Gli articoli che parlano di Omeoimprese e dei medicinali omeopatici e antroposofici

Salute: imprese omeopatia, bene il Tar su aumento tariffe

Ansa120214E’ certamente un passo importante per l’industria omeopatica, per i pazienti e per i medici”: così Fausto Panni, presidente di Omeoimprese, associazione che riunisce le imprese che producono farmaci omeopatici, commenta la notizia della bocciatura, da parte del Tar, del decreto ministeriale del 21 dicembre 2012 che imponeva aumenti di circa l’800{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} per la registrazione e il rinnovo, presso l’Agenzia del Farmaco Italiana, dei prodotti. “Il nostro ricorso è stato accolto – prosegue Panni – le tariffe di rinnovo e registrazione semplificata vanno aumentate solo del 10{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}”, come prevede attualmente la legge. I problemi per il settore, però, non sono finiti, fanno notare le aziende.Resta aperta la trattativa con il ministero della Salute e l’Aifa per semplificare l’iter burocratico e per allungare i tempi previsti per la presentazione delle domand e di registrazione, ora fissata al 31 dicembre 2015. A partire dal primo gennaio 2016, infatti, solo i medicinali omeopatici autorizzati, potranno continuare ad esser venduti. “Ora – commenta in merito Panni – ci aspettiamo che il Ministero della Salute, che si è impegnato anche con il Parlamento, intervenga rapidamente sui tempi di presentazione delle domande di rinnovo e sulla semplificazione della documentazione richiesta”. (ANSA

Omeopatia, industria a rischio

futuro-europa.it-Omeopatia_industria_a_rischio_Pagina_1Il settore omeopatico dell’industria farmaceutica italiana è oggi a forte rischio sopravvivenza a causa dell’applicazione di norme legislative che non considerano le specificità del comparto. Una situazione differente da quella in altri paesi della Comunità europea, dove da anni assieme all’ente centrale dello Stato si è lavorato per trovare strade concordate che, nel rispetto delle leggi vigenti, permettessero agli operatori di poter continuare ad essere presenti sul mercato interno e internazionale. Questo in Italia non è stato possibile ed è invece fondamentale individuare soluzioni condivise che permettano alle aziende italiane di far fronte al rischio chiusura a beneficio di quelle estere.

Sul tema abbiamo raccolto l’opinione di Franca Audisio Rangoni, Presidente e A.D. di  una delle aziende di settore, la Dual SanItaly SpA, e Presidente nazionale di AIDDA-Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda.

Futuro Europa 2 febbraio 2014