I comunicati stampa e gli appelli di Omeoimprese

ATTACCHI STRUMENTALI CONTRO L’OMEOPATIA. IL SETTORE E’ NORMATO DALLA LEGGE E I FARMACI NON SONO ALTERNATIVI

In questi giorni è in corso l’ennesima offensiva contro la medicina omeopatica, una situazione che il settore non riesce a tollerare, soprattutto quando, l’attacco, viene scatenato da un rappresentante delle massime Istituzioni come la Senatrice Elena Cattaneo. E’ con grande rammarico che apprendiamo come una figura tanto autorevole insista nel voler assimilare a pratiche di stregoneria, pseudo scienza, cialtroneria la medicina omeopatica che tutto è fuorché “alternativa”. Il mondo dell’omeopatia, quello ufficiale, non si è mai posto in sostituzione all’allopatia. Non si lavora “contro”, bensì “insieme”, tant’è che i nostri farmaci sono definiti “complementari”.  L’omeopatia è normata da leggi nazionali ed europee, chi la pratica deve seguire corsi di specializzazione riconosciuti ed avere una laurea in medicina.Fatta questa puntualizzazione, la Professoressa Cattaneo è libera di credere che l’omeopatia non sia sempre la scelta farmacologica migliore. Ma la Senatrice Cattaneo non deve dimenticare che esistono delle Direttive Europee. E in tutti i Paesi dell’Unione, l’omeopatia gode di una considerazione ben più alta che in Italia.

Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

FINALMENTE CRITERI MERITOCRATICI NELLA NOMINA DEI MANAGER NELLE ISTITUZIONI SANITARIE

di Giovanni Gorga*

Penso che la sanità italiana sia ad un punto di svolta. In questi giorni il Ministro Giulia Grillo ha annunciato avvio di una rivoluzione copernicana nel mondo della sanità: i nuovi manager, a cominciare dall’Agenzia Italiana del farmaco, saranno nominati solo dopo un’accurata selezione delle esperienze maturate e delle competenze scientifiche e non più in base ad appartenenze politiche.

Dopo anni in cui ai vertici della Sanità si sono avvicendati personaggi che, in alcuni casi, hanno espresso manifestamente pareri contrari all’omeopatia, confidiamo sia arrivato il momento di poter contare sulla presenza di professionisti competenti anche in materia di medicine complementari, ormai presenti nel prontuario farmaceutico nazionale.

Il nostro comparto, sebbene rappresenti un settore economicamente sano, in crescita costante senza gravare sulla spesa pubblica, in Italia è stato lungamente al centro di strumentalizzazioni. La polemica nasce dal fatto che alcuni uomini di scienza, arroccati sui propri pregiudizi senza l’umiltà di un confronto, non riescono a digerire che i medicinali omeopatici siano a tutti gli effetti dei farmaci, non sono in Italia ma in tutta Europa, dove vengono distribuiti gli stessi prodotti che si trovano nelle nostre farmacie, peraltro corredati da indicazioni terapeutiche.

Oggi più che mai un approccio politicamente laico e tecnicamente super partes rappresenterebbe per noi un momento di rilancio dopo anni di battaglie e scarsa conoscenza delle peculiarità dei nostri farmaci.

In questi anni come Omeoimprese ci siamo battuti affinché l’Italia si adeguasse al quadro normativo Europeo, un lavoro che ha trovato il suo (seppur parziale) compimento nel riconoscimento dello status di farmaci ai medicinali omeopatici, oggi sottoposti alla vigilanza dell’AIFA. Nei prossimi giorni incontreremo il Ministro con l’auspicio che l’omeopatia, finora considerata una “medicina minore”, venga “abilitata” come “medicina complementare”. Mai ci siamo posti come alternativa alla medicina tradizionale. Abbiamo sempre lavorato al suo fianco per contribuire al benessere di 9 milioni di Italiani che, ogni anni, ricorrono ai prodotti delle nostre aziende farmaceutiche, su consiglio di 20.000 medici, una buona fetta dei quali appartenenti al servizio sanitario nazionale.

*presidente Omeoimprese

 

OMEOPATIA, DALLE IMPRESE APPELLO AL MINISTRO GRILLO: “CONTROLLI SUL WEB CONTRO LA DIFFUSIONE DI FARMACI SENZA AUTORIZZAZIONE”

Un appello al Ministro della Salute Giulia Grillo per evitare che in Italia vengano diffusi farmaci che non hanno ottenuto l’AIC (Autorizzazione all’Immissione in Commercio) da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).  E’ quanto è stato deliberato dal Direttivo di Omeoimprese, l’Associazione che riunisce le aziende produttrici di farmaci omeopatici, presieduta da Giovanni Gorga.
“A partire da gennaio 2019 le aziende del settore potranno vendere alle farmacie italiane solo i medicinali omeopatici che hanno ottenuto l’AIC rilasciata da AIFA su indicazione del Ministero della Salute, spiega Giovanni Gorga, Presidente di Omeoimprese. Il percorso per ottenere questo riconoscimento è stato estremamente oneroso per le aziende sia in termini di tempo sia per l’impegno economico sostenuto. Il rischio, però, è che attraverso il web in Italia entrino dall’estero prodotti senza AIC, con conseguente danno non solo per i produttori ma anche, vista l’assenza di garanzie di qualità di ciò che può essere importato, per gli stessi consumatori.
L’AIC rilasciata da AIFA, infatti, si basa su un’analisi dettagliata di una serie di complesse e articolate documentazioni (dossier) redatte dalle singole aziende per ogni farmaco. Tale procedura comporta l’applicazione di criteri che assicurano la qualità e la sicurezza del medicinale omeopatico secondo gli standard richiesti dall’AIFA.
“Occorre che il Ministero si attivi affinché partano controlli ancor più stringenti e mirati rispetto a quello che viene venduto on-line in modo illegittimo, continua Gorga. In gioco vi è la credibilità di un intero settore, la tutela dei consumatori che in Italia sono oltre 9 milioni, e la garanzia di una filiera di estrema qualità”.
Il tema dei controlli verrà discusso durante l’incontro che Omeoimprese ha già chiesto al Ministro Grillo.
“Auspico che il Ministro voglia incontrarci al più presto – continua Gorga -. Vi sono, infatti, numerose questioni che vorremmo affrontare con il Ministero quali le nomine AIFA e l’aggiornamento sulle AIC rilasciate. Rappresentiamo un settore che in Italia occupa oltre 4 mila persone e che cresce di anno in anno”.

NOMINE AIFA, GORGA (OMEOIMPRESE): “AUSPICHIAMO RAPPRESENTANZA DI ESPERTI DI MEDICINE COMPLEMENTARI”

Il neo ministro della Salute, Giulia Grillo, ha avviato le procedure per il rinnovo della Commissione tecnico-scientifica e del Comitato prezzi e rimborso dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del farmaco, un momento di passaggio che alimenta preoccupazioni e speranze all’interno del comparto delle medicine omeopatiche. L’associazione di categoria, Omeoimprese, per voce del Presidente, Giovanni Gorga, lancia un appello alle Istituzioni coinvolte: “Dopo anni in cui ai vertici della Sanità si sono avvicendati personaggi che hanno provato in tutti i modi a screditare la medicina omeopatica, confidiamo sia arrivato il momento di avere all’interno delle nuove Commissioni anche degli esperti di medicine complementari. Un approccio laico, tecnico e imparziale nei confronti dell’omeopatia da parte della neo ministro rappresenterebbe per il settore un momento di rilancio dopo anni di battaglie pregiudizievoli e scarsa conoscenza delle peculiarità dei nostri farmaci”. Secondo Gorga “al termine del processo di regolamentazione che ci ha visto lavorare fianco a fianco con AIFA dopo il riconoscimento dello status di farmaci ai medicinali omeopatici, diventa quanto mai necessaria e urgente una rappresentanza del settore delle Medicine Complementari all’interno dell’Agenzia del Farmaco, così come in tutte le istituzioni sanitarie. Servono, infatti, figure di riferimento che abbiano le competenze necessarie per trattare il medicinale omeopatico, che ha una sua specificità”.

ENNESIMO ATTACCO ALL’OMEOPATIA: ABBASSIAMO I TONI E LAVORIAMO PER ISTITUIRE UN REGISTRO PER LE MEDICINE COMPLEMENTARI, COME PRESCRIVE LA LEGGE

di Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

Negli ultimi giorni, per l’ennesima volta, l’opinione pubblica si trova a scontrarsi sull’omeopatia. Non è una novità per il nostro Paese, ma solo per il nostro Paese, perché qui una parte radicata e combattiva della comunità scientifica si rifiuta di accettare che l’omeopatia è un atto medico e che i farmaci che le nostre aziende producono e distribuiscono, sono farmaci, sottoposti ad una procedura di registrazione esattamente come avviene per l’immissione in commercio degli allopatici. La legge parla chiaro per tutti, in Italia come nel resto d’Europa. Ma ad alcuni rappresentanti del comparto scientifico, della comunità scientifica, questo non piace.

E’ questa la ragione di tanto accanimento verso la Medicina Complementare: Non si accetta il fatto che l’omeopatico sia per legge un farmaco!

Nelle ultime settimane anche la Fnomceo, l’associazione degli ordini dei medici è stata critica nei confronti dell’Omeopatia lanciando la campagna “Dottore, ma è vero che…?” per smascherare le “fake news” che possono mettere a repentaglio la salute delle persone, ha paragonato l’omeopatia all’effetto placebo. Inaccettabile ed offensivo, E poi: se fosse vero che 9 milioni di italiani stanno meglio grazie all’effetto placebo, e, come sostengono i detrattori dell’Omeopatia, “all’acqua fresca” , a cosa servirebbero i farmaci  ? Professionisti come il dott. Salvo Di Grazia, estensore della nota sull’omeopatia inserita nel succitato sito, e qualche altro suo collega, non hanno ancora capito che lavoriamo nella stessa direzione. Prima di lui, proprio dalle pagine di questo quotidiano, Omeoimprese ha diffuso un vademecum per l’utilizzo delle medicine non convenzionali, dove si sottolinea, così come fa la Fnomceo, che la medicina omeopatica è un atto sanitario e che pertanto è necessario rivolgersi ad un professionista, medico, farmacista o veterinario, ognuno per la propria competenza. E’ bene sottolineare questi aspetti in virtù del fatto che, sempre come cita la Fnomceo, il prodotto omeopatico è un farmaco in base al Dlgs 2019/2006 – una Legge della Repubblica Italiana, in linea con la normativa comunitaria, tuttora pienamente vigente senza aver avuto modifiche di rilievo dalla sua entrata in vigore, tantomeno per il farmaco omeopatico.

Chi, in nome della ricerca scientifica, e pur non essendo ricercatore, può arrogarsi più potere delle norme nazionali ed europee che identificano il prodotto omeopatico come medicinale e ne richiedono obbligatoriamente una complessa e costosa procedura di registrazione presso l’Agenzia del Farmaco?

Le affermazioni circolate in questi giorni sono profondamente errate e strumentali, così come la campagna denigratoria che da tempo ha come bersaglio l’omeopatia. Da più di 40 anni gli ordini dei medici e le associazioni mediche hanno lavorato assieme per diffondere un corretto approccio all’utilizzo delle medicine non convenzionali. Ora si vuole demonizzare un settore sano, a cui si rivolgono ogni anno 9milioni di italiani, consigliati dal medico di fiducia, spesso del servizio sanitario, o dal pediatra dei propri figli. Demonizzando l’omeopatia l’associazione dei medici, indirettamente, denigra l’operato dei suoi stessi associati: 20.000 professionisti che affiancano allopatia e medicine integrate per il benessere del paziente.

A chi, invece, usando strumentalmente i nostri dati di bilancio, sostiene che il nostro comparto è in declino, devo invece ricordare che il numero degli utilizzatori è in costante crescita: la contrazione dei fatturati non è la risultanza di una disaffezione verso l’omeopatia, bensì la conseguenza di un processo di regolamentazione che inquadra la disciplina omeopatica e i farmaci omeopatici in un contesto legislativo a cui, fino a prova contraria, anche la Fnomceo è obbligata ad attenersi. Se davvero vogliamo rendere un servizio a tutti i cittadini, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, sollecitiamo allora le Regioni e gli Ordini ad istituire i registri per le medicine complementari, in ottemperanza ad una norma che la stessa Fnomceo cita nella propria nota: l’accordo Stato Regioni del febbraio 2013. Non possiamo come associazione di categoria tollerare più questo comportamento fortemente lesivo delle nostre identità e ci uniamo al coro di difesa e denuncia di coloro che attraverso questo attacco indiscriminato stanno vedendo il loro lavoro di decine di anni aggredito ingiustificatamente. I medici si parlino, ma abbassiamo i toni. Non è attraverso la diffusione di un clima da “caccia alle streghe” che si combattono episodi di malasanità o uso inappropriato di farmaci.

Ora tocca alle Istituzioni fare qualcosa. Io mi aspetto che con il nuovo e prossimo esecutivo si possa intavolare una discussione seria una volta per tutte che ci consenta di uscire dalle ambiguità che per troppo tempo hanno riguardato, e ancora riguardano, le Medicine Complementari e che, mi duole affermarlo, sono la causa principale di queste gratuite prese di posizione da parte di alcuni esponenti della comunità scientifica in grado di condizionare a volte , come accaduto già in occasioni passate e per esperienza diretta, la classe politica.

GIORNATA INTERNAZIONALE MEDICINA OMEOPATICA: OMEOIMPRESE LANCIA VEDEMECUM SU CORRETTO USO DEI FARMACI

In occasione della Giornata Internazionale della Medicina Omeopatica in programma martedì 10 aprile, Omeoimprese, l’associazione che rappresenta la aziende che in Italia producono e distribuiscono farmaci omeopatici, lancia un vademecum “perché la medicina omeopatica non è un’altra medicina, ma un sistema integrato di prevenzione, diagnosi e cura che affianca le cure allopatiche”.

Ce lo spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga: “In base al Decreto Legislativo 219/2006 i Medicinali Omeopatici, Omotossicologici ed Antroposofici, sono farmaci approvati dall’Autorità sanitaria italiana, tanto che dal 1°gennaio 2019 saranno in vendita solo se completi di AIC, l’Autorizzazione all’immissione in commercio assegnata dall’Agenzia Italiana del Farmaco”.

“Con questo vademecum – continua Gorga – che sarà oggetto, a cominciare da domani, di una campagna sui principali media nazionali e nelle farmacie presenti sul territorio nazionale, vogliamo provare a diffondere un corretto approccio ai nostri medicinali, troppo spesso vessati da una piccola parte della comunità scientifica, che però è capace di fare la voce grossa. Un problema, peraltro, solo italiano. Chiedi al medico o al farmacista sarà il nostro mantra perché ogni farmaco ha una sua specificità”.

In Italia, sono 9 milioni le persone che ricorrono almeno una volta all’anno all’omeopatia. Vale a dire un Italiano su cinque. E si tratta di un dato addirittura in crescita rispetto al marzo 2016, data a cui risale l’ultima indagine ufficiale sul settore, nonostante i fatturati delle aziende non abbiano brillato nel 2017, a causa del ritiro di quasi 10.000 dei 13.000 prodotti in commercio.

Il comparto ha infatti chiuso con un -7,2%, passando da un fatturato di 349 milioni nel 2016, agli attuali 324 milioni, perdendo 2milioni di pezzi. “Una razionalizzazione fisiologica, non indolore, dei listini dei nostri associati – spiega Gorga – a seguito della regolamentazione prevista dalla legge, la quale ha consentito allo Stato di incassare oltre 4 milioni di euro relativi alle tariffe di registrazione”.

“Ci siamo allineati a quanto richiesto dalla legge non senza sacrifici – conclude il presidente di Omeoimprese – Nonostante ciò, in questi mesi il comparto è stato oggetto di attacchi mediatici pregiudizievoli e tendenziosi, con il solo scopo di colpire un settore industriale florido e che, ricordo sempre, non pesa sulle casse dello Stato, ma è a totale carico del paziente. Ci si auspica che con il nuovo esecutivo si possa intavolare una discussione seria, onesta, sulle potenzialità della medicina complementare. Mi aspetto che l’omeopatia, poiché regolamentata dalla legge, venga rappresentata all’interno delle istituzioni”.

 

DOMANI IL PRESIDENTE DI OMEOIMPRESE FRA I PROTAGINISTI DEL CONGRESSO FIAMO

Il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, interverrà domani, sabato 17 marzo a Torino, al XVI Congresso Nazionale FIAMO, un appuntamento formativo molto atteso da medici, farmacisti e mondo sanitario, quest’anno dedicato a “Omeopatia tra scienza e pratica clinica”.

In un momento di passaggio storico per il settore, che entro la fine del 2018 vedrà i propri prodotti in commercio previo ottenimento dell’AIC da parte dell’AIFA l’Agenzia Italiana del farmaco, il presidente dell’associazione delle aziende produttrici e distributrici, è chiamato a portare il proprio contributo e raccontare questo passaggio epocale.

“L’omeopatia è una scelta consapevole per 9 milioni di italiani – spiega Giovanni Gorga – e la medicina integrata è uno strumento di cura, un’opportunità, utilizzata con professionalità e coscienza da decine di migliaia di medici all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Dal 1° gennaio 2019, tutti gli omeopatici in commercio, avranno un’autorizzazione rilasciata dall’AIFA, esattamente come avviene per gli allopatici. Non è una questione puramente ideologica per il settore, che contribuisce al bilancio dello Stato Italiano con 60milioni di euro di tasse”.

“Questo processo di regolamentazione – continua Gorga – tanto atteso dall’intero comparto e forse per questo osteggiato da una parte della comunità scientifica, è costato alle aziende grandi sacrifici in termini economici per la preparazione dei dossier di registrazione. Inoltre, se è vero che il Governo ha investito più di 2 milioni di euro per ottemperare ad una precisa norma europea, è altrettanto vero che nelle casse dello Stato sono arrivati oltre 4 milioni derivanti dalle tariffe di registrazione dei medicinali”.

Conclude il presidente di Omeoimprese: “Mi auguro che il nuovo Governo e il nuovo Parlamento  sappiano riconoscere le peculiarità sia del medicinale omeopatico, sia del comparto, senza alcun condizionamento ideologico o pregiudizio da parte di alcuno. Mi aspetto che qualunque tipo di decisione che d’ora in poi tocca questo settore, venga condiviso con il settore stesso: medici, farmacisti e realtà produttive, ovvero chi ne ha le competenze e la conoscenza”.

OMEOPATIA. CRESCONO GLI UTILIZZATORI E LA FIDUCIA NEL SETTORE

SONO 9 MILIONI GLI ITALIANI CHE SI AFFIDANO ALL’OMEOPATIA, MA IN ITALIA E’ TABOO. ECCO LA NUOVA FOTOGRAFIA DEL SETTORE DIFFUSA DA EMG-ACQUA PER OMEOIMPRESE

Quasi un quinto degli italiani usa l’omeopatia. Un dato addirittura in crescita rispetto al marzo 2016, data a cui risale l’ultima indagine ufficiale sul settore. A darne l’annuncio è Omeoimprese, l’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche, che si è affidata ad EMG-Acqua per fotografare lo scenario 2017, anno di grandi trasformazioni per il comparto, con l’ingresso dei primi farmaci nel prontuario farmaceutico nazionale.

Sono quasi 9 milioni le persone che nel nostro Paese ricorrono all’omeopatia almeno una volta all’anno. L’identikit parla principalmente di donne (63{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) di età compresa fra i 35 e i 54 anni (55{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} del totale campione) con una buona occupazione e un buon livello di istruzione, che risiedono nel Nord (58{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Dal sondaggio emerge che l’80{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli italiani conosce l’omeopatia e chi la utilizza ne apprezza in primis l’assenza di effetti collaterali (14{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), l’atossicità (12{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) e il grado di efficacia (9{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Con l’omeopatia gli italiani curano soprattutto raffreddori e influenza (59{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), patologie articolari o muscolari (26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), problemi gastro-intestinali (25{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) allergie e disturbi dell’apparato respiratorio (21{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), digestione (19{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), insonnia (15{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Secondo la ricerca EMG-Acqua per Omeoimprese, fra chi negli ultimi 10 mesi ha assunto farmaci, il 58{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} ha usato uno o più farmaci omeopatici. Altra buona notizia per Omeoimprese è che il 60{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli italiani, non necessariamente users abituali, sostiene che i rimedi omeopatici ed allopatici debbano essere utilizzati insieme: “Si tratta dell’esito positivo di una battaglia culturale condotta dalla nostra associazione contro chi parla impropriamente di omeopatia definendola medicina alternativa. Ma alternativa a cosa? Noi produciamo farmaci che, se utilizzati in un programma di cura integrato, offrono i migliori risultati. E raccomandiamo sempre di rivolgersi ad un medico per le patologie più gravi, oppure chiedere consiglio al farmacista per i disturbi più lievi e transitori”.

Prosegue Gorga: “Sono proprio i medici, soprattutto quelli di famiglia, i migliori alleati dell’omeopatia: il 55{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli utilizzatori di questi farmaci lo fa su loro indicazione. Il 39{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} si lascia guidare dalla farmacia di fiducia, il 26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} è stato indirizzato all’omeopatia dalle strutture sanitarie pubbliche, il 17{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} dallo specialista della patologia. Il 26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} si reca dall’omeopata, sicuramente un costo aggiuntivo per il paziente. Nonostante le novità per il settore, l’obbligo di riconoscimento dei medicinali da parte dell’AIFA, l’Agenzia del Farmaco, e la commercializzazione dal 2019 solo per quei prodotti in possesso dell’AIC come per i medicinali allopatici, gli omeopatici sono sempre inquadrati come SOP (senza obbligo di prescrizione) ed in classe C”.

Un capitolo del quadro statistico su Italiani e Omeopatia commissionato da Omeoimprese, riguarda i canali di acquisto: il 45{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli intervistati non è propenso a rivolgersi al web, contro un “pericolosamente” favorevole 29{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} , dato che, secondo Giovanni Gorga “rischia di crescere nei prossimi anni senza adeguate misure economiche a sostegno del settore e a tutela delle aziende italiane, penalizzate dalle recenti politiche tariffarie stabilite dal Decreto Lorenzin che non tengono conto della peculiarità dei farmaci e degli elevati costi di produzione all’interno di un mercato decisamente più modesto rispetto a quello delle Big Pharma e delle multinazionali straniere”.

A preoccupare l’associazione dei produttori di farmaci è la bocciatura da parte del Governo dell’emendamento Tariffe, che prevedeva una modifica a ribasso degli importi stabiliti per alcune voci relative ai soli medicinali oggetto di verifica (poco più di 3.000). “Adesso il Ministro Lorenzin parli chiaro: perché tanto accanimento contro il settore, nonostante il consenso di milioni di italiani?

Mi aspetto che ci sia un chiarimento definitivo del Ministero rispetto a questo tema.  Al Ministro spetta l’onere di rispondere a milioni di italiani, dica apertamente ciò che pensa”.

OMEOPATIA, SONDAGGIO OMEOIMPRESE: IL 5,3% DEGLI UTILIZZATORI DISPOSTI A CAMBIARE ORIENTAMENTO DI VOTO

Secondo un sondaggio condotto nel mese di ottobre da EMG Acqua per Omeoimprese, il 40% di chi utilizza i farmaci omeopatici si aspetta più attenzione dai partiti: 2,5milioni di italiani ritengono le politiche a favore delle medicine complementari un tema sensibile, tanto da arrivare ad influenzare le proprie scelte se chiamati alle urne.

Fra i milioni di utilizzatori, c’è un 5,3% propenso ad indirizzare la propria scelta politica a vantaggio di quei partiti capaci di mostrare interesse verso le istanze dell’omeopatia.

A commentare i dati dell’ultimo sondaggio, ci pensa il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, che denuncia quanto la classe politica eletta sia “indifferente alle istanze di una larga parte della popolazione italiana e condizionata nelle proprie scelte tanto da ridurre sempre ai minimi termini una questione che invece necessiterebbe per quantità di persone coinvolte di un’attenzione prioritaria”.

“Arroccarsi sull’annosa questione “funziona o non funziona?”  – prosegue Gorga – nulla aggiunge allo stucchevole dibattito tra sostenitori e detrattori. Sarebbe piuttosto molto più utile per milioni di italiani, siano essi utilizzatori o non, discutere di medicina omeopatica in modo costruttivo ad esempio riconoscendo al farmaco omeopatico la specificità e la peculiarità di cui gode negli altri Paesi d’Europa”.

A motivare le affermazioni dell’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche è la bocciatura in Senato dell’emendamento alla legge di bilancio in cui si chiedeva un adeguamento delle tariffe relative ai soli medicinali omeopatici che hanno espletato la procedura per il rilascio dell’Aic, con importi più sostenibili per i fatturati del settore, ben diversi da quelli delle “Big Pharma” dell’allopatia.

“Per i politici l’omeopatia è un tabù– incalza Gorga – ma l’industria omeopatica versa ogni anno allo Stato circa 60milioni di euro. Non capisco perché ci si debba accanire nei confronti del settore. Non risolvere la questione legata alle tariffe si traduce in un duro colpo che la piccola e media impresa italiana, alla lunga, non sarà in grado di sostenere, lasciando campo libero a multinazionali straniere. Mi aspetto dai politici che risolvano i problemi delle imprese italiane e dei lavoratori italiani”.

 

OMEOPATIA, OMEOIMPRESE: “DECRETO TARIFFE DA RIVEDERE CON LA LEGGE DI BILANCIO. IL MINISTRO LORENZIN NON AFFOSSI IL SETTORE”

Con la consegna dei dossier di registrazione all’Agenzia Italiana del Farmaco, gli omeopatici sono diventati farmaci. Questo non significa però che il medicinale omeopatico debba essere considerato alla stessa stregua dell’allopatico. Vanno tenute in considerazione le specificità dei prodotti”. Queste le parole del Presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, al termine dell’incontro avuto oggi al Ministero della Salute dove ha rimarcato l’insostenibilità delle politiche tariffarie previste dal decreto Lorenzin del 2016.
“Le aziende omeopatiche hanno dimensioni inferiori rispetto a quelle che producono farmaci tradizionali – prosegue Gorga -. L’arnica non fattura quanto un antinfiammatorio di natura chimica. Di per sé la registrazione a cui siamo stati chiamati per i prodotti già sul mercato da oltre 30 anni è stata onerosa. Uno sforzo economico a cui ci siamo sottoposti  nel rispetto della legge e condividendo la necessità di allinearsi al quadro normativo europeo dopo decenni di incertezza. E’ però altrettanto vero e necessario guardare all’Europa anche per tutti gli altri aspetti che regolamentano l’omeopatia. Le tariffe che si andrebbero ad applicare a questi medicinali sono insostenibili per i fatturati del comparto. Capisco che a qualcuno possa dare fastidio, però è impensabile che ad ogni rinnovo dell’AIC si debbano pagare fra i 10 e i 20mila euro a dossier, e in alcuni casi anche oltre, esattamente come accade per i farmaci allopatici. Se poi ci sono variazioni nelle componenti di un medicinale omeopatico o anche solo delle modifiche societarie, vanno messe in conto integrazioni di alcune migliaia di euro”.
“Per questo – conclude il presidente di Omeoimprese – nei prossimi giorni invieremo al Ministero della Salute una nota con alcune proposte tariffarie più eque. Il Ministro Lorenzin, di cui siamo certi della comprensione delle nostre istanze, ha a disposzione uno strumento che è la legge di bilancio. E’ il momento dei fatti”.