I comunicati stampa e gli appelli di Omeoimprese

OMEOPATIA. UN MEDICO DI FAMIGLIA SU CINQUE LA PRESCRIVE. DA DOTTORI E FARMACISTI UN APPELLO: “VOGLIAMO POSOLOGIA E INDICAZIONI TERAPEUTICHE SULLE CONFEZIONI”

In Italia, un quinto dei medici di famiglia prescrive farmaci omeopatici. Il 60% circa degli intervistati, li utilizza per curarsi ma chiede maggiore informazione su posologia e indicazioni terapeutiche, elemento che favorirebbe una maggiore conoscenza. È un rapporto positivo fra la comunità medico-scientifica e l’omeopatia quello che emerge dall’ultima ricerca condotta da EMG-Acqua per Omeoimprese, l’associazione delle aziende che in Italia producono e distribuiscono farmaci omeopatici. Parte della comunità scientifica, contrariamente a quanto spesso appare sui media, non è per nulla ostile all’omeopatia.

Il sondaggio è stato condotto su un campione di 300 esperti tra medici generici, farmacisti, docenti universitari in ambito medico e giornalisti che scrivono di sanità. La reputazione dell’omeopatia fra gli “addetti ai lavori” è piuttosto buona. I medici che prescrivono medicinali omeopatici ne apprezzano la naturalità (36%) e la complementarietà con l’allopatia (20%). Se i primi sostenitori dell’omeopatia sono i farmacisti italiani, sicuramente un punto di riferimento importante per i pazienti nel caso di lievi problemi di salute, anche i medici, i docenti universitari e i giornalisti scientifici dichiarano di apprezzare l’omeopatia per la sua efficacia (15%). Non raggiungono il 10% coloro i quali parlano di “effetto placebo” in riferimento a questa categoria farmacologica e solo il 14% tra medici e farmacisti si rifiuterebbe di prescriverli.

“I risultati della ricerca – commenta il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga– sono buoni e forniscono al comparto e alle Istituzioni Sanitarie indicazioni preziose sul futuro di questa disciplina. L’omeopatia in Italia è apprezzata dai pazienti, così come dalla comunità scientifica. Il nostro è il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania e il processo di regolamentazione in atto, frutto del recepimento da parte delle Istituzioni nazionali di direttive europee, ci consente di avvicinarci agli standard di moltissimi altri Paesi europei per quanto riguarda il riconoscimento dell’omeopatia. In Italia, invece, troppo spesso se ne parla con pregiudizio soprattutto quando accadono – fortunatamente molto di rado – spiacevoli fatti di cronaca e la superficialità del nostro modello di comunicazione confonde il valore del farmaco e le modalità di utilizzo”.

Il 41% dei medici, il 37% dei farmacisti, il 28% degli opinion leader medico-scientifici non nutrono preconcetti o manifestano pregiudizi nei riguardi dell’omeopatia. Tutt’altro: il 44% fra medici e farmacisti ritiene particolarmente utili i medicinali omeopatici. E la quasi totalità degli intervistati (96%) non li trova dannosi.

Usati da circa 9milioni di italiani (indagine EMG-Acqua per Omeoimprese 2018), i medicinali omeopatici sono consigliati e prescritti da medici e farmacisti per l’ottima possibilità di combinazione fra omeopatia e allopatia e per l’efficacia. I medici scelgono l’omeopatia per curare raffreddori, riniti e influenze (54%), per problemi all’apparato respiratorio (33%), insonnia (27%), dolori articolari o muscolari (13%). Un trend confermato dai farmacisti.

In generale chi non consiglia o usa l’omeopatia pensa che una maggiore informazione sui farmaci, gli effetti, l’utilizzo, possano indurre ad una maggiore prescrizione.  Il 60% degli opinion makers e del personale sanitario dichiara di essere abbastanza informato, ma vorrebbe più comunicazione sull’efficacia (45%), sui risultati di test scientifici e sperimentazioni (37%). Il 31% dei farmacisti si aspetta indicazioni più puntuali sull’utilizzo, il 28% vorrebbe spiegazioni sulla posologia.

“Il messaggio alle aziende e soprattutto alle Istituzioni sanitarie e al Ministro della Salute– dichiara Gorga – è molto chiaro: la strada da intraprendere è quella di un lavoro congiunto per regolamentare, anche in Italia, tutti quegli aspetti che ancora oggi risultano non definiti. Mi riferisco, ad esempio, al tema dell’inserimento del foglietto illustrativo con posologia nelle confezioni e una maggiore presenza del Ministero in una corretta e trasparente comunicazione.”

OMEOPATIA, UN MERCATO DA 9 MILIONI DI USERS

Oltre l’80 per cento degli italiani conosce la medicina omeopatica e a farne uso è il 17 per cento della popolazione. Significa che quasi 9milioni di italiani utilizza farmaci omeopatici e lo fa almeno una volta all’anno. Con questi dati, frutto dell’ultima ricerca di  EMG-Acqua per Omeoimprese, l’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche celebra la Giornata Internazionale dell’Omeopatia, in calendario il 10 aprile, e tira le somme del lavoro svolto in questi ultimi anni in cui la medicina omeopatica ha affrontato molte sfide, prima tra tutte il riconoscimento giuridico dello status di farmaco.

“Dalla fine del 2019 in poi – spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga -, ogni medicinale in vendita nelle farmacie avrà un’AIC, esattamente come accade per i prodotti allopatici. Il farmaco omeopatico è infatti considerato un SOP, ovvero “prodotto senza obbligo di ricetta” e chiudere questa fase di riordino del settore è assolutamente necessario per dare certezze ad un comparto importante per l’economia del Paese e ai milioni di medici e pazienti che si affidano alla medicina omeopatica. Ad oggi, grazie all’impegno dell’Agenzia del Farmaco, già circa 1.000 medicinali hanno concluso il processo di valutazione.

Tra i prossimi obiettivi del comparto riveste un ruolo di primaria importanza l’iter per ottenere le indicazioni terapeutiche all’interno dei farmaci per equiparare, anche sotto questo aspetto, l’Italia agli altri Paesi europei.

Sul territorio tante le iniziative messe in atto dalle Società Scientifiche del settore, tutte accreditate e riconosciute dal Ministero della Salute, in occasione di questo momento di celebrazione della disciplina omeopatica, per documentare in maniera corretta le possibilità che l’omeopatia offre quale integrazione di terapie mediche anche, cosiddette tradizionali.

“Le aziende – prosegue Gorga- sono coinvolte in un dialogo aperto, costruttivo e trasparente con il Ministero della Salute per definire finalmente tutti gli altri aspetti che sarebbe importante risolvere appena chiusa questa delicatissima e storica fase di regolamentazione a cominciare dalle indicazioni terapeutiche da inserire in confezione come accade in tutti gli altri Paesi della UE”.

“Ben venga ogni tipo di regolamentazione da parte delle Istituzioni sanitarie a garanzia della sicurezza e della efficacia dei prodotti assimilati ai farmaci, perché è importante che la salute dei cittadini sia sempre tutelata” commenta Marco Cossolo, presidente Federfarma.

IL SETTORE IN CIFRE

300 MILIONI di euro il fatturato del settore, in Italia rappresentato da Omeoimprese
1000 i processi di registrazione dei farmaci omeopatici in commercio ad oggi conclusi; entro la fine del 2019 dovranno essere 3.500, un lavoro di controllo molto lungo e complesso da parte di AIFA

4MILIONI di euro il contributo incassato dallo Stato per la registrazione dei farmaci omeopatici, versato dalle aziende al momento della consegna dei dossier nel giugno 2017
9MILIONI gli italiani che utilizzano almeno una volta all’anno i farmaci omeopatici
62% sono gli italiani che ricorrono all’omeopatia per curare riniti e raffreddori; il 34 per cento per problemi dell’apparato respiratorio e contro le allergie, mentre il 31 per cento per combattere problemi digestivi; il 27 per cento per dolori articolari e muscolari; il 26 per cento per problemi gastrointestinali.

82% sono gli italiani che ricorrono all’omeopatia per la “naturalità” dei farmaci.

32MILIONI sono gli italiani che giudicano la medicina omeopatica non dannosa. Di questi il 28% la ritiene una medicina utile e il trend è in crescita.

OMEOPATIA IN EUROPA. FRANCIA, GERMANIA E SVIZZERA PIÙ AVANTI DELL’ITALIA
L’ Italia è il terzo mercato europeo in Europa dopo Francia e Germania per vendita e produzione di medicinali omeopatici. Nonostante questo, altri Stati europei sono molto più avanti in termini di legislazione.

Se in Francia è da 50 anni che i medicinali omeopatici sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale, lo stesso avviene anche in Svizzera da agosto 2017.

In Germania la “Farmindustria tedesca” ha definito l’omeopatia una terapia efficace per i pazienti a volte da favorire come prima scelta nella cura del malato.

In Spagna, invece, i medici omeopati chiedono da tempo al Governo che la medicina omeopatica possa essere una libera scelta del medico e del paziente. Lo scontro però si è fatto molto serrato negli ultimi tempi tanto che nei mesi scorsi il Governo spagnolo aveva chiesto all’Unione europea che venisse modificata la Direttiva che stabilisce che il medicinale omeopatico è un farmaco per legge. Il Commissario Europeo alla sanità, Vytenis Andriukaitis, ha respinto la richiesta al mittente assumendo una posizione molto chiara ed incontestabile.

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OMEOPATIA: GORGA (OMEOIMPRESE) AL COVEGNO SIOMI “USCIAMO DA CONTRAPPOSIZIONE ALLOPATIA-OMEOPATIA, LA SCIENZA E’ UNA SOLA”

“Esiste solo una medicina, praticata dai medici, che hanno la possibilità di scegliere quali farmaci adottare per il bene dei pazienti”. Ha aperto così il suo intervento il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, intervenuto questa mattina al VII Convegno della SIOMI (Società Italiana di omeopatia e medicina integrata. Il numero uno dell’associazione delle case farmaceutiche omeopatiche italiane ha aggiunto: “Esperti mondiali sono intervenuti in questi due giorni per condividere esperienze cliniche, e progressi nella ricerca scientifica ricordandoci che, davanti ad una malattia, è il medico che deve saper riconoscere la peculiarità di ogni categoria di farmaco, ciascuna con vantaggi e limiti. In Italia, gli omeopatici sono ormai riconosciuti e normati quali farmaci, un processo di regolamentazione che ha richiesto molto tempo, anche a causa di barriere culturali che esistono più che altro nel nostro Paese. La collaborazione con le Società scientifiche e le Associazioni dei pazienti, oggi più che mai, diventa per Omeoimprese un punto di forza per un cambio di mentalità di una piccola parte della comunità scientifica che strumentalizza le medicine complementari, a danno della salute dei pazienti e in beffa alla volontà di quei 9 milioni di italiani che si affidano ai nostri farmaci su indirizzo di 20.000 medici specialisti”.

GIOVANNI GORGA RICONFERMATO PRESIDENTE DI OMEOIMPRESE BOIRON ITALIA SI UNISCE ALL’ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA

Boiron Italia entra in Omeoimprese, l’associazione delle aziende che producono e distribuiscono medicinali omeopatici, arrivando così a rappresentare il 90% del comparto. Un traguardo importante, frutto di anni di relazioni e risultato del grande lavoro svolto dall’associazione per un sempre maggior accreditamento della medicina omeopatica, attività che è valsa a Giovanni Gorga la riconferma alla presidenza di Omeoimprese per altri 4 anni.

“La presenza di Boiron Italia all’interno dell’associazione- spiega Giovanni Gorga – sono certo possa dare un ulteriore contributo anche al riconoscimento culturale di questa medicina e di questi farmaci che in Francia, così come in altri Paesi d’Europa, sono parte integrante delle politiche sanitarie. I prossimi 4 anni, oltre che vedere la conclusione di questo processo di regolamentazione, dovranno essere anni importanti e decisivi per dare la giusta collocazione alla medicina omeopatica all’interno del panorama medico-scientifico italiano”.

Sul rientro di Boiron Italia in Omeoimprese si esprime anche Silvia Nencioni, presidente e amministratore delegato della filiale della multinazionale francese: “Assistiamo oggi a ripetuti tentativi di delegittimazione dell’omeopatia; questo clima, che rischia di creare sfiducia tra i pazienti e gli operatori della salute, ci ha portati a riflettere su cosa fosse utile fare. Nello stesso momento, e facciamo fatica a pensare che non ci sia un nesso, siamo in dirittura d’arrivo per quel che riguarda l’ufficializzazione dei medicinali omeopatici in Italia, grazie al lavoro che l’agenzia del farmaco sta facendo e che si concluderà quest’anno con il rilascio delle AIC”.

“Ecco, in questa fase così importante e delicata, abbiamo ritenuto utile, per l’intero settore, essere uniti e di conseguenza rientrare nell’associazione di categoria. Siamo certi che questa scelta rafforzerà ogni azione che intraprenderemo assieme per lo sviluppo dell’omeopatia in Italia, obiettivo comune e indiscusso” – conclude Nencioni.

NUOVE NOMINE AL CSS? E’ FORSE LA GIUSTA OCCASIONE PER CONSIDERARE PROFILI E COMPETENZE ESPRESSE DALLE MNC

“Senza voler entrare nel merito delle prerogative del Ministro della Salute e come già in passato ho avuto occasione di evidenziare, sarebbe auspicabile che tra i prossimi membri del Consiglio Superiore della Sanità  ci fossero personalità di alto livello scientifico espresse dal mondo delle MNC ”. È il commento di Giovanni Gorga, Presidente di Omeoimprese, l’associazione che riunisce le aziende produttrici di farmaci omeopatici in Italia, a seguito della decisione del Ministro della Salute Giulia Grillo di revocare i componenti “non di diritto” dell’organo di consulenza tecnico scientifica del Ministro.

“La medicina omeopatica – prosegue Gorga – è regolamentata da Leggi dello Stato ed opera in un quadro normativo che il Ministero, l’AIFA ed altre Istituzioni sanitarie, hanno delineato nel corso degli ultimi anni, sarebbe quindi congruo, vista la natura consultiva dell’ organo da rinnovare che, ove necessario, vi fosse la migliore competenza possibile nell’esprimere pareri, giudizi e consigli”.

“Il Ministro Grillo – conclude il presidente di Omeoimprese –  saprà certamente individuare all’interno della Comunità Scientifica le migliori figure  in grado di soddisfare i livelli di esperienza e professionalità. Ritengo che il cambiamento sia sempre positivo e sono certo che le nuove nomine sapranno assolvere al delicato compito a cui saranno chiamati nell’interesse della salute degli Italiani”.

OMEOPATIA: “CRESCE LA FIDUCIA IN MEDICI E FARMACISTI. IL 17% DEGLI ITALIANI LA USA”

Oltre l’80 per cento degli italiani conosce la medicina omeopatica e a farne uso è il 17 per cento della popolazione. Significa che quasi 9milioni di italiani utilizza farmaci omeopatici e lo fa almeno una volta all’anno. Sono i dati dell’ultima ricerca commissionata da Omeoimprese, l’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche, a EMG-Acqua che ha fotografato lo scenario 2018 del settore.

Dall’indagine emerge che oltre la metà degli utilizzatori ha un’età compresa tra i 35 e i 54 anni ed è per lo più di sesso femminile (69 per cento) con un titolo di studio di scuola superiore (51 per cento). La medicina omeopatica è usata più al nord che al sud: il 30 per cento sta nel Nord Ovest e il 28 nel Nord Est.

Il dato interessante è che oltre al passaparola di amici e parenti (39 per cento), chi utilizza medicinali omeopatici lo fa sempre di più su indicazione del farmacista (28 per cento) e del medico di base (20 per cento).

“L’omeopata è un medico che si è specializzato in omeopatia – spiega Giovanni Gorga, Presidente di Omeoimprese – E’ importante che la gente si affidi sempre più a medici e farmacisti, segno della serietà di un settore che non vuole essere alternativo alla medicina tradizionale ma complementare. Gli omeopatici sono farmaci a tutti gli effetti e come tali devono essere trattati, ecco perché i punti di riferimento devono essere medici e farmacisti”.

La ricerca ha chiesto ai 2mila intervistati una descrizione spontanea del medicinale omeopatico. L’82,1 per cento ha subito ricordato la “naturalità del farmaco” (39,8 per cento), che si tratti di medicinali che utilizzano principi attivi naturali (39,9 per cento) e che non siano tossici e quindi realizzati senza l’utilizzo di prodotti chimici (33,1 per cento).

“Purtroppo un 12,2 per cento degli italiani parla di omeopatia come di una medicina alternativa – spiega Gorga – Per noi si tratta di un dato molto negativo perché frutto di una continua disinformazione e di una campagna denigratoria nei confronti del settore che non aiuta a fare chiarezza e a diffondere corrette informazioni sul significato di omeopatia. E’ preoccupante che la percentuale di chi parla di medicina alternativa sia in crescita rispetto al 2017”.

Il 6, 3 per cento degli intervistati riconosce che il medicinale omeopatico sia privo di effetti collaterali, percentuale in crescita (11,9) tra gli utilizzatori.

Chi utilizza la medicina omeopatica lo fa, in particolare per curare riniti e raffreddori (62 per cento), il 34 per cento per problemi dell’apparato respiratorio e contro le allergie, mentre il 31 per cento per combattere problemi digestivi. E ancora, l 27 per cento per dolori articolari e muscolari, mentre il 26 per cento per problemi gastrointestinali. Anche l’insonnia (22 er cento) e l’emicrania (21 per cento) vengono curati con l’omeopatia, così come i disturbi agli occhi (15 per cento).

E’ interessante rilevare come 32 milioni di italiani giudichino la medicina omeopatica non dannosa, ma anzi utile (28 per cento) o comunque innocua (36 per cento).

“Chi utilizza la medicina omeopatica sa di cosa stiamo parlando. Il male del settore viene fatto dai ciarlatani che sono però presenti in ogni categoria: ci sono omeopati più o meno bravi, così come medici che utilizzano la sola medicina tradizionale più o meno bravi – continua Gorga -. Il medicinale omeopatico è un farmaco a tutti gli effetti come definito anche dal Ministero della Salute e da Aifa e come tale deve essere trattato”.

L’ASSOCIAZIONE SPAGNOLA DEI MEDICI OMEOPATI (AESMI) CHIAMA OMEOIMPRESE A MADRID PER PRENDERE SPUNTI DALL’ITALIA SUL COME ADEGUARSI ALLA DISIPLINA EUROPEA IN MATERIA DI MEDICINA OMEOPATICA

Milano, 8 novembre 2018 – L’Asociacion Espanola de Medicos Integrativos (AESMI), ha inviato Omeoimprese a Madrid domani, 9 novembre, per avere la testimonianza di come l’Italia si sia mossa in questi anni sul piano normativo per adeguarsi a quanto chiede l’Europa in materia di Medicina Omeopatica. Il percorso di registrazione dei farmaci presso Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, sarà al centro della testimonianza di Giovanni Gorga, presidente dell’associazione che nel nostro Paese rappresenta il comparto industriale dell’omeopatia.“L’omeopatia è una scelta consapevole per 9 milioni di italiani – spiega Giovanni Gorga – e la medicina integrata è uno strumento di cura, un’opportunità, utilizzata con professionalità e coscienza da decine di migliaia di medici all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. A breve termine tutti gli omeopatici in commercio avranno un’autorizzazione rilasciata dall’AIFA, esattamente come avviene per gli allopatici. Non è una questione puramente ideologica per il settore, che contribuisce al bilancio dello Stato Italiano con 60milioni di euro di tasse”.“Sono onorato dell’invito da parte della presidente di AESMI, Esther de la Paz, medico di fama e medaglia d’oro al Merito Sanitario in Spagna – conclude Gorga. Il mio augurio oggi è che i sacrifici richiesti alle nostre aziende e i risultati ottenuti dal settore sul piano normativo, visti come esempio in diversi Paesi Europei, in primis la Spagna, valgano a riabilitare in Italia un settore produttivo osteggiato da una parte della comunità scientifica a causa di una malinformazione che ha regnato sovrana per decenni, alimentando pregiudizi contro una disciplina medica riconosciuta in tutto il mondo e regolamentata da leggi europee”.

IL PRESIDENTE DI OMEOIMPRESE SCRIVE ALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA DELLA RAI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULL’OMEOPATIA

L’omeopatia non è una pratica “alternativa”, perchè non esiste una medicina che sia diversa da quella ufficiale. I nostri farmaci sono tali perchè regolamentati dalle leggi dello Stato. Alternativo è ciò che sta al difuori dello Stato e non all’interno. Occorre fare chiarezza e anche il servizio pubblico ha questo dovere. Pubblichiamo la lettera che il presidente Giovanni Gorga ha inviato alla Commissione di Vigilanza della RAI:

Illustre Presidente, 

Onorevoli Componenti la Commissione di Vigilanza RAI,

mi rivolgo a Voi per denunciare, mio malgrado, una grave distorsione della realtà -che a mio avviso il Servizio Pubblico non può e non deve, in virtù dell’essenza stessa del Servizio Pubblico- ulteriormente sostenere e tollerare.

Quale Presidente di Omeoimprese rappresento le aziende produttrici di farmaci omeopatici in Italia, circa 4 mila posti di lavoro e milioni di cittadini che la utilizzano (così certifica l’Istat nell’ultima indagine oltre a numerosi sondaggi di istituti di ricerca privati). Mi duole constatare che sul tema della disciplina omeopatica anche la Tv Pubblica insista nel farsi portavoce di posizioni parziali, pregiudiziali ed imprecise con il risultato, esattamente contrario ai principi di una corretta informazione che dovrebbe invece perseguire, di divulgare informazioni errate e fuorvianti.

Anche recentemente, nel corso di trasmissioni andate in onda in prima serata sulla rete ammiraglia della Rai e in altre reti, quando si affronta il tema della Medicina Omeopatica si persiste nell’affermare (ospiti e conduttori) che la disciplina omeopatica sia una “pratica alternativa” accomunandola a pratiche che nulla hanno a che vedere con la Medicina in generale.

Ritengo che il servizio pubblico debba assolutamente impedire, per il futuro, che ciò accada nuovamente in quanto tale affermazione non corrispondente a verità.

La Medicina Omeopatica non può essere definita “pratica alternativa” alla stregua di altre pratiche che indubbiamente rientrano in tale definizione, poiché inserita in un quadro legislativo ben definito e strutturato, il che significa che è regolamentata da Leggi dello Stato. Alternativo è ciò che sta al difuori dello Stato e non all’interno!

La Conferenza Stato-Regioni nel 2012 ha emanato un Accordo in fase di recepimento da parte delle Regioni italiane, il quale prevede l’accreditamento delle Società ed Enti deputati alla formazione dei medici in “Medicina Omeopatica” e l’obbligo (sottolineo obbligo a norma di Legge) per gli Ordini dei Medici di aprire appositi registri per l’iscrizione degli stessi medici.

A ciò va aggiunto che in virtù del Decreto Legislativo 219/2006 il Medicinale Omeopatico è definito “Farmaco” e come tale la Legge 23 dicembre 2014, all’art. 1 comma 590, definisce l’iter e le modalità per la registrazione dello stesso presso la competente Agenzia del Farmaco.

Per tali ragioni, è assolutamente improprio definire l’omeopatia una “pratica alternativa”, bensì deve considerarsi una disciplina integrata o complementare anche se tutto ciò non è gradito da parte di alcuni detrattori della stessa.

A seguito di quanto sopra esposto, auspico, che la RAI possa porre in atto per il futuro azioni concrete utili a non confondere il cittadino/utente con informazioni errate, e dare invece maggiore voce a chi ha competenza in materia garantendo, inoltre, il corretto contraddittorio. Restando a disposizione per eventuali chiarimenti, Vi giunga il più cordiale saluto”.

Cav. Dott. Giovanni Gorga

IL PRESIDENTE GORGA SCRIVE A QUOTIDIANO SANITA’: “SU RINNOVO COMITATO TECNICO AIFA CRITERI MERITOCRATICI E COMPETENZA IN MATERIA DI FARMACOLOGIA OMEOPATICA”

Una nuova tornata di nomine è in arrivo nel settore della sanità e la speranza è che avvenga davvero quella “rivoluzione” annunciata dal Ministro della Salute Giulia Grillo. Lo scorso agosto, infatti, sono scadute due importanti Commissioni all’interno dell’Agenzia Italiana del Farmaco: la Commissione Tecnico-Scientifica e il Comitato prezzi e rimborsi.

Poiché i medicinali omeopatici in Italia sono a totale carico del cittadino, non ho intenzione di esprimermi sul Comitato prezzi e rimborsi, anche se vorrei ricordare che in altri Paesi d’Europa i farmaci sono rimborsati dal sistema sanitario.

La Commissione Tecnico Scientifica (CTS), invece, ha il compito di valutare i farmaci sulla base di una documentazione allegata ed ha quindi un ruolo centrale sia per il funzionamento dell’Agenzia che per l’intero sistema farmaceutico. La composizione della Commissione è costituita da esponenti di diritto (il Direttore Generale AIFA ed il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità) e da membri in parte di nomina Ministeriale ed in parte nominati dalla Conferenza Stato Regioni scelti in virtù di una comprovata e documentata competenza tecnico-scientifica di almeno cinque anni nel settore della farmacologia e valutazione dei farmaci.

E poiché la rivoluzione annunciata dal Ministro dovrebbe prevedere l’utilizzo di nuovi criteri di nomina dei vertici delle istituzioni sanitarie, ovvero basate sui meriti e sulle competenze, ci si aspetta che tra i meriti e le competenze vi sia prevista la conoscenza anche della farmacologia omeopatica che recentemente è entrata nel prontuario farmaceutico e, di conseguenza, posta sotto la vigilanza dell’AIFA.

Poiché dai prossimi anni si troveranno in vendita soltanto farmaci omeopatici approvati dalla Commissione Tecnico Scientifica di Aifa, mi sembra il minimo che queste valutazioni vengano fatte da chi di omeopatia ne sa qualcosa.

Adesso più che mai ci aspettiamo un approccio non pregiudiziale affinché le Istituzioni siano davvero a servizio di tutti i cittadini, senza distinzioni.

Cav.Giovanni Gorga, Presidente Omeoimprese