DOMANI IL PRESIDENTE DI OMEOIMPRESE FRA I PROTAGINISTI DEL CONGRESSO FIAMO

Il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, interverrà domani, sabato 17 marzo a Torino, al XVI Congresso Nazionale FIAMO, un appuntamento formativo molto atteso da medici, farmacisti e mondo sanitario, quest’anno dedicato a “Omeopatia tra scienza e pratica clinica”.

In un momento di passaggio storico per il settore, che entro la fine del 2018 vedrà i propri prodotti in commercio previo ottenimento dell’AIC da parte dell’AIFA l’Agenzia Italiana del farmaco, il presidente dell’associazione delle aziende produttrici e distributrici, è chiamato a portare il proprio contributo e raccontare questo passaggio epocale.

“L’omeopatia è una scelta consapevole per 9 milioni di italiani – spiega Giovanni Gorga – e la medicina integrata è uno strumento di cura, un’opportunità, utilizzata con professionalità e coscienza da decine di migliaia di medici all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Dal 1° gennaio 2019, tutti gli omeopatici in commercio, avranno un’autorizzazione rilasciata dall’AIFA, esattamente come avviene per gli allopatici. Non è una questione puramente ideologica per il settore, che contribuisce al bilancio dello Stato Italiano con 60milioni di euro di tasse”.

“Questo processo di regolamentazione – continua Gorga – tanto atteso dall’intero comparto e forse per questo osteggiato da una parte della comunità scientifica, è costato alle aziende grandi sacrifici in termini economici per la preparazione dei dossier di registrazione. Inoltre, se è vero che il Governo ha investito più di 2 milioni di euro per ottemperare ad una precisa norma europea, è altrettanto vero che nelle casse dello Stato sono arrivati oltre 4 milioni derivanti dalle tariffe di registrazione dei medicinali”.

Conclude il presidente di Omeoimprese: “Mi auguro che il nuovo Governo e il nuovo Parlamento  sappiano riconoscere le peculiarità sia del medicinale omeopatico, sia del comparto, senza alcun condizionamento ideologico o pregiudizio da parte di alcuno. Mi aspetto che qualunque tipo di decisione che d’ora in poi tocca questo settore, venga condiviso con il settore stesso: medici, farmacisti e realtà produttive, ovvero chi ne ha le competenze e la conoscenza”.