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NUOVE NOMINE AL CSS? E’ FORSE LA GIUSTA OCCASIONE PER CONSIDERARE PROFILI E COMPETENZE ESPRESSE DALLE MNC

“Senza voler entrare nel merito delle prerogative del Ministro della Salute e come già in passato ho avuto occasione di evidenziare, sarebbe auspicabile che tra i prossimi membri del Consiglio Superiore della Sanità  ci fossero personalità di alto livello scientifico espresse dal mondo delle MNC ”. È il commento di Giovanni Gorga, Presidente di Omeoimprese, l’associazione che riunisce le aziende produttrici di farmaci omeopatici in Italia, a seguito della decisione del Ministro della Salute Giulia Grillo di revocare i componenti “non di diritto” dell’organo di consulenza tecnico scientifica del Ministro.

“La medicina omeopatica – prosegue Gorga – è regolamentata da Leggi dello Stato ed opera in un quadro normativo che il Ministero, l’AIFA ed altre Istituzioni sanitarie, hanno delineato nel corso degli ultimi anni, sarebbe quindi congruo, vista la natura consultiva dell’ organo da rinnovare che, ove necessario, vi fosse la migliore competenza possibile nell’esprimere pareri, giudizi e consigli”.

“Il Ministro Grillo – conclude il presidente di Omeoimprese –  saprà certamente individuare all’interno della Comunità Scientifica le migliori figure  in grado di soddisfare i livelli di esperienza e professionalità. Ritengo che il cambiamento sia sempre positivo e sono certo che le nuove nomine sapranno assolvere al delicato compito a cui saranno chiamati nell’interesse della salute degli Italiani”.

L’ASSOCIAZIONE SPAGNOLA DEI MEDICI OMEOPATI (AESMI) CHIAMA OMEOIMPRESE A MADRID PER PRENDERE SPUNTI DALL’ITALIA SUL COME ADEGUARSI ALLA DISIPLINA EUROPEA IN MATERIA DI MEDICINA OMEOPATICA

Milano, 8 novembre 2018 – L’Asociacion Espanola de Medicos Integrativos (AESMI), ha inviato Omeoimprese a Madrid domani, 9 novembre, per avere la testimonianza di come l’Italia si sia mossa in questi anni sul piano normativo per adeguarsi a quanto chiede l’Europa in materia di Medicina Omeopatica. Il percorso di registrazione dei farmaci presso Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, sarà al centro della testimonianza di Giovanni Gorga, presidente dell’associazione che nel nostro Paese rappresenta il comparto industriale dell’omeopatia.“L’omeopatia è una scelta consapevole per 9 milioni di italiani – spiega Giovanni Gorga – e la medicina integrata è uno strumento di cura, un’opportunità, utilizzata con professionalità e coscienza da decine di migliaia di medici all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. A breve termine tutti gli omeopatici in commercio avranno un’autorizzazione rilasciata dall’AIFA, esattamente come avviene per gli allopatici. Non è una questione puramente ideologica per il settore, che contribuisce al bilancio dello Stato Italiano con 60milioni di euro di tasse”.“Sono onorato dell’invito da parte della presidente di AESMI, Esther de la Paz, medico di fama e medaglia d’oro al Merito Sanitario in Spagna – conclude Gorga. Il mio augurio oggi è che i sacrifici richiesti alle nostre aziende e i risultati ottenuti dal settore sul piano normativo, visti come esempio in diversi Paesi Europei, in primis la Spagna, valgano a riabilitare in Italia un settore produttivo osteggiato da una parte della comunità scientifica a causa di una malinformazione che ha regnato sovrana per decenni, alimentando pregiudizi contro una disciplina medica riconosciuta in tutto il mondo e regolamentata da leggi europee”.

ATTACCHI STRUMENTALI CONTRO L’OMEOPATIA. IL SETTORE E’ NORMATO DALLA LEGGE E I FARMACI NON SONO ALTERNATIVI

In questi giorni è in corso l’ennesima offensiva contro la medicina omeopatica, una situazione che il settore non riesce a tollerare, soprattutto quando, l’attacco, viene scatenato da un rappresentante delle massime Istituzioni come la Senatrice Elena Cattaneo. E’ con grande rammarico che apprendiamo come una figura tanto autorevole insista nel voler assimilare a pratiche di stregoneria, pseudo scienza, cialtroneria la medicina omeopatica che tutto è fuorché “alternativa”. Il mondo dell’omeopatia, quello ufficiale, non si è mai posto in sostituzione all’allopatia. Non si lavora “contro”, bensì “insieme”, tant’è che i nostri farmaci sono definiti “complementari”.  L’omeopatia è normata da leggi nazionali ed europee, chi la pratica deve seguire corsi di specializzazione riconosciuti ed avere una laurea in medicina.Fatta questa puntualizzazione, la Professoressa Cattaneo è libera di credere che l’omeopatia non sia sempre la scelta farmacologica migliore. Ma la Senatrice Cattaneo non deve dimenticare che esistono delle Direttive Europee. E in tutti i Paesi dell’Unione, l’omeopatia gode di una considerazione ben più alta che in Italia.

Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

GORGA: “GRILLO SI DOCUMENTI. I NOSTRI MEDICINALI SI TROVANO IN FARMACIA PERCHE’ SONO FARMACI, LO DICE LA LEGGE”

Dopo gli attacchi di Grillo all’omeopatia, Omeoimprese, l’associazione che rappresenta le aziende che in Italia producono e distribuiscono farmaci omeopatici prende posizione e replica per voce del Presidente, Giovanni Gorga: “Grillo sostiene che per non indurre i cittadini  in confusione di fronte alle difficoltà che la malattia crea sarebbe opportuno che le farmacie non vendessero i medicinali omeopatici. Grillo si rende conto che a creare confusione e ad alimentare polemiche sterili sono proprio le uscite come queste? Il risultato che ha ottenuto è stato quello di propalare notizie scorrette ed inesatte che  immediatamente sono state prese a pretesto dai detrattori della Medicina Omeopatica per legittimare politicamente le loro posizioni da sempre contrarie”.

E prosegue: “Il Ministro Grillo (Giulia) dovrebbe spiegare a Grillo (Beppe) che i medicinali Omeopatici si vendono in farmacia in quanto “Farmaci” . Non è un’opinione , è un dato di fatto suggellato da leggi dello Stato . Nell’interesse dei cittadini, Grillo (Beppe), Burioni e chiunque altro intenda parlare di Omeopatia, lo faccia con competenza e si documenti prima di divulgare informazioni sbagliate”.

NOMINE AIFA, GORGA (OMEOIMPRESE): “AUSPICHIAMO RAPPRESENTANZA DI ESPERTI DI MEDICINE COMPLEMENTARI”

Il neo ministro della Salute, Giulia Grillo, ha avviato le procedure per il rinnovo della Commissione tecnico-scientifica e del Comitato prezzi e rimborso dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del farmaco, un momento di passaggio che alimenta preoccupazioni e speranze all’interno del comparto delle medicine omeopatiche. L’associazione di categoria, Omeoimprese, per voce del Presidente, Giovanni Gorga, lancia un appello alle Istituzioni coinvolte: “Dopo anni in cui ai vertici della Sanità si sono avvicendati personaggi che hanno provato in tutti i modi a screditare la medicina omeopatica, confidiamo sia arrivato il momento di avere all’interno delle nuove Commissioni anche degli esperti di medicine complementari. Un approccio laico, tecnico e imparziale nei confronti dell’omeopatia da parte della neo ministro rappresenterebbe per il settore un momento di rilancio dopo anni di battaglie pregiudizievoli e scarsa conoscenza delle peculiarità dei nostri farmaci”. Secondo Gorga “al termine del processo di regolamentazione che ci ha visto lavorare fianco a fianco con AIFA dopo il riconoscimento dello status di farmaci ai medicinali omeopatici, diventa quanto mai necessaria e urgente una rappresentanza del settore delle Medicine Complementari all’interno dell’Agenzia del Farmaco, così come in tutte le istituzioni sanitarie. Servono, infatti, figure di riferimento che abbiano le competenze necessarie per trattare il medicinale omeopatico, che ha una sua specificità”.

ENNESIMO ATTACCO ALL’OMEOPATIA: ABBASSIAMO I TONI E LAVORIAMO PER ISTITUIRE UN REGISTRO PER LE MEDICINE COMPLEMENTARI, COME PRESCRIVE LA LEGGE

di Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

Negli ultimi giorni, per l’ennesima volta, l’opinione pubblica si trova a scontrarsi sull’omeopatia. Non è una novità per il nostro Paese, ma solo per il nostro Paese, perché qui una parte radicata e combattiva della comunità scientifica si rifiuta di accettare che l’omeopatia è un atto medico e che i farmaci che le nostre aziende producono e distribuiscono, sono farmaci, sottoposti ad una procedura di registrazione esattamente come avviene per l’immissione in commercio degli allopatici. La legge parla chiaro per tutti, in Italia come nel resto d’Europa. Ma ad alcuni rappresentanti del comparto scientifico, della comunità scientifica, questo non piace.

E’ questa la ragione di tanto accanimento verso la Medicina Complementare: Non si accetta il fatto che l’omeopatico sia per legge un farmaco!

Nelle ultime settimane anche la Fnomceo, l’associazione degli ordini dei medici è stata critica nei confronti dell’Omeopatia lanciando la campagna “Dottore, ma è vero che…?” per smascherare le “fake news” che possono mettere a repentaglio la salute delle persone, ha paragonato l’omeopatia all’effetto placebo. Inaccettabile ed offensivo, E poi: se fosse vero che 9 milioni di italiani stanno meglio grazie all’effetto placebo, e, come sostengono i detrattori dell’Omeopatia, “all’acqua fresca” , a cosa servirebbero i farmaci  ? Professionisti come il dott. Salvo Di Grazia, estensore della nota sull’omeopatia inserita nel succitato sito, e qualche altro suo collega, non hanno ancora capito che lavoriamo nella stessa direzione. Prima di lui, proprio dalle pagine di questo quotidiano, Omeoimprese ha diffuso un vademecum per l’utilizzo delle medicine non convenzionali, dove si sottolinea, così come fa la Fnomceo, che la medicina omeopatica è un atto sanitario e che pertanto è necessario rivolgersi ad un professionista, medico, farmacista o veterinario, ognuno per la propria competenza. E’ bene sottolineare questi aspetti in virtù del fatto che, sempre come cita la Fnomceo, il prodotto omeopatico è un farmaco in base al Dlgs 2019/2006 – una Legge della Repubblica Italiana, in linea con la normativa comunitaria, tuttora pienamente vigente senza aver avuto modifiche di rilievo dalla sua entrata in vigore, tantomeno per il farmaco omeopatico.

Chi, in nome della ricerca scientifica, e pur non essendo ricercatore, può arrogarsi più potere delle norme nazionali ed europee che identificano il prodotto omeopatico come medicinale e ne richiedono obbligatoriamente una complessa e costosa procedura di registrazione presso l’Agenzia del Farmaco?

Le affermazioni circolate in questi giorni sono profondamente errate e strumentali, così come la campagna denigratoria che da tempo ha come bersaglio l’omeopatia. Da più di 40 anni gli ordini dei medici e le associazioni mediche hanno lavorato assieme per diffondere un corretto approccio all’utilizzo delle medicine non convenzionali. Ora si vuole demonizzare un settore sano, a cui si rivolgono ogni anno 9milioni di italiani, consigliati dal medico di fiducia, spesso del servizio sanitario, o dal pediatra dei propri figli. Demonizzando l’omeopatia l’associazione dei medici, indirettamente, denigra l’operato dei suoi stessi associati: 20.000 professionisti che affiancano allopatia e medicine integrate per il benessere del paziente.

A chi, invece, usando strumentalmente i nostri dati di bilancio, sostiene che il nostro comparto è in declino, devo invece ricordare che il numero degli utilizzatori è in costante crescita: la contrazione dei fatturati non è la risultanza di una disaffezione verso l’omeopatia, bensì la conseguenza di un processo di regolamentazione che inquadra la disciplina omeopatica e i farmaci omeopatici in un contesto legislativo a cui, fino a prova contraria, anche la Fnomceo è obbligata ad attenersi. Se davvero vogliamo rendere un servizio a tutti i cittadini, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, sollecitiamo allora le Regioni e gli Ordini ad istituire i registri per le medicine complementari, in ottemperanza ad una norma che la stessa Fnomceo cita nella propria nota: l’accordo Stato Regioni del febbraio 2013. Non possiamo come associazione di categoria tollerare più questo comportamento fortemente lesivo delle nostre identità e ci uniamo al coro di difesa e denuncia di coloro che attraverso questo attacco indiscriminato stanno vedendo il loro lavoro di decine di anni aggredito ingiustificatamente. I medici si parlino, ma abbassiamo i toni. Non è attraverso la diffusione di un clima da “caccia alle streghe” che si combattono episodi di malasanità o uso inappropriato di farmaci.

Ora tocca alle Istituzioni fare qualcosa. Io mi aspetto che con il nuovo e prossimo esecutivo si possa intavolare una discussione seria una volta per tutte che ci consenta di uscire dalle ambiguità che per troppo tempo hanno riguardato, e ancora riguardano, le Medicine Complementari e che, mi duole affermarlo, sono la causa principale di queste gratuite prese di posizione da parte di alcuni esponenti della comunità scientifica in grado di condizionare a volte , come accaduto già in occasioni passate e per esperienza diretta, la classe politica.

BASTA CON QUESTO CLIMA DA CACCIA ALLE STREGHE. L’OMEOPATIA NON E’ UNA MEDICINA ALTERNATIVA. LA LEGGE PARLA CHIARO, IN ITALIA COME IN TUTTI I PAESI DELL’EUROPA.

28 giugno 2017 – L’Italia è il paese delle contraddizioni. Siamo il terzo mercato europeo per l’omeopatia, dopo Francia e Germania. Ma il nostro settore è vittima di pesanti attacchi e discriminazioni perché manca una corretta informazione sui nostri farmaci.

Così una volta ci attaccano confondendoci con i no vax, un’altra per colpa di quelli che sostituiscono la chemioterapia con cure complementari. Poi c’è chi strumentalmente parla di acqua fresca perché non conosce l’utilizzo dei nostri farmaci, e chi parla di terapie alternative. Alternative a cosa? La medicina è una sola.

Infine ci sono i brutti fatti di cronaca, come quello che ha portato alla morte del piccolo Francesco, a causa di un’otite trascurata e degenerata fino alle conseguenze più estreme. Se un intervento non riesce non è colpa del bisturi, bensì della mano del chirurgo che lo ha utilizzato. Questo vale per l’omeopatia e per qualunque categoria farmaceutica.

L’omeopatia è utilizzata da 20.000 specialisti, laureati in medicina e iscritti ad appositi registri dopo aver frequentato scuole accreditate, come previsto da una legge dello Stato del 2012 “a tutela dei pazienti e contro la pratica del fai da te”.  I nostri farmaci sottostanno alle regole dell’Agenzia Italiana del Farmaco, come avviene per i generici, i radioterapici, gli emoderivati e qualunque altra classe farmaceutica. Secondo quanto disposto dalla legge di stabilità 2015, il 30 giugno si conclude l’iter per la consegna all’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaci, della documentazione   relativa   ai   singoli preparati per ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio, nel rispetto della normativa europea in vigore, e a tutela e sicurezza dei pazienti. Dunque il problema non sono i farmaci omeopatici, bensì l’utilizzo che ne viene fatto.

Nonostante i tempi un po’ stretti per le aziende del comparto, soprattutto le più piccole e quindi meno strutturate ad affrontare la complessa istruttoria, il processo di regolamentazione in atto aiuta a mettere alcuni punti fermi e, auspichiamo, a porre fine all’eterna e fastidiosa polemica su “sono farmaci” o “non sono farmaci”. Lo stabiliscono Aifa e Ministero della Salute.

Ma vediamo un po’ di storia. In Italia, fino al 1995, non c’era una normativa primaria sull’omeopatia. La produzione e la dispensazione degli omeopatici era regolamentata da un Dodecalogo del Consiglio superiore di sanità (pubblicato sulla GU n. 113 del 17.5.1989), dall’articolo 144 del TULS (relativo all’autorizzazione alla produzione), dal D.Lgs. n. 178 del 29.5.1991 e, infine, dalla nota 800.7/AG 25-5/3 del Ministero della sanità del 13 gennaio 1992. Tutti i provvedimenti tendevano comunque a garantire la salute del consumatore. Il Dodecalogo non definiva gli omeopatici come medicinali, ma come “rimedi”.

La Commissione UE, con l’intento di disciplinare la materia, ha dovuto mediare le varie normative esistenti nei Paesi membri; la medicina omeopatica, infatti, era riconosciuta ufficialmente in alcuni Stati, mentre in altri era solamente tollerata. Francia e Germania erano gli unici ad avere una legislazione completa nel settore omeopatico, ma talmente differente che un preparato prodotto in uno dei due Paesi non poteva facilmente circolare nell’altro.

Dopo un complesso iter normativo, l’Unione Europea ha fissato le linee guida per assicurare ai consumatori europei garanzie sulla qualità, sulla riproducibilità dei processi di fabbricazione e sull’innocuità dei medicinali omeopatici disponibili in tutti gli Stati, recepita in Italia con una serie di passaggi legisativi. Prima il Parlamento ha stabilito alcuni principi fondamentali, tra cui la procedura semplificata di registrazione. Il D.Lgs. n. 185/1995 decretava l’appartenenza dei prodotti omeopatici alla categoria dei medicinali e ne dava per la prima volta una definizione. La Direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) viene recepita dal nostro Paese con il D.Lgs. n. 219/2006 e prevede una procedura di registrazione semplificata ad hoc per i medicinali omeopatici. In data 21 giugno 2010 Aifa predispone un modello al quale per le domande di registrazione semplificata dei medicinali omeopatici. Il 30 giugno 2017 si è concluso il termine per la consegna dei dossier. Tutto quello che verrà autorizzato con l’attribuzione dell’AIC, resterà in vendita in farmacia. Il resto dovrà essere ritirato dal gennaio 2019. D’ora in poi si lavora così, al pari delle big Pharma.

Giovanni Gorga, Presidente Omeoimprese

2016 ANNO NERO DELL’OMEOPATIA. IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE, OMEOIMPRESE DIFFONDE I FATTURATI DEL SETTORE, CHE CHIUDE CON UN SEGNO MENO

Milano, 10 aprile 2017In occasione della Giornata dell’Omeopatia Omeoimprese, l’associazione che rappresenta le più importanti case produttrici e distributrici di farmaci omeopatici, diffonde i fatturati 2016 e lancia un appello: senza un dialogo con il Governo e il rinvio di alcune stringenti scadenze burocratiche, il comparto rischia il tracollo.

“Rispetto all’anno 2015 – spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga – il mercato ha avuto un decremento sia in termini di fatturato (-4,8{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) sia in termini di numero di pezzi venduti (-7,4{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}). Negli ultimi 12 mesi le aziende hanno bruciato quasi 15milioni di euro, la prima e annunciata conseguenza della scadenza burocratica del 30 giugno 2017 termine ultimo per i produttori di farmaci per la consegna all’Agenzia del Farmaco delle domande di rinnovo dell’AIC relative ai prodotti già in commercio da 30 anni e più”.

“Le aziende – continua Gorga – hanno cominciato a ritirare i prodotti per i quali non intendono rinnovare le autorizzazioni, una procedura onerosa e complicata. Inoltre per ogni farmaco omeopatico in commercio, esattamente come accade per gli allopatici, dovrà essere versata una tariffa annuale. Si tratta quindi, al momento, di un calo fisiologico, legato ad una selezione dei prodotti, che nasconde però un problema più serio”.

Da un censimento interno ad Omeoimprese risulta che sono circa 13.000 i medicinali attualmente in commercio. A seguito dei dossier di registrazione richiesti da AIFA ne resteranno sul mercato non più di 5.000/6.000. Il motivo di questa drastica riduzione va ricercato, soprattutto per quanto concerne le piccole e medie aziende, in una motivazione di tipo economica.

“In questi mesi come Omeoimprese – prosegue Gorga – ci stiamo battendo per ottenere dal Ministero della Salute una proroga alla scadenza del prossimo 30 giugno. Non si tratta di una mancanza di responsabilità da parte del settore, ma una richiesta di ossigeno. Senza un rinvio, tutto quello che non sarà stato consegnato nei termini di legge sparirà dagli scaffali delle farmacie alla fine del 2018. Una vera ecatombe per il settore con la perdita di 70milioni di euro, la chiusura delle attività italiane più piccole e 4.000 lavoratori con un futuro a rischio. Una situazione che andrebbe a vantaggio solo delle multinazionali straniere dell’omeopatia che distribuiscono in Italia e che sono dotate di altre risorse e mezzi”.