostre istanze, ha a disposzione uno strumento che è la legge di bilancio. E’ il momento dei fatti”.

I PRIMI FARMACI ENTRANO IN PRONTIARIO, MA PER LE AZIENDE E’ ALLARME TARIFFE

I medicinali omeopatici sono farmaci a tutti gli effetti. Da AIFA stanno arrivando i primi degli oltre 3.000 codici di Autorizzazione all’Immissione in Commercio che verranno rilasciati entro la fine del 2018. Una vera rivoluzione per le aziende omeopatiche che hanno dovuto presentare una corposa documentazione e un elaborato dossier di registrazione ora al vaglio dell’Agenzia del Farmaco.

“Le aziende hanno dovuto sostenere onerosi investimenti per adeguarsi alle richieste di Aifa – spiega il Presidente di Omeoimprese Giovanni Gorga – e da gennaio 2019 tutti i medicinali omeopatici in commercio avranno ottenuto l’AIC proprio come avviene per i farmaci allopatici. Vi sono, però, sostanziali differenze che rischiano di mettere in ginocchio il settore”.

Pensare di trattare l’omeopatia alla stessa stregua della medicina tradizionale implica un errore di valutazione. Le aziende omeopatiche, infatti, hanno dimensioni inferiori rispetto alle aziende farmaceutiche e non possono permettersi di affrontare gli stessi costi di registrazione.

“Il decreto Tariffe del Ministro Lorenzin dello scorso febbraio 2016 stabilisce importi tariffari assolutamente improponibili – continua Gorga -. Si tratta di cifre insostenibili per un settore che comunque non può né vuole pensare di competere con le big pharma. Una mossa, l’ennesima purtroppo, che va a penalizzare l’industria nazionale, lasciando invece carta bianca alle aziende straniere che, in Europa, sottostanno a regole e condizioni economiche meno stringenti. Le tariffe legate alla registrazione dei medicinali omeopatici e ad altre procedure come ad esempio la variazione di un componente all’interno del farmaco, non possono essere le stesse che si applicano ai medicinali tradizionali”.

Se a un prodotto che mediamente fattura mediamente 10/20 mila euro all’anno, viene chiesto di sostenere un importo tariffario quantificabile in migliaia di euro per una semplice e peraltro frequente “variazione” di composizione o di tipo amministrativo è evidente che l’azienda alla lunga non riuscirà più a sostenere questi costi. La conseguenza sarà il ritiro del farmaco dal commercio, chiusura della produzione e perdita di posti di lavoro.

“Siamo felici che anche l’Aifa e il Ministero abbiamo riconosciuto a tutti gli effetti il valore dell’omeopatia rispetto alla medicina tradizionale – prosegue Gorga – ma occorre che ogni settore venga considerato in base alle singole peculiarità. In Italia sono oltre 8 milioni le persone che si rivolgono all’omeopatia e se non troveranno medicine italiane in vendita compreranno preparati stranieri. Il settore in Italia morirà a favore delle aziende estere che hanno obblighi e costi inferiori da sostenere”.

L’obiettivo che Omeoimprese si pone per i prossimi mesi è, dunque, di lavorare con le Istituzioni per rivedere il decreto tariffe, in particolare per gli importi che toccano i medicinali attualmente in commercio e che sono oggetto di regolamentazione, altrimenti il settore subirà un nuovo contraccolpo, con ricadute economiche e sociali pesanti.