Gli articoli che parlano di Omeoimprese e dei medicinali omeopatici e antroposofici

GIORNATA INTERNAZIONALE MEDICINA OMEOPATICA: OMEOIMPRESE LANCIA VEDEMECUM SU CORRETTO USO DEI FARMACI

In occasione della Giornata Internazionale della Medicina Omeopatica in programma martedì 10 aprile, Omeoimprese, l’associazione che rappresenta la aziende che in Italia producono e distribuiscono farmaci omeopatici, lancia un vademecum “perché la medicina omeopatica non è un’altra medicina, ma un sistema integrato di prevenzione, diagnosi e cura che affianca le cure allopatiche”.

Ce lo spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga: “In base al Decreto Legislativo 219/2006 i Medicinali Omeopatici, Omotossicologici ed Antroposofici, sono farmaci approvati dall’Autorità sanitaria italiana, tanto che dal 1°gennaio 2019 saranno in vendita solo se completi di AIC, l’Autorizzazione all’immissione in commercio assegnata dall’Agenzia Italiana del Farmaco”.

“Con questo vademecum – continua Gorga – che sarà oggetto, a cominciare da domani, di una campagna sui principali media nazionali e nelle farmacie presenti sul territorio nazionale, vogliamo provare a diffondere un corretto approccio ai nostri medicinali, troppo spesso vessati da una piccola parte della comunità scientifica, che però è capace di fare la voce grossa. Un problema, peraltro, solo italiano. Chiedi al medico o al farmacista sarà il nostro mantra perché ogni farmaco ha una sua specificità”.

In Italia, sono 9 milioni le persone che ricorrono almeno una volta all’anno all’omeopatia. Vale a dire un Italiano su cinque. E si tratta di un dato addirittura in crescita rispetto al marzo 2016, data a cui risale l’ultima indagine ufficiale sul settore, nonostante i fatturati delle aziende non abbiano brillato nel 2017, a causa del ritiro di quasi 10.000 dei 13.000 prodotti in commercio.

Il comparto ha infatti chiuso con un -7,2%, passando da un fatturato di 349 milioni nel 2016, agli attuali 324 milioni, perdendo 2milioni di pezzi. “Una razionalizzazione fisiologica, non indolore, dei listini dei nostri associati – spiega Gorga – a seguito della regolamentazione prevista dalla legge, la quale ha consentito allo Stato di incassare oltre 4 milioni di euro relativi alle tariffe di registrazione”.

“Ci siamo allineati a quanto richiesto dalla legge non senza sacrifici – conclude il presidente di Omeoimprese – Nonostante ciò, in questi mesi il comparto è stato oggetto di attacchi mediatici pregiudizievoli e tendenziosi, con il solo scopo di colpire un settore industriale florido e che, ricordo sempre, non pesa sulle casse dello Stato, ma è a totale carico del paziente. Ci si auspica che con il nuovo esecutivo si possa intavolare una discussione seria, onesta, sulle potenzialità della medicina complementare. Mi aspetto che l’omeopatia, poiché regolamentata dalla legge, venga rappresentata all’interno delle istituzioni”.

 

DOMANI IL PRESIDENTE DI OMEOIMPRESE FRA I PROTAGINISTI DEL CONGRESSO FIAMO

Il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, interverrà domani, sabato 17 marzo a Torino, al XVI Congresso Nazionale FIAMO, un appuntamento formativo molto atteso da medici, farmacisti e mondo sanitario, quest’anno dedicato a “Omeopatia tra scienza e pratica clinica”.

In un momento di passaggio storico per il settore, che entro la fine del 2018 vedrà i propri prodotti in commercio previo ottenimento dell’AIC da parte dell’AIFA l’Agenzia Italiana del farmaco, il presidente dell’associazione delle aziende produttrici e distributrici, è chiamato a portare il proprio contributo e raccontare questo passaggio epocale.

“L’omeopatia è una scelta consapevole per 9 milioni di italiani – spiega Giovanni Gorga – e la medicina integrata è uno strumento di cura, un’opportunità, utilizzata con professionalità e coscienza da decine di migliaia di medici all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Dal 1° gennaio 2019, tutti gli omeopatici in commercio, avranno un’autorizzazione rilasciata dall’AIFA, esattamente come avviene per gli allopatici. Non è una questione puramente ideologica per il settore, che contribuisce al bilancio dello Stato Italiano con 60milioni di euro di tasse”.

“Questo processo di regolamentazione – continua Gorga – tanto atteso dall’intero comparto e forse per questo osteggiato da una parte della comunità scientifica, è costato alle aziende grandi sacrifici in termini economici per la preparazione dei dossier di registrazione. Inoltre, se è vero che il Governo ha investito più di 2 milioni di euro per ottemperare ad una precisa norma europea, è altrettanto vero che nelle casse dello Stato sono arrivati oltre 4 milioni derivanti dalle tariffe di registrazione dei medicinali”.

Conclude il presidente di Omeoimprese: “Mi auguro che il nuovo Governo e il nuovo Parlamento  sappiano riconoscere le peculiarità sia del medicinale omeopatico, sia del comparto, senza alcun condizionamento ideologico o pregiudizio da parte di alcuno. Mi aspetto che qualunque tipo di decisione che d’ora in poi tocca questo settore, venga condiviso con il settore stesso: medici, farmacisti e realtà produttive, ovvero chi ne ha le competenze e la conoscenza”.

OMEOPATIA. CRESCONO GLI UTILIZZATORI E LA FIDUCIA NEL SETTORE

SONO 9 MILIONI GLI ITALIANI CHE SI AFFIDANO ALL’OMEOPATIA, MA IN ITALIA E’ TABOO. ECCO LA NUOVA FOTOGRAFIA DEL SETTORE DIFFUSA DA EMG-ACQUA PER OMEOIMPRESE

Quasi un quinto degli italiani usa l’omeopatia. Un dato addirittura in crescita rispetto al marzo 2016, data a cui risale l’ultima indagine ufficiale sul settore. A darne l’annuncio è Omeoimprese, l’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche, che si è affidata ad EMG-Acqua per fotografare lo scenario 2017, anno di grandi trasformazioni per il comparto, con l’ingresso dei primi farmaci nel prontuario farmaceutico nazionale.

Sono quasi 9 milioni le persone che nel nostro Paese ricorrono all’omeopatia almeno una volta all’anno. L’identikit parla principalmente di donne (63{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) di età compresa fra i 35 e i 54 anni (55{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} del totale campione) con una buona occupazione e un buon livello di istruzione, che risiedono nel Nord (58{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Dal sondaggio emerge che l’80{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli italiani conosce l’omeopatia e chi la utilizza ne apprezza in primis l’assenza di effetti collaterali (14{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), l’atossicità (12{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) e il grado di efficacia (9{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Con l’omeopatia gli italiani curano soprattutto raffreddori e influenza (59{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), patologie articolari o muscolari (26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), problemi gastro-intestinali (25{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) allergie e disturbi dell’apparato respiratorio (21{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), digestione (19{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), insonnia (15{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Secondo la ricerca EMG-Acqua per Omeoimprese, fra chi negli ultimi 10 mesi ha assunto farmaci, il 58{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} ha usato uno o più farmaci omeopatici. Altra buona notizia per Omeoimprese è che il 60{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli italiani, non necessariamente users abituali, sostiene che i rimedi omeopatici ed allopatici debbano essere utilizzati insieme: “Si tratta dell’esito positivo di una battaglia culturale condotta dalla nostra associazione contro chi parla impropriamente di omeopatia definendola medicina alternativa. Ma alternativa a cosa? Noi produciamo farmaci che, se utilizzati in un programma di cura integrato, offrono i migliori risultati. E raccomandiamo sempre di rivolgersi ad un medico per le patologie più gravi, oppure chiedere consiglio al farmacista per i disturbi più lievi e transitori”.

Prosegue Gorga: “Sono proprio i medici, soprattutto quelli di famiglia, i migliori alleati dell’omeopatia: il 55{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli utilizzatori di questi farmaci lo fa su loro indicazione. Il 39{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} si lascia guidare dalla farmacia di fiducia, il 26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} è stato indirizzato all’omeopatia dalle strutture sanitarie pubbliche, il 17{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} dallo specialista della patologia. Il 26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} si reca dall’omeopata, sicuramente un costo aggiuntivo per il paziente. Nonostante le novità per il settore, l’obbligo di riconoscimento dei medicinali da parte dell’AIFA, l’Agenzia del Farmaco, e la commercializzazione dal 2019 solo per quei prodotti in possesso dell’AIC come per i medicinali allopatici, gli omeopatici sono sempre inquadrati come SOP (senza obbligo di prescrizione) ed in classe C”.

Un capitolo del quadro statistico su Italiani e Omeopatia commissionato da Omeoimprese, riguarda i canali di acquisto: il 45{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli intervistati non è propenso a rivolgersi al web, contro un “pericolosamente” favorevole 29{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} , dato che, secondo Giovanni Gorga “rischia di crescere nei prossimi anni senza adeguate misure economiche a sostegno del settore e a tutela delle aziende italiane, penalizzate dalle recenti politiche tariffarie stabilite dal Decreto Lorenzin che non tengono conto della peculiarità dei farmaci e degli elevati costi di produzione all’interno di un mercato decisamente più modesto rispetto a quello delle Big Pharma e delle multinazionali straniere”.

A preoccupare l’associazione dei produttori di farmaci è la bocciatura da parte del Governo dell’emendamento Tariffe, che prevedeva una modifica a ribasso degli importi stabiliti per alcune voci relative ai soli medicinali oggetto di verifica (poco più di 3.000). “Adesso il Ministro Lorenzin parli chiaro: perché tanto accanimento contro il settore, nonostante il consenso di milioni di italiani?

Mi aspetto che ci sia un chiarimento definitivo del Ministero rispetto a questo tema.  Al Ministro spetta l’onere di rispondere a milioni di italiani, dica apertamente ciò che pensa”.

OMEOPATIA, SONDAGGIO OMEOIMPRESE: IL 5,3% DEGLI UTILIZZATORI DISPOSTI A CAMBIARE ORIENTAMENTO DI VOTO

Secondo un sondaggio condotto nel mese di ottobre da EMG Acqua per Omeoimprese, il 40% di chi utilizza i farmaci omeopatici si aspetta più attenzione dai partiti: 2,5milioni di italiani ritengono le politiche a favore delle medicine complementari un tema sensibile, tanto da arrivare ad influenzare le proprie scelte se chiamati alle urne.

Fra i milioni di utilizzatori, c’è un 5,3% propenso ad indirizzare la propria scelta politica a vantaggio di quei partiti capaci di mostrare interesse verso le istanze dell’omeopatia.

A commentare i dati dell’ultimo sondaggio, ci pensa il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, che denuncia quanto la classe politica eletta sia “indifferente alle istanze di una larga parte della popolazione italiana e condizionata nelle proprie scelte tanto da ridurre sempre ai minimi termini una questione che invece necessiterebbe per quantità di persone coinvolte di un’attenzione prioritaria”.

“Arroccarsi sull’annosa questione “funziona o non funziona?”  – prosegue Gorga – nulla aggiunge allo stucchevole dibattito tra sostenitori e detrattori. Sarebbe piuttosto molto più utile per milioni di italiani, siano essi utilizzatori o non, discutere di medicina omeopatica in modo costruttivo ad esempio riconoscendo al farmaco omeopatico la specificità e la peculiarità di cui gode negli altri Paesi d’Europa”.

A motivare le affermazioni dell’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche è la bocciatura in Senato dell’emendamento alla legge di bilancio in cui si chiedeva un adeguamento delle tariffe relative ai soli medicinali omeopatici che hanno espletato la procedura per il rilascio dell’Aic, con importi più sostenibili per i fatturati del settore, ben diversi da quelli delle “Big Pharma” dell’allopatia.

“Per i politici l’omeopatia è un tabù– incalza Gorga – ma l’industria omeopatica versa ogni anno allo Stato circa 60milioni di euro. Non capisco perché ci si debba accanire nei confronti del settore. Non risolvere la questione legata alle tariffe si traduce in un duro colpo che la piccola e media impresa italiana, alla lunga, non sarà in grado di sostenere, lasciando campo libero a multinazionali straniere. Mi aspetto dai politici che risolvano i problemi delle imprese italiane e dei lavoratori italiani”.

 

AL VIA LA PRIMA EDIZIONE DELL’ OMEO FITO FESTIVAL AL TEATRO VITTORIA DI ROMA

Omeoimprese lancia la prima edizione dell’ “Omeo Fito Festival” appuntamento internazionale promosso dall’Associazione Scientifica Research Institute in Clinical Homeopathy, Acupuncture and Psychoterapy, per sensibilizzare l’opinione pubblica  e i media sulla validità e l’efficacia delle Medicine Complementari, in particolare Omeopatia e Fitoterapia.  Anche per contrastare gli innumerevoli attacchi sempre più pesanti contro l’omeopatia.

L’appuntamento è per domenica 19 novembre, dalle ore 20,30, al Teatro Vittoria di Roma. Sul palcoscenico si avvicenderanno musicisti, ricercatori, medici per una serata dedicata alla conoscenza delle Medicine non convenzionali.

Fra i protagonisti nomi come quelli del prof. Paolo Bellavite, già professore di Patologia Generale presso l’Università di Verona,  il Prof. Vittorio Elia dell’università di Napoli, il cardiologo clinico, Massimo Fioranelli, il medico veterinario, Alda Grossi e il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, che ha scelto di sostenere e supportare l’iniziativa “per il valore scientifico e culturale, in un momento in cui  – spiega Gorga – il mercato dell’omeopatia sta attraversando profondi cambiamenti con l’entrata in vigore di norme restrittive ed economicamente penalizzanti per le industrie italiane, a vantaggio delle multinazionali straniere”.

L’ingresso è libero, ma occorre richiedere anticipatamente il biglietto chiamando il seguente numero di telefono: 360350583

OMEOPATIA, OMEOIMPRESE: “DECRETO TARIFFE DA RIVEDERE CON LA LEGGE DI BILANCIO. IL MINISTRO LORENZIN NON AFFOSSI IL SETTORE”

Con la consegna dei dossier di registrazione all’Agenzia Italiana del Farmaco, gli omeopatici sono diventati farmaci. Questo non significa però che il medicinale omeopatico debba essere considerato alla stessa stregua dell’allopatico. Vanno tenute in considerazione le specificità dei prodotti”. Queste le parole del Presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, al termine dell’incontro avuto oggi al Ministero della Salute dove ha rimarcato l’insostenibilità delle politiche tariffarie previste dal decreto Lorenzin del 2016.
“Le aziende omeopatiche hanno dimensioni inferiori rispetto a quelle che producono farmaci tradizionali – prosegue Gorga -. L’arnica non fattura quanto un antinfiammatorio di natura chimica. Di per sé la registrazione a cui siamo stati chiamati per i prodotti già sul mercato da oltre 30 anni è stata onerosa. Uno sforzo economico a cui ci siamo sottoposti  nel rispetto della legge e condividendo la necessità di allinearsi al quadro normativo europeo dopo decenni di incertezza. E’ però altrettanto vero e necessario guardare all’Europa anche per tutti gli altri aspetti che regolamentano l’omeopatia. Le tariffe che si andrebbero ad applicare a questi medicinali sono insostenibili per i fatturati del comparto. Capisco che a qualcuno possa dare fastidio, però è impensabile che ad ogni rinnovo dell’AIC si debbano pagare fra i 10 e i 20mila euro a dossier, e in alcuni casi anche oltre, esattamente come accade per i farmaci allopatici. Se poi ci sono variazioni nelle componenti di un medicinale omeopatico o anche solo delle modifiche societarie, vanno messe in conto integrazioni di alcune migliaia di euro”.
“Per questo – conclude il presidente di Omeoimprese – nei prossimi giorni invieremo al Ministero della Salute una nota con alcune proposte tariffarie più eque. Il Ministro Lorenzin, di cui siamo certi della comprensione delle nostre istanze, ha a disposzione uno strumento che è la legge di bilancio. E’ il momento dei fatti”.

I PRIMI FARMACI ENTRANO IN PRONTIARIO, MA PER LE AZIENDE E’ ALLARME TARIFFE

I medicinali omeopatici sono farmaci a tutti gli effetti. Da AIFA stanno arrivando i primi degli oltre 3.000 codici di Autorizzazione all’Immissione in Commercio che verranno rilasciati entro la fine del 2018. Una vera rivoluzione per le aziende omeopatiche che hanno dovuto presentare una corposa documentazione e un elaborato dossier di registrazione ora al vaglio dell’Agenzia del Farmaco.

“Le aziende hanno dovuto sostenere onerosi investimenti per adeguarsi alle richieste di Aifa – spiega il Presidente di Omeoimprese Giovanni Gorga – e da gennaio 2019 tutti i medicinali omeopatici in commercio avranno ottenuto l’AIC proprio come avviene per i farmaci allopatici. Vi sono, però, sostanziali differenze che rischiano di mettere in ginocchio il settore”.

Pensare di trattare l’omeopatia alla stessa stregua della medicina tradizionale implica un errore di valutazione. Le aziende omeopatiche, infatti, hanno dimensioni inferiori rispetto alle aziende farmaceutiche e non possono permettersi di affrontare gli stessi costi di registrazione.

“Il decreto Tariffe del Ministro Lorenzin dello scorso febbraio 2016 stabilisce importi tariffari assolutamente improponibili – continua Gorga -. Si tratta di cifre insostenibili per un settore che comunque non può né vuole pensare di competere con le big pharma. Una mossa, l’ennesima purtroppo, che va a penalizzare l’industria nazionale, lasciando invece carta bianca alle aziende straniere che, in Europa, sottostanno a regole e condizioni economiche meno stringenti. Le tariffe legate alla registrazione dei medicinali omeopatici e ad altre procedure come ad esempio la variazione di un componente all’interno del farmaco, non possono essere le stesse che si applicano ai medicinali tradizionali”.

Se a un prodotto che mediamente fattura mediamente 10/20 mila euro all’anno, viene chiesto di sostenere un importo tariffario quantificabile in migliaia di euro per una semplice e peraltro frequente “variazione” di composizione o di tipo amministrativo è evidente che l’azienda alla lunga non riuscirà più a sostenere questi costi. La conseguenza sarà il ritiro del farmaco dal commercio, chiusura della produzione e perdita di posti di lavoro.

“Siamo felici che anche l’Aifa e il Ministero abbiamo riconosciuto a tutti gli effetti il valore dell’omeopatia rispetto alla medicina tradizionale – prosegue Gorga – ma occorre che ogni settore venga considerato in base alle singole peculiarità. In Italia sono oltre 8 milioni le persone che si rivolgono all’omeopatia e se non troveranno medicine italiane in vendita compreranno preparati stranieri. Il settore in Italia morirà a favore delle aziende estere che hanno obblighi e costi inferiori da sostenere”.

L’obiettivo che Omeoimprese si pone per i prossimi mesi è, dunque, di lavorare con le Istituzioni per rivedere il decreto tariffe, in particolare per gli importi che toccano i medicinali attualmente in commercio e che sono oggetto di regolamentazione, altrimenti il settore subirà un nuovo contraccolpo, con ricadute economiche e sociali pesanti.

 

DIBATTITO PUBBLICO SU OMEOPATIA E OBESITA’, IL 18 OTTOBRE, A NAPOLI. LO PROMUOVE L’ ASSOCIAZIONE PAZIENTI OMEOPATICI CON IL CONTRIBUTO DI OMEOIMPRESE

Si parlerà di “Omeopatia e obesità” mercoledì 18 ottobre, dalle ore 16, all’Istituto di Cultura Meridionale di Napoli. Ad organizzare l’incontro è l’Associazione dei Pazienti Omeopatici – A.P.O. Italia con il contributo di Omeoimprese, realtà nazionale che rappresenta le aziende produttrici di medicinali omeopatici.

Si tratta di un appuntamento carico di significato per il settore, dopo il recente riconoscimento dei medicinali come “farmaci” da parte delle Istituzioni Nazionali, che di fatto va ad equiparare dal punto di vista giuridico prodotti allopatici ed omeopatici. “Omeoimprese  – spiega il presidente, Giovanni Gorga – affianca e sostiene appuntamenti come quello organizzato da A.P.O. per il contributo che offrono nel costruire una corretta cultura dell’omeopatia. La nostra associazione sta lavorando per abbattere il muro di pregiudizio che vede contrapposti farmaci convenzionali e medicine complementari, affermando la necessità di un approccio multidisciplinare da parte dei medici, nell’interesse della salute del paziente. Anche se siamo tutti consapevoli che restano ancora molti punti aperti per un effettivo riconoscimento della medicina omeopatica. Un ringraziamento importante va riconosciuto alla dott.ssa Marisa Certosino, presidente di A.P.O. che da anni ci supporta in questo importantissimo lavoro”

I PRODOTTI OMEOPATICI SONO FARMACI PER LEGGE ANCHE IN ITALIA. OMEOIMPRESE: “ADESSO OCCORRE UNA CORRETTA CULTURA DELL’OMEOPATIA”

Milano, 18 luglio 2017 – Gli omeopatici non sono preparati, ma medicinali. Lo dice l’Agenzia Italiana del Farmaco. Il 30 giugno 2017 è scaduto il termine di presentazione dei dossier di registrazione dei prodotti omeopatici, che entro il 2019 otterranno l’AIC, l’autorizzazione all’immissione in commercio. “Con buona pace dei detrattori delle medicine complementari – spiega Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese, l’associazione delle aziende dell’industria dell’omeopatia – d’ora in avanti quello che gli italiani troveranno in farmacia sarà riconosciuto farmaco per legge”.

“Alle aziende – prosegue Gorga – è stato chiesto dal Governo uno sforzo economico e burocratico importante, che sicuramente è costato grossi sacrifici, tra i quali quello di eliminare dalla produzione oltre il 40{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} dei farmaci, unitari e complessi, attualmente in commercio. Nonostante ciò l’impegno di tutti è stato quello di preservare i posti di lavoro e assicurare ai malati continuità di cura attraverso una razionalizzazione dei nostri listini”.

Ora che l’omeopatia ha fatto il suo ingresso ufficiale nel prontuario farmaceutico nazionale, Omeoimprese si prepara per una nuova battaglia per affermare anche in Italia quanto all’estero, in Paesi come Francia e Germania, è da decenni normalità: una maggiore e corretta cultura dell’omeopatia da parte delle Istituzioni sanitarie e dell’opinione pubblica.

 

OTI. OFFICINE TERAPIE INNOVATIVE ENTRA A FAR PARTE DI OMEOIMPRESE

Milano, 29 giugno 2017 – Salgono a 17 le imprese italiane iscritte a Omeoimprese, l’associazione che riunisce le aziende produttrici di medicinali omeopatici in Italia. E’ stata comunicata pochi giorni fa l’adesione all’associazione da parte di OTI Officine Terapie Innovative. Con sede in Abruzzo, una delle regioni da punto di vista naturalistico più ricche ed integre d’Italia, Oti è nata negli anni ‘80 come diretta emanazione della OMIT Omeopatici Italia fondata negli anni ‘70 dal Dott. Lamberto De Santis, farmacista che ha ricevuto il premio alla carriera dalla prestigiosa istituzione Nobile Collegio Farmaceutico.

“Abbiamo deciso di aderire Omeoimprese perchè, soprattutto in questa fase molto delicata per la regolamentazione del settore omeopatico, riteniamo sia importante avere una parte attiva in un’associazione di categoria che rappresenti gli interessi comuni delle imprese italiane”, spiega Alessandro De Santis, Amministratore Unico dell’azienda.

“Abbiamo un fatturato di oltre 13.500.000 euro, di cui 8.000.000 derivano dai prodotti omeopatici – continua De Santis -. Produciamo oltre 2.000.000 di pezzi all’anno e abbiamo più di 90 dipendenti”.

Presente oltre che in Italia anche in Russia e Grecia, OTI è una realtà consolidata nel mondo della farmaceutica e dell’omeopatia.

“Sono onorato che OTI abbia aderito ad Omeoimprese – spiega il Presidente Giovanni Gorga -. Significa che il lavoro dell’associazione sta andando nella giusta direzione. Il settore dell’omeopatia sta attraversando un momento di grande cambiamento grazie anche al recepimento da parte del Governo italiano della normativa europea che eleva i prodotti omeopatici a farmaci e che impone l’autorizzazione all’immissione in Commercio da parte di Aifa. Purtroppo, però, il pregiudizio e la disinformazione rischiano di turbare e screditare tutto il lavoro di un settore in costante crescita e fermento”.