I comunicati stampa e gli appelli di Omeoimprese

Silvia Nencioni

Omeopatia in crescita: scelta da oltre 18 milioni di italiani nell’ultimo anno

Milano, 05 marzo 2025 – È un quadro positivo, che testimonia soddisfazione e fiducia nell’omeopatia da parte degli italiani, quello tratteggiato dall’indagineScenario e consumatori di Medicinali Omeopatici 2025” realizzata dall’istituto di ricerca Eumetra per Omeoimprese, l’associazione di categoria che riunisce le aziende del comparto in Italia. L’indagine ha coinvolto complessivamente oltre 1.400 adulti sopra i 18 anni: sono state effettuate 900 interviste presso un campione rappresentativo della popolazione italiana; è stato inoltre effettuato un sovra-campionamento di altre 500 interviste, con lo scopo di analizzare più nel dettaglio 4 regioni specifiche (Lombardia, Veneto, Toscana e Campania). Lo studio ha analizzato il livello di consapevolezza e i comportamenti degli italiani riguardo ai medicinali omeopatici, mettendo in evidenza le loro percezioni e scelte di salute.

Omeopatia in Italia: utilizzo in crescita grazie a una conoscenza diffusa di questa terapia

Nel nostro Paese il 98% della popolazione adulta (circa 49 milioni di persone) conosce i medicinali omeopatici e 2 italiani su 3 (66%, pari a circa 33 milioni) li hanno acquistati almeno una volta nella vita. A utilizzarli nell’ultimo anno sono state quasi 18.5 milioni di persone (37%), un dato in crescita rispetto al passato che evidenzia una maggiore penetrazione dell’omeopatia nel panorama delle scelte terapeutiche degli italiani, con un livello di fiducia che si va consolidando.

I risultati di questa ricerca mostrano che l’omeopatia rientra sempre più nelle scelte di salute delle famiglie, grazie soprattutto al consiglio competente di medici e farmacisti che ne riconoscono l’opportunità terapeutica” commenta Silvia Nencioni, Presidente di Omeoimprese. “Una crescita motivata dalle caratteristiche peculiari di questi medicinali quali la naturalità, la sicurezza e l’assenza di effetti collaterali e controindicazioni, che li rendono adatti a tutte le tipologie di pazienti”.

 Percezione e utilizzo dell’omeopatia

Globalmente, infatti, la ricerca ha evidenziato una percezione positiva dell’omeopatia, con alcuni fattori che si rivelano decisivi nel favorire questa scelta terapeutica: il 54% degli italiani riconosce che i medicinali omeopatici sono prodotti naturali, il 42% li ritiene privi di effetti collaterali e controindicazioni, mentre il 33% afferma che possono rafforzare le difese immunitarie.

Tra gli ambiti terapeutici per i quali si ricorre maggiormente all’omeopatia troviamo:

  • sintomi influenzali, raffreddore e mal di gola (33%)
  • insonnia e stress (28%)
  • rafforzare il sistema immunitario (26%)
  • dolori muscolari-articolari (23%)
  • disturbi gastro-intestinali (20%)

Ruolo centrale di medici e farmacisti nella diffusione dell’omeopatia

L’indagine mette in luce anche il ruolo cruciale dei professionisti della salute nella diffusione dell’omeopatia. Dai risultati, infatti, emerge che chi ha acquistato medicinali omeopatici lo ha fatto su prescrizione del proprio medico di medicina generale o pediatra nel 44% dei casi, mentre il consiglio del farmacista al banco è risultato determinante nel 52% degli utilizzatori.

I dati indicano anche la necessità da parte del 31% del campione di saperne di più in merito ai medicinali omeopatici, percentuale che sale al 49% tra gli utilizzatori negli ultimi 6 mesi.

Secondo gli intervistati, nel 54% dei casi il medico di base è il professionista della salute più indicato a fornire queste informazioni; il 40% riconosce questo ruolo al medico esperto in omeopatia, il 34% allo specialista e il 39% al farmacista. Gli italiani si aspetterebbero di ricevere queste informazioni anche dalle strutture sanitarie pubbliche (27%) e dalle autorità sanitarie (26%).

Come comparto, siamo consapevoli dell’esigenza di informazione sui medicinali omeopatici da parte dei pazienti; la mancanza di indicazioni terapeutiche nelle confezioni e sul foglietto illustrativo delle specialità omeopatiche penalizza fortemente gli italiani che, dopo aver acquistato questi medicinali, si trovano spesso in difficoltà nel reperire le giuste indicazioni su posologia e ambiti di utilizzo” prosegue Silvia Nencioni. “Da anni abbiamo un dialogo aperto con le Istituzioni e sono fiduciosa che riusciremo a sbloccare questa anomalia che, fra tutti i Paesi europei, riguarda solo l’Italia”.

Chi sono gli utilizzatori dell’omeopatia? Adulti, spesso genitori, con una prevalenza tra le donne

I principali consumatori di medicinali omeopatici appartengono alla fascia d’età 35-55 anni (72%), risiedono prevalentemente nel Nord-Est e nel Centro Italia, con un picco in Toscana (75%) e hanno figli (71%), a testimonianza di come l’omeopatia sia spesso una scelta che coinvolge il benessere dell’intero nucleo familiare. È un target più femminile che maschile (60% vs 40%) trasversale per età e area geografica, che mostra una elevata soddisfazione nell’utilizzo sia individuale, che per i membri della propria famiglia.

I canali di acquisto: cresce l’online ma la farmacia resta il punto di riferimento

Nonostante la digitalizzazione abbia avuto un impatto significativo anche sul settore farmaceutico, il 92% degli acquirenti continua a preferire il canale fisico delle farmacie e parafarmacie sul territorio per i propri acquisti, a testimonianza della necessità di un confronto diretto con il professionista della salute e del valore di un consiglio competente al banco per questa tipologia di farmaci. Tuttavia, l’online sta guadagnando terreno: il 21% degli utilizzatori ha comprato almeno una volta su internet, sebbene gli acquirenti esclusivi online siano ancora una minoranza (6%) che non va a sostituirsi con chi predilige un rapporto diretto con il farmacista.

 Omeopatia: un mercato con un potenziale di crescita promettente

Un dato particolarmente significativo emerge dal potenziale di crescita del settore omeopatico nel nostro Paese: il 35% degli italiani che non hanno mai acquistato medicinali omeopatici si dichiara comunque favorevole al loro utilizzo.

L’esistenza di un bacino di utenti potenziali che, pur non avendo mai assunto medicinali omeopatici, è propenso al loro utilizzo, è un dato certamente interessante che indica come il mercato dell’omeopatia possa avere significativi margini di crescita”, puntualizza la presidente di Omeoimprese. “Per far sì che sempre più italiani si avvicinino con soddisfazione e fiducia a questo approccio di salute, continueremo come Associazione a sostenere la formazione e la diffusione della conoscenza dell’omeopatia presso i professionisti della salute, punto di riferimento fondamentale per rendere i pazienti consapevoli e informati su questa opportunità terapeutica”.

 

Giornata Mondiale dell’Omeopatia: al via una campagna di sensibilizzazione e conoscenza

Omeopatia la conosci?” è il claim per la campagna di sensibilizzazione e informazione che Omeoimprese, insieme alle principali associazioni di medici esperti in omeopatia e pazienti, lancia nel mese di aprile in occasione della Giornata Mondiale dell’Omeopatia che si celebra mercoledì 10. Per ricordare la nascita di Samuel Hahnemann, padre dell’omeopatia, l’associazione di categoria che riunisce le aziende produttrici e distributrici di medicinali omeopatici si è fatta promotrice di un’iniziativa indirizzata al grande pubblico verso un impiego consapevole dei medicinali omeopatici. Con il contributo di Omeoimprese, insieme ad Apo Italia, Fiamo, Luimo, Omeomefar, PRM Academy, Sima, Siomi, nasce un opuscolo che sarà disponibile nelle farmacie e presso gli studi medici: uno strumento per spiegare cos’è l’omeopatia e come utilizzarla in modo sicuro e appropriato sotto la guida esperta di un professionista della salute.

In Italia sono circa dieci milioni le persone che utilizzano l’omeopatia almeno una volta all’anno[1]. L’intento della campagna è quello di rafforzare la consapevolezza e la fiducia di chi ha già usato l’omeopatia e allo stesso tempo di scardinare i preconcetti e le false informazioni che spesso accompagnano i medicinali omeopatici. Le farmacie e gli studi medici sono i luoghi ideali per diffondere questa comunicazione; medici e farmacisti rappresentano infatti gli interlocutori principali per il consiglio su questi farmaci e, secondo una recente indagine[2], sono coloro a cui si rivolgerebbe chi ipotizza di utilizzare l’omeopatia in futuro (45% al medico e 40% al farmacista).

Tra gli impegni di Omeoimprese, c’è anche quello di promuovere una corretta informazione e comprensione dell’omeopatia, una terapia utile sia da sola, laddove opportuno, che in integrazione ad altri strumenti terapeutici per rafforzare gli effetti di cura – commenta Silvia Nencioni, Presidente di OmeoimpreseNei confronti dell’omeopatia c’è ancora una barriera culturale: cercare quindi di arrivare in maniera capillare a un ampio pubblico è essenziale per diffondere una reale conoscenza dei benefici dei medicinali omeopatici e favorire una scelta di cura più consapevole”.

Consulta l’opuscolo qui

[1] EMG, giugno 2021

[2] Harris Interactive, 2022

Farmaci omeopatici, segnale positivo del governo: maggiore tutela del comparto con il nuovo decreto tariffe

Con l’entrata in vigore del Decreto Tariffe fortemente sostenuto dal Ministero della Salute, i farmaci omeopatici in commercio andranno soggetti ad una rimodulazione tariffaria che va incontro alle esigenze di un tessuto imprenditoriale che, in Italia, è composto prevalentemente da piccole e medie imprese.

“Questo provvedimento – sottolinea la Presidente di Omeoimprese, Silvia Nencioni – mostra una sensibilità del Governo verso un settore provato dai rincari di energia e costi di produzione e che, per le caratteristiche intrinseche dei farmaci e i volumi di vendita, non può competere con la grande industria farmaceutica tradizionale”.

Il Decreto – puntualizza Nencioni – sancisce riduzioni economiche previste su variazioni e rinnovi per i medicinali omeopatici presenti sul mercato fin dal 1995 (art. 20 Dlgs 219/2006) riconoscendone le peculiarità; si tratta, infatti, di un ambito che, seppur rappresenti lo 0,6% del mercato farmaceutico in Italia, è caratterizzato da un numero estremamente elevato di referenze”.

La rimodulazione delle tariffe è accolta dal comparto  come un segnale importante e decisivo, un’apertura alla collaborazione da parte del Ministero della Salute e, più in generale, dal Governo Meloni che, sottolinea Silvia Nencioni “a tutela del principio di libertà terapeutica, ha dato prova di pragmatismo, sedendosi al tavolo con una parte del tessuto imprenditoriale farmaceutico che rappresenta la scelta di salute di 10 milioni di italiani, su indicazione di 20.000 medici e consiglio dei farmacisti ,  e che offre lavoro a oltre 2.000 addetti, compreso l’indotto”.

Due, sono sostanzialmente i passaggi chiave del Decreto per il comparto: l’importante riduzione, intorno al 70%, per tutte le tariffe relative alle variazioni, oltre ad un ulteriore sgravio del 25% a favore delle PMI, che in Omeoimprese rappresentano più della metà degli associati. 

Il prossimo impegno anticipato da Omeoimprese sarà indirizzato verso un adeguamento delle tariffe, oggi inaccessibili alle aziende del settore,  relative anche all’immissione in commercio di eventuali nuovi prodotti, tariffe non toccate da questo Decreto,  “Per far sì che le aziende – rimarca Silvia Nencioni – possano continuare a crescere e proporre agli operatori sanitari e ai pazienti farmaci sempre più innovativi, come avviene in altri Paesi europei quali Francia, Germania, Spagna, Irlanda, senza il freno di una pressione economica non sostenibile dalle nostre realtà produttive”. 

Silvia Nencioni

Silvia Nencioni nuova presidente di Omeoimprese

Milano, 19 giugno 2023 – Silvia Nencioni di Boiron Italia è da oggi la nuova Presidente di Omeoimprese, l’associazione di categoria che riunisce le aziende produttrici e/o distributrici di medicinali omeopatici e antroposofici.

Il programma proposto per il quadriennio 2023-2027 da Silvia Nencioni, che succede a Giovanni Gorga alla guida dell’Associazione dal 2015 a oggi, ha come obiettivo lo sviluppo del mercato dell’omeopatia in Italia; la crescita dell’Associazione in termini di aziende coinvolte e in autorevolezza,  in modo da potersi confrontare con realtà industriali più ampie nel rispetto e tutela degli interessi chiave delle aziende del settore; il rafforzamento della presenza e del dialogo con le Istituzioni sanitarie e politiche per contribuire alla comprensione e alla piena legittimazione dei concetti legati alla medicina integrata. Nel perseguimento di questi obiettivi sono riconosciuti come strategici il dialogo e il supporto del canale farmaceutico, la relazione con le società medico-scientifiche e le campagne di legittimazione presso le Istituzioni. Sarà dato inoltre particolare sostegno alla formazione e alla diffusione della conoscenza dell’omeopatia presso i professionisti della salute.

Silvia Nencioni, classe 1968 e laurea in farmacia, è entrata nel 1995 in Boiron, azienda leader nella produzione e distribuzione di medicinali omeopatici, e da più di 10 anni è Amministratrice Delegata e Presidente di Boiron Italia. Nel suo ruolo manageriale, Silvia Nencioni ha sostenuto con diverse campagne la legittimazione del medicinale omeopatico nel nostro Paese. È inoltre consigliere nel CDA della Chambre Française de Commerce et d’Industrie en Italie e membro attivo del Club Santé Italie, una collaborazione tra l’Ambasciata di Francia in Italia, Business France e le principali aziende francesi che operano nel settore della salute in Italia. Fino ad oggi Silvia Nencioni ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente e Consigliere di Omeoimprese. Silvia Nencioni è anche socia fondatrice dell’IWF Nord Italia, International Women’s Forum, fondato a Milano nel mese di giugno 2023. 

“Ringrazio gli associati per la fiducia accordatami nell’affidarmi questo incarico; si aspettano da me e dall’Associazione un contributo per affermare l’importanza del ruolo che l’omeopatia riveste all’interno del sistema salute.” ha dichiarato Silvia Nencioni subito dopo l’elezione. “Da quasi trent’anni mi impegno con convinzione e passione per contribuire a sostenere lo sviluppo in Italia dell’omeopatia, una terapia rispettosa dell’individuo e sicura. Per questo intendo ricoprire la presidenza di Omeoimprese con grande determinazione nel portare avanti obiettivi certamente sfidanti, ma che credo siano necessari. Lo faccio sapendo che milioni di italiani si avvicinano sempre più con fiducia e soddisfazione all’approccio di salute di cui le nostre aziende sono portatrici. È un compito impegnativo, quello che attende l’Associazione – ha continuato la Neopresidente – ma sono felice di avere al mio fianco persone di grande valore e competenza, a cominciare da Sofia Pizzoccaro che sarà la Vicepresidente di Omeoimprese. Infine, desidero ringraziare a nome di tutti il past president, Giovanni Gorga, che ha guidato l’associazione per quasi un decennio raggiungendo importanti risultati di visibilità e autorevolezza”. 

 

Sala Foscolo Pavia

Il 70% dei farmacisti è soddisfatto nel consigliare un prodotto omeopatico, la ricerca Università di Pavia – H-Ventures

Pavia, 5 giugno 2023 – L’omeopatia è la migliore alleata dei farmacisti. La qualità ed assenza di effetti collaterali, la naturalità e l’efficacia dei prodotti favoriscono, nell’84,5% dei casi, il consiglio di questi farmaci per prevenire le patologie più comuni. È quanto emerge dal campione statistico preso in esame da Silvia Figini, Professore di Statistica Economica presso l’Università̀ degli Studi di Pavia e da Alfredo Sassi, CEO di H-Ventures, Professore a Contratto di Big Data e Modelli Computazionali per il Marketing presso l’Ateneo pavese, autori dell’indagine “L’Omeopatia in Italia. Analisi dell’andamento del comparto omeopatico pre, durante e post-pandemia nelle farmacie italiane” presentata questa mattina nell’Aula Foscolo dell’Università degli Studi di Pavia, insieme ad Omeoimprese, l’associazione che in Italia rappresenta le aziende del comparto, alla presenza della Fondazione Guido Muralti (Federfarma).

“Ringraziamo i professori Figini e Sassi per questo lavoro – dichiara il Presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga – che evidenzia i trend di mercato e aiuta a comprendere quali sono gli interventi prioritari per le nostre aziende rispetto al quadro normativo nazionale. Un grazie va inoltre a Federfarma e alle decine di migliaia di associati che trovano nelle medicine complementari un valido supporto terapeutico per i propri clienti”. 

A confermare questo legame è la Presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca: “L’omeopatia rappresenta un settore importante per le farmacie, che ne seguono con interesse l’evoluzione e si impegnano a trasferire una corretta informazione al paziente, a consigliarlo e assisterlo al meglio nel trovare la soluzione più adeguata ai propri problemi di salute”.

Secondo la ricerca nel periodo pandemico (2020-2021), mentre le farmacie italiane hanno sofferto sia in termini di volumi di vendita, sia di fatturati totali (escludendo i tamponi), il mercato dell’omeopatia ha fatto registrare un calo contenuto in termini di unità e di valori, mentre il 2021 è stato un anno di sostanziale tenuta rispetto al precedente, soprattutto nei grandi Comuni del Centro e del Nord Italia. Ma non solo: il 56% del campione intervistato ha dichiarato che durante la pandemia ha raccolto un numero di richieste di omeopatici da parte dei clienti pari, se non addirittura superiore, al periodo pre-Covid.

I farmacisti hanno fiducia nelle medicine naturali: il 76,5% ha dichiarato di aver consigliato i prodotti omeopatici come prima, o addirittura di più (11,5%) nel corso della pandemia. E il trend non sembra destinato a cambiare: il 91,5% sostiene che nel post-Covid continua e continuerà a proporre i farmaci omeopatici ai propri clienti. 

La conferma arriva anche da Paolo Vintani, membro del direttivo della Fondazione Guido Muralti: “Hanemann ha stilato i rudimenti dell’omeopatia nella Farmacia del suocero. Ma non dimentichiamo che l’omeopatia non è solo clinica e anamnesi ma è tecnica farmaceutica, e chi, se non il Farmacista può comprenderla meglio? Inoltre, ha sempre rappresentato un mezzo per conoscere il proprio cliente e questo l’ha resa alleata essenziale per il recupero professionale della categoria”.

Tornando alla ricerca, dallo studio si evince come i farmaci complementari vengano utilizzati per la prevenzione (84,5% del campione) e per la cura (85,5%). Il 61,5% dei farmacisti intervistati arriva addirittura a privilegiare l’omeopatia rispetto all’allopatia per alcune patologie che consentono questo tipo di scelta. 

Il 95,5% delle farmacie ha clienti che usano prodotti omeopatici per bambini in età pediatrica. Chi ricorre ai farmaci naturali, lo fa per se stesso e per la propria famiglia (84%).

Perché i medicinali omeopatici vengano consigliati con efficacia, occorre formazione: i farmacisti chiedono più corsi di aggiornamento verticali (68,5% dei professionisti), soprattutto ora che la fase acuta della pandemia sembra superata e vi è meno pressione sulle farmacie.

“E’ un caso prevalentemente italiano – ha concluso Giovanni Gorga – quello della mancanza di indicazioni terapeutiche sulle confezioni. Un’anomalia legislativa a cui stiamo cercando di porre rimedio nel dialogo fra il comparto e le Istituzioni sanitarie. L’omeopatia è una disciplina medica regolamentata da leggi dello Stato che si rifanno a Direttive Europee, pienamente recepite in altri Paesi, Francia e Germania in testa. In Italia, invece, il quadro normativo è molto restrittivo, a differenza di altrove. Se da un lato i farmaci omeopatici, dal punto di vista regolatorio, sono comparati dall’Aifa agli allopatici, dall’altro abbiamo la grande contraddizione dell’assenza di indicazioni terapeutiche, o almeno di campi di applicazione da poter citare sulla confezione”.

 

Giornata Mondiale Omeopatia: la medicina dolce conquista sempre più consensi, complice il calo dei prezzi al pubblico (-4%)

Le vendite dei medicinali omeopatici nel 2021 non accennano a diminuire, in termini di fatturato si registra il medesimo dato dell’anno precedente, il che è un dato sostanzialmente positivo dopo la leggera contrazione registrata negli anni precedenti. Interessante invece, la riduzione del prezzo medio (-4%), ascrivibile ad un taglio dei prezzi.

A dirlo è il bilancio annuale di Omeoimprese, l’associazione che in Italia rappresenta il comparto farmaceutico delle aziende produttrici di medicinali omeopatici e antroposofici, divulgato in occasione della Giornata Mondiale dell’Omeopatia, che si celebra il 10 aprile.

“Abbiamo chiuso il 2021 con un dato positivo in termini di volumi – spiega il presidente dell’associazione, Giovanni Gorga, che racconta, però, anche un altro punto di vista: “il fatturato complessivo è vicino a quello dello scorso anno. Se il trend è stato un incremento lento ma costante delle vendite, dobbiamo considerare che i prodotti omeopatici sono stati venduti ad un prezzo medio più basso rispetto a 12 mesi fa, elemento in controtendenza con il mercato farmaceutico complessivo e con altri comparti come OTC e integratori”.

Come abbiamo spiegato alle Istituzioni Italiane, prosegue Giovanni Gorga: “In una situazione nazionale che ha visto un’impennata del costo della vita e un aumento generale dei prezzi, le nostre aziende hanno fatto una scelta in controtendenza, mettendosi al servizio della salute. Una decisione che è stata premiata da medici, farmacisti e pazienti che hanno trovato nelle medicine complementari un valido alleato contro disturbi di lieve e media entità e come supporto alle cure farmacologiche tradizionali in caso di patologie più gravi. Persino il Parlamento Europeo ha recentemente raccomandato l’utilizzo dell’omeopatia in casi clinici complessi e di lungo decorso, come valido supporto all’allopatia e nel corso di protocolli di chemio e radioterapia. Indicazioni che danno la percezione concreta di quanto all’estero la medicina omeopatica sia tenuta in considerazione”.

Adesso il comparto si trova di fronte alla necessità di rivedere l’intero listino tariffario. Da tempo Omeoimprese chiede una rimodulazione di alcune voci tariffarie, senza però ottenere ascolto da parte delle Istituzioni sanitarie, nonostante una recente audizione in Commissione Attività Produttive del Senato relativamente alla discussione del Ddl Concorrenza.

“La memoria scritta lasciata in Commissione richiama l’attenzione del Ministero della Salute sulla necessità di risolvere la questione delle tariffe. Non è più accettabile – attacca Gorga – che una questione strettamente “politica” resti irrisolta per un incomprensibile veto da parte di AIFA. Allopatia e omeopatia sono due cose diverse e vanno quindi considerate, sotto tutti i punti di vista, in modo distinto.”

“Se analizziamo realtà come Irlanda, Spagna o Francia – conclude Gorga – notiamo chiaramente come le tariffe non superino mai qualche centinaio di euro, a fronte di importi che, in Italia, possono arrivare fino a 20mila euro per farmaci che fatturano complessivamente poche migliaia di euro. È un’assurdità di fronte a realtà come Austria, Lettonia e Paesi Bassi, dove le tariffe per gli omeopatici non vanno oltre i 250€. Si tratta di quadro generale che parla da solo e che mostra come, nel nostro Paese, ci sia un chiaro disegno volto ad affossare questo comparto”.

Dal parlamento europeo arriva la raccomandazione di utilizzo delle medicine complementari nei percorsi terapeutici oncologici

Arriva dal Parlamento Europeo la raccomandazione agli Stati Membri di considerare l’omeopatia come supporto terapeutico per il cancro nelle patologie oncologiche.

Omeoimprese accoglie con favore la notizia che commenta, per voce del presidente Giovanni Gorga: “Mentre in Italia ancora qualcuno cerca di osteggiare, sulla base di pregiudizi, la medicina integrata, Strasburgo parla di protocolli, addirittura per malati oncologici. E non servono interpretazioni, le indicazioni sono chiare”.

“Il Parlamento – cita Gorga gli atti ufficiali – invita la Commissione a considerare una strategia dell’UE sull’assistenza a lungo termine appropriata, accessibile e di alta qualità; sottolinea il fatto che la medicina integrativa scientificamente riconosciuta e approvata dalle autorità sanitarie pubbliche può apportare benefici ai pazienti in relazione agli effetti paralleli di diverse malattie, come il cancro, e al loro trattamento; evidenzia l’importanza di sviluppare un approccio olistico, integrativo e incentrato sul paziente e di incoraggiare, ove opportuno, l’uso complementare di queste terapie sotto la supervisione di professionisti del settore sanitario”.

“La fonte europea – conclude Omeoimprese – è un esempio icastico di quanto nel nostro Paese il pregiudizio sull’omeopatia e sulle medicine complementari non abbia fondamento. Polemiche e illazioni sul ruolo dei farmaci omeopatici sono del tutto fuori luogo. Insisto affinché il Ministero della Salute adotti tempestivamente quelle misure di carattere economico così vitali per lo sviluppo di questo comparto e che, da tempo, rimangono inascoltate”.

Cresce l’acquisto di farmaci omeopatici online, trend spinto dalla pandemia

Sempre più italiani acquistano farmaci omeopatici online. A dirlo è un’indagine condotta da Doxapharma per Omeoimprese. Oggi 1 italiano su 2 del campione di Doxapharma di acquirenti online, compra su questo canale fino a 8 prodotti all’anno.  Chi lo fa, ha un’età media di 44 anni, il 61% è donna, e si dichiara essere sempre più o meno connesso nel 72% dei casi, soprattutto grazie ad uno smartphone.

Ciò che attrae gli utenti del web è la possibilità di trovare promozioni, ma anche la maggiore ampiezza dell’offerta e la disponibilità di prodotti giocano un ruolo centrale.

 “Il rovescio della medaglia – spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga – è la mancanza di un consiglio da parte del farmacista. Il rapporto fra consumatore e professionista della salute resta per fortuna un punto fermo per moltissimi italiani, tanto che il canale farmacia rimane il privilegiato. Affinché questa realtà non perda terreno rispetto al web, ci appelliamo alle associazioni e agli ordini dei farmacisti perché non venga mai meno un aggiornamento professionale di qualità anche nel campo delle Medicine Complementari”.

Un’ importante accelerazione dell’e-shopping farmaceutico, arriva dalla pandemia da Covid-19, che ha portato all’acquisto on line anche chi era ancorato ai canali fisici. Ma c’è di più: se il 94% degli intervistati continuerà a comprare in rete, 1 su 3 pensa che questo trend è destinato a crescere.

Quello che manca all’e-commerce, è la consulenza mirata, tanto che dal sondaggio emerge un appello del consumatore alle aziende affinché forniscano maggiore informazione e supporto dedicati ai prodotti omeopatici. Qualcosa che in Italia, però, non è concesso e che quindi potrebbe avvantaggiare i mercati esteri.

“Nel nostro Paese, a differenza che nel resto d’Europa – attacca Gorga – la legge vieta di fornire indicazioni terapeutiche, mentre all’estero è normale trovare nella confezione di un medicinale omeopatico il foglietto illustrativo. Si tratta di un farmaco, e come tale viene gestito nell’interesse dell’utilizzatore finale. Perché, tutti i prodotti da banco, dall’antipiretico, all’analgesico, all’antiallergico, sono accompagnati da un bugiardino che ne illustra il corretto impiego e i rischi di un’assunzione impropria, mentre i nostri prodotti no?” E aggiunge: “Si tratta di un grosso gap che va prontamente colmato dal Governo Italiano perché porta perdite di fatturato alle piccole e medie imprese e, di conseguenza, mancato gettito fiscale all’erario. Anche se questo comparto rappresenta poco più dell1% del mercato farmaceutico, contribuisce ogni anno alle casse dello Stato con 50milioni di euro di tasse, dà lavoro a circa 2.000 addetti e, soprattutto nei mesi della pandemia, dei sussidi a pioggia, dei posti di lavoro in bilico, ha sempre assicurato stabilità economica ai propri lavoratori”.

Doxapharma, nel suo lavoro per Omeoimprese dedica un ampio capitolo al canale estero. Chi compra online su siti stranieri lo fa per oltre il 30% dei farmaci omeopatici di cui ha mediamente bisogno nel corso dell’anno. Ma in 1 caso su 3, l’acquisto in altri mercati è forzato, guidato dall’impossibilità di trovare in Italia il prodotto che si cerca. Il primo Paese di riferimento per le spese farmaceutiche degli italiani è la Germania (31%), seguito dalla Francia (24%). “Non a caso – conclude Gorga -, si tratta dei primi due mercati dell’omeopatia, seguiti dall’Italia che, purtroppo, ancora oggi, deve scontrarsi con alcuni pregiudizi”.

Giovanni Gorga, Presidente Omeoimprese

Giornata Mondiale Omeopatia: nel 2020 registrate punte di oltre il 60% di fatturato per farmaci per il sistema immunitario

Gli Italiani, anche durante la pandemia, si affidano alle medicine complementari, privilegiando l’ambito dell’immunità e di tutti i prodotti legati a questo settore. A scattare questa fotografia è Omeoimprese, l’associazione che in Italia rappresenta il comparto farmaceutico delle aziende produttrici di medicinali omeopatici e antroposofici, in occasione della Giornata Mondiale dell’omeopatia, che si festeggia il 10 aprile.

“Da un anno a questa parte, il Covid-19 ha modificato completamente lo scenario in cui operiamo. Di fronte a una situazione sanitaria eccezionale e in assenza di farmaci specifici, molti pazienti si sono affidati alla medicina complementare, orientando la propria scelta verso alcune categorie, come quella degli immunostimolanti”, spiega il Presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga. “In particolare, nei mesi di marzo e di ottobre, la maggior parte delle imprese del comparto ha registrato un aumento delle vendite a doppia cifra, con punte di fatturato pari a +58% e +64% rispetto all’anno precedente. Molte aziende sono arrivate ad esaurire le scorte di alcuni articoli nei magazzini; si è trattato per lo più di farmaci utilizzati per sostenere il sistema immunitario”.

Globalmente, per le aziende del settore, l’impatto del Covid-19 ha comportato fatturati stabili: un risultato positivo, considerata la crisi economica generata dalla pandemia e gli effetti del lockdown, che hanno portato i cittadini a spendere meno, ma anche a ridurre le uscite in farmacia e le consultazioni dal medico specialista o dall’omeopata, con una conseguente diminuzione del numero di prescrizioni.

“Se guardiamo al 2020, il nostro mercato nel complesso ha vissuto alti e bassi, anche a causa dell’assenza di alcune patologie, tipicamente invernali: tosse, raffreddore, influenza. Di contro, se analizziamo il rapporto fra gli italiani e la medicina omeopatica, è evidente la fidelizzazione e la fiducia. Lo dicono i risultati ottenuti in piena pandemia, ma soprattutto lo confermano migliaia di medici e farmacisti che consigliano con soddisfazione questa terapia”, continua Gorga.

“Anche per la dispensazione dei farmaci omeopatici – afferma il segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia – il ruolo del farmacista assume una rilevanza fondamentale in termini di consigli professionali per il corretto utilizzo di questi medicinali”.

 

Gorga, Omeoimprese

Rimpasto Giunta Lombardia: da Omeoimprese auguri di buon lavoro a Letizia Moratti

“Omeoimprese esprime il più sincero augurio di buon lavoro al neo assessore al Welfare e vicepresidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti, figura di indiscusse capacità manageriali e politiche che rafforzerà l’eccellenza lombarda nel campo della sanità”. È il commento di Giovanni Gorga, Presidente di Omeoimprese, in seguito alla nomina di Letizia Moratti in Regione Lombardia. L’associazione delle aziende produttrici di medicinali omeopatici in Italia ringrazia l’assessore uscente Giulio Gallera, “con il quale per anni – aggiunge Gorga – abbiamo dialogato in modo costruttivo in materia di medicine complementari. In Lombardia, infatti, hanno sede aziende che generano oltre la metà del fatturato del comparto. Una collaborazione che siamo sicuri verrà rinnovata con Letizia Moratti, persona straordinaria che ha già dimostrato di saper far volare alto Milano nel mondo”.