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IL PRESIDENTE GORGA SCRIVE A QUOTIDIANO SANITA’: “SU RINNOVO COMITATO TECNICO AIFA CRITERI MERITOCRATICI E COMPETENZA IN MATERIA DI FARMACOLOGIA OMEOPATICA”

Una nuova tornata di nomine è in arrivo nel settore della sanità e la speranza è che avvenga davvero quella “rivoluzione” annunciata dal Ministro della Salute Giulia Grillo. Lo scorso agosto, infatti, sono scadute due importanti Commissioni all’interno dell’Agenzia Italiana del Farmaco: la Commissione Tecnico-Scientifica e il Comitato prezzi e rimborsi.

Poiché i medicinali omeopatici in Italia sono a totale carico del cittadino, non ho intenzione di esprimermi sul Comitato prezzi e rimborsi, anche se vorrei ricordare che in altri Paesi d’Europa i farmaci sono rimborsati dal sistema sanitario.

La Commissione Tecnico Scientifica (CTS), invece, ha il compito di valutare i farmaci sulla base di una documentazione allegata ed ha quindi un ruolo centrale sia per il funzionamento dell’Agenzia che per l’intero sistema farmaceutico. La composizione della Commissione è costituita da esponenti di diritto (il Direttore Generale AIFA ed il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità) e da membri in parte di nomina Ministeriale ed in parte nominati dalla Conferenza Stato Regioni scelti in virtù di una comprovata e documentata competenza tecnico-scientifica di almeno cinque anni nel settore della farmacologia e valutazione dei farmaci.

E poiché la rivoluzione annunciata dal Ministro dovrebbe prevedere l’utilizzo di nuovi criteri di nomina dei vertici delle istituzioni sanitarie, ovvero basate sui meriti e sulle competenze, ci si aspetta che tra i meriti e le competenze vi sia prevista la conoscenza anche della farmacologia omeopatica che recentemente è entrata nel prontuario farmaceutico e, di conseguenza, posta sotto la vigilanza dell’AIFA.

Poiché dai prossimi anni si troveranno in vendita soltanto farmaci omeopatici approvati dalla Commissione Tecnico Scientifica di Aifa, mi sembra il minimo che queste valutazioni vengano fatte da chi di omeopatia ne sa qualcosa.

Adesso più che mai ci aspettiamo un approccio non pregiudiziale affinché le Istituzioni siano davvero a servizio di tutti i cittadini, senza distinzioni.

Cav.Giovanni Gorga, Presidente Omeoimprese

OMEOPATIA, DALLE IMPRESE APPELLO AL MINISTRO GRILLO: “CONTROLLI SUL WEB CONTRO LA DIFFUSIONE DI FARMACI SENZA AUTORIZZAZIONE”

Un appello al Ministro della Salute Giulia Grillo per evitare che in Italia vengano diffusi farmaci che non hanno ottenuto l’AIC (Autorizzazione all’Immissione in Commercio) da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).  E’ quanto è stato deliberato dal Direttivo di Omeoimprese, l’Associazione che riunisce le aziende produttrici di farmaci omeopatici, presieduta da Giovanni Gorga.
“A partire da gennaio 2019 le aziende del settore potranno vendere alle farmacie italiane solo i medicinali omeopatici che hanno ottenuto l’AIC rilasciata da AIFA su indicazione del Ministero della Salute, spiega Giovanni Gorga, Presidente di Omeoimprese. Il percorso per ottenere questo riconoscimento è stato estremamente oneroso per le aziende sia in termini di tempo sia per l’impegno economico sostenuto. Il rischio, però, è che attraverso il web in Italia entrino dall’estero prodotti senza AIC, con conseguente danno non solo per i produttori ma anche, vista l’assenza di garanzie di qualità di ciò che può essere importato, per gli stessi consumatori.
L’AIC rilasciata da AIFA, infatti, si basa su un’analisi dettagliata di una serie di complesse e articolate documentazioni (dossier) redatte dalle singole aziende per ogni farmaco. Tale procedura comporta l’applicazione di criteri che assicurano la qualità e la sicurezza del medicinale omeopatico secondo gli standard richiesti dall’AIFA.
“Occorre che il Ministero si attivi affinché partano controlli ancor più stringenti e mirati rispetto a quello che viene venduto on-line in modo illegittimo, continua Gorga. In gioco vi è la credibilità di un intero settore, la tutela dei consumatori che in Italia sono oltre 9 milioni, e la garanzia di una filiera di estrema qualità”.
Il tema dei controlli verrà discusso durante l’incontro che Omeoimprese ha già chiesto al Ministro Grillo.
“Auspico che il Ministro voglia incontrarci al più presto – continua Gorga -. Vi sono, infatti, numerose questioni che vorremmo affrontare con il Ministero quali le nomine AIFA e l’aggiornamento sulle AIC rilasciate. Rappresentiamo un settore che in Italia occupa oltre 4 mila persone e che cresce di anno in anno”.

NOMINE AIFA, GORGA (OMEOIMPRESE): “AUSPICHIAMO RAPPRESENTANZA DI ESPERTI DI MEDICINE COMPLEMENTARI”

Il neo ministro della Salute, Giulia Grillo, ha avviato le procedure per il rinnovo della Commissione tecnico-scientifica e del Comitato prezzi e rimborso dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del farmaco, un momento di passaggio che alimenta preoccupazioni e speranze all’interno del comparto delle medicine omeopatiche. L’associazione di categoria, Omeoimprese, per voce del Presidente, Giovanni Gorga, lancia un appello alle Istituzioni coinvolte: “Dopo anni in cui ai vertici della Sanità si sono avvicendati personaggi che hanno provato in tutti i modi a screditare la medicina omeopatica, confidiamo sia arrivato il momento di avere all’interno delle nuove Commissioni anche degli esperti di medicine complementari. Un approccio laico, tecnico e imparziale nei confronti dell’omeopatia da parte della neo ministro rappresenterebbe per il settore un momento di rilancio dopo anni di battaglie pregiudizievoli e scarsa conoscenza delle peculiarità dei nostri farmaci”. Secondo Gorga “al termine del processo di regolamentazione che ci ha visto lavorare fianco a fianco con AIFA dopo il riconoscimento dello status di farmaci ai medicinali omeopatici, diventa quanto mai necessaria e urgente una rappresentanza del settore delle Medicine Complementari all’interno dell’Agenzia del Farmaco, così come in tutte le istituzioni sanitarie. Servono, infatti, figure di riferimento che abbiano le competenze necessarie per trattare il medicinale omeopatico, che ha una sua specificità”.

OMEOPATIA, SONDAGGIO OMEOIMPRESE: IL 5,3% DEGLI UTILIZZATORI DISPOSTI A CAMBIARE ORIENTAMENTO DI VOTO

Secondo un sondaggio condotto nel mese di ottobre da EMG Acqua per Omeoimprese, il 40% di chi utilizza i farmaci omeopatici si aspetta più attenzione dai partiti: 2,5milioni di italiani ritengono le politiche a favore delle medicine complementari un tema sensibile, tanto da arrivare ad influenzare le proprie scelte se chiamati alle urne.

Fra i milioni di utilizzatori, c’è un 5,3% propenso ad indirizzare la propria scelta politica a vantaggio di quei partiti capaci di mostrare interesse verso le istanze dell’omeopatia.

A commentare i dati dell’ultimo sondaggio, ci pensa il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, che denuncia quanto la classe politica eletta sia “indifferente alle istanze di una larga parte della popolazione italiana e condizionata nelle proprie scelte tanto da ridurre sempre ai minimi termini una questione che invece necessiterebbe per quantità di persone coinvolte di un’attenzione prioritaria”.

“Arroccarsi sull’annosa questione “funziona o non funziona?”  – prosegue Gorga – nulla aggiunge allo stucchevole dibattito tra sostenitori e detrattori. Sarebbe piuttosto molto più utile per milioni di italiani, siano essi utilizzatori o non, discutere di medicina omeopatica in modo costruttivo ad esempio riconoscendo al farmaco omeopatico la specificità e la peculiarità di cui gode negli altri Paesi d’Europa”.

A motivare le affermazioni dell’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche è la bocciatura in Senato dell’emendamento alla legge di bilancio in cui si chiedeva un adeguamento delle tariffe relative ai soli medicinali omeopatici che hanno espletato la procedura per il rilascio dell’Aic, con importi più sostenibili per i fatturati del settore, ben diversi da quelli delle “Big Pharma” dell’allopatia.

“Per i politici l’omeopatia è un tabù– incalza Gorga – ma l’industria omeopatica versa ogni anno allo Stato circa 60milioni di euro. Non capisco perché ci si debba accanire nei confronti del settore. Non risolvere la questione legata alle tariffe si traduce in un duro colpo che la piccola e media impresa italiana, alla lunga, non sarà in grado di sostenere, lasciando campo libero a multinazionali straniere. Mi aspetto dai politici che risolvano i problemi delle imprese italiane e dei lavoratori italiani”.