Omeopatia: italiani discriminati, costretti a comprare su web

Ansa15032015“Discriminati rispetto ai cittadini di altri Paesi EU” e “costretti a rivolgersi all’acquisto all’estero via internet” per rifornirsi di medicinali omeopatici che le aziende italiane non possono più permettersi di produrre.Così sono gli 11 milioni di italiani che scelgono la medicina alternativa, secondo quanto denunciano le società scientifiche e le associazioni di pazienti sostenitori dell’omeopatia, nel documento inviato al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e all’Agenzia del Farmaco Italiana (Aifa). “Per la prima volta ci siamo seduti tutti intorno a un tavolo e abbiamo evidenziato i punti fondamentali per una corretta registrazione dei medicinali omeopatici, prendendo spunto da Paesi dove questo tipo di regolamentazione esiste da anni”, spiega il presidente della Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata(SIOMI), Simonetta Bernardini. Il decreto Balduzzi, infatti, ha introdotto tariffe di registrazione con aumenti fino al 70.000{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} del costo originale.Quindi l’appello: “Chiediamo al Governo un tavolo tecnico tra produttori, medici e pazienti per fare un decreto giusto ed economicamente sostenibile, perché molte aziende stanno già dismettendo la produzione di farmaci omeopatici meno prescritti, che non potrebbero giustificare quei costi”. La conseguenza è di spingere molti a rifornirsi via internet, “comprando con qualità incontrollata”e “con danno al sistema produttivo italiano”.(ANSA).