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L’ASSOCIAZIONE SPAGNOLA DEI MEDICI OMEOPATI (AESMI) CHIAMA OMEOIMPRESE A MADRID PER PRENDERE SPUNTI DALL’ITALIA SUL COME ADEGUARSI ALLA DISIPLINA EUROPEA IN MATERIA DI MEDICINA OMEOPATICA

Milano, 8 novembre 2018 – L’Asociacion Espanola de Medicos Integrativos (AESMI), ha inviato Omeoimprese a Madrid domani, 9 novembre, per avere la testimonianza di come l’Italia si sia mossa in questi anni sul piano normativo per adeguarsi a quanto chiede l’Europa in materia di Medicina Omeopatica. Il percorso di registrazione dei farmaci presso Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, sarà al centro della testimonianza di Giovanni Gorga, presidente dell’associazione che nel nostro Paese rappresenta il comparto industriale dell’omeopatia.“L’omeopatia è una scelta consapevole per 9 milioni di italiani – spiega Giovanni Gorga – e la medicina integrata è uno strumento di cura, un’opportunità, utilizzata con professionalità e coscienza da decine di migliaia di medici all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. A breve termine tutti gli omeopatici in commercio avranno un’autorizzazione rilasciata dall’AIFA, esattamente come avviene per gli allopatici. Non è una questione puramente ideologica per il settore, che contribuisce al bilancio dello Stato Italiano con 60milioni di euro di tasse”.“Sono onorato dell’invito da parte della presidente di AESMI, Esther de la Paz, medico di fama e medaglia d’oro al Merito Sanitario in Spagna – conclude Gorga. Il mio augurio oggi è che i sacrifici richiesti alle nostre aziende e i risultati ottenuti dal settore sul piano normativo, visti come esempio in diversi Paesi Europei, in primis la Spagna, valgano a riabilitare in Italia un settore produttivo osteggiato da una parte della comunità scientifica a causa di una malinformazione che ha regnato sovrana per decenni, alimentando pregiudizi contro una disciplina medica riconosciuta in tutto il mondo e regolamentata da leggi europee”.

IL PRESIDENTE GORGA SCRIVE A QUOTIDIANO SANITA’: “SU RINNOVO COMITATO TECNICO AIFA CRITERI MERITOCRATICI E COMPETENZA IN MATERIA DI FARMACOLOGIA OMEOPATICA”

Una nuova tornata di nomine è in arrivo nel settore della sanità e la speranza è che avvenga davvero quella “rivoluzione” annunciata dal Ministro della Salute Giulia Grillo. Lo scorso agosto, infatti, sono scadute due importanti Commissioni all’interno dell’Agenzia Italiana del Farmaco: la Commissione Tecnico-Scientifica e il Comitato prezzi e rimborsi.

Poiché i medicinali omeopatici in Italia sono a totale carico del cittadino, non ho intenzione di esprimermi sul Comitato prezzi e rimborsi, anche se vorrei ricordare che in altri Paesi d’Europa i farmaci sono rimborsati dal sistema sanitario.

La Commissione Tecnico Scientifica (CTS), invece, ha il compito di valutare i farmaci sulla base di una documentazione allegata ed ha quindi un ruolo centrale sia per il funzionamento dell’Agenzia che per l’intero sistema farmaceutico. La composizione della Commissione è costituita da esponenti di diritto (il Direttore Generale AIFA ed il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità) e da membri in parte di nomina Ministeriale ed in parte nominati dalla Conferenza Stato Regioni scelti in virtù di una comprovata e documentata competenza tecnico-scientifica di almeno cinque anni nel settore della farmacologia e valutazione dei farmaci.

E poiché la rivoluzione annunciata dal Ministro dovrebbe prevedere l’utilizzo di nuovi criteri di nomina dei vertici delle istituzioni sanitarie, ovvero basate sui meriti e sulle competenze, ci si aspetta che tra i meriti e le competenze vi sia prevista la conoscenza anche della farmacologia omeopatica che recentemente è entrata nel prontuario farmaceutico e, di conseguenza, posta sotto la vigilanza dell’AIFA.

Poiché dai prossimi anni si troveranno in vendita soltanto farmaci omeopatici approvati dalla Commissione Tecnico Scientifica di Aifa, mi sembra il minimo che queste valutazioni vengano fatte da chi di omeopatia ne sa qualcosa.

Adesso più che mai ci aspettiamo un approccio non pregiudiziale affinché le Istituzioni siano davvero a servizio di tutti i cittadini, senza distinzioni.

Cav.Giovanni Gorga, Presidente Omeoimprese

FINALMENTE CRITERI MERITOCRATICI NELLA NOMINA DEI MANAGER NELLE ISTITUZIONI SANITARIE

di Giovanni Gorga*

Penso che la sanità italiana sia ad un punto di svolta. In questi giorni il Ministro Giulia Grillo ha annunciato avvio di una rivoluzione copernicana nel mondo della sanità: i nuovi manager, a cominciare dall’Agenzia Italiana del farmaco, saranno nominati solo dopo un’accurata selezione delle esperienze maturate e delle competenze scientifiche e non più in base ad appartenenze politiche.

Dopo anni in cui ai vertici della Sanità si sono avvicendati personaggi che, in alcuni casi, hanno espresso manifestamente pareri contrari all’omeopatia, confidiamo sia arrivato il momento di poter contare sulla presenza di professionisti competenti anche in materia di medicine complementari, ormai presenti nel prontuario farmaceutico nazionale.

Il nostro comparto, sebbene rappresenti un settore economicamente sano, in crescita costante senza gravare sulla spesa pubblica, in Italia è stato lungamente al centro di strumentalizzazioni. La polemica nasce dal fatto che alcuni uomini di scienza, arroccati sui propri pregiudizi senza l’umiltà di un confronto, non riescono a digerire che i medicinali omeopatici siano a tutti gli effetti dei farmaci, non sono in Italia ma in tutta Europa, dove vengono distribuiti gli stessi prodotti che si trovano nelle nostre farmacie, peraltro corredati da indicazioni terapeutiche.

Oggi più che mai un approccio politicamente laico e tecnicamente super partes rappresenterebbe per noi un momento di rilancio dopo anni di battaglie e scarsa conoscenza delle peculiarità dei nostri farmaci.

In questi anni come Omeoimprese ci siamo battuti affinché l’Italia si adeguasse al quadro normativo Europeo, un lavoro che ha trovato il suo (seppur parziale) compimento nel riconoscimento dello status di farmaci ai medicinali omeopatici, oggi sottoposti alla vigilanza dell’AIFA. Nei prossimi giorni incontreremo il Ministro con l’auspicio che l’omeopatia, finora considerata una “medicina minore”, venga “abilitata” come “medicina complementare”. Mai ci siamo posti come alternativa alla medicina tradizionale. Abbiamo sempre lavorato al suo fianco per contribuire al benessere di 9 milioni di Italiani che, ogni anni, ricorrono ai prodotti delle nostre aziende farmaceutiche, su consiglio di 20.000 medici, una buona fetta dei quali appartenenti al servizio sanitario nazionale.

*presidente Omeoimprese

 

OMEOPATIA, DALLE IMPRESE APPELLO AL MINISTRO GRILLO: “CONTROLLI SUL WEB CONTRO LA DIFFUSIONE DI FARMACI SENZA AUTORIZZAZIONE”

Un appello al Ministro della Salute Giulia Grillo per evitare che in Italia vengano diffusi farmaci che non hanno ottenuto l’AIC (Autorizzazione all’Immissione in Commercio) da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).  E’ quanto è stato deliberato dal Direttivo di Omeoimprese, l’Associazione che riunisce le aziende produttrici di farmaci omeopatici, presieduta da Giovanni Gorga.
“A partire da gennaio 2019 le aziende del settore potranno vendere alle farmacie italiane solo i medicinali omeopatici che hanno ottenuto l’AIC rilasciata da AIFA su indicazione del Ministero della Salute, spiega Giovanni Gorga, Presidente di Omeoimprese. Il percorso per ottenere questo riconoscimento è stato estremamente oneroso per le aziende sia in termini di tempo sia per l’impegno economico sostenuto. Il rischio, però, è che attraverso il web in Italia entrino dall’estero prodotti senza AIC, con conseguente danno non solo per i produttori ma anche, vista l’assenza di garanzie di qualità di ciò che può essere importato, per gli stessi consumatori.
L’AIC rilasciata da AIFA, infatti, si basa su un’analisi dettagliata di una serie di complesse e articolate documentazioni (dossier) redatte dalle singole aziende per ogni farmaco. Tale procedura comporta l’applicazione di criteri che assicurano la qualità e la sicurezza del medicinale omeopatico secondo gli standard richiesti dall’AIFA.
“Occorre che il Ministero si attivi affinché partano controlli ancor più stringenti e mirati rispetto a quello che viene venduto on-line in modo illegittimo, continua Gorga. In gioco vi è la credibilità di un intero settore, la tutela dei consumatori che in Italia sono oltre 9 milioni, e la garanzia di una filiera di estrema qualità”.
Il tema dei controlli verrà discusso durante l’incontro che Omeoimprese ha già chiesto al Ministro Grillo.
“Auspico che il Ministro voglia incontrarci al più presto – continua Gorga -. Vi sono, infatti, numerose questioni che vorremmo affrontare con il Ministero quali le nomine AIFA e l’aggiornamento sulle AIC rilasciate. Rappresentiamo un settore che in Italia occupa oltre 4 mila persone e che cresce di anno in anno”.

NOMINE AIFA, GORGA (OMEOIMPRESE): “AUSPICHIAMO RAPPRESENTANZA DI ESPERTI DI MEDICINE COMPLEMENTARI”

Il neo ministro della Salute, Giulia Grillo, ha avviato le procedure per il rinnovo della Commissione tecnico-scientifica e del Comitato prezzi e rimborso dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del farmaco, un momento di passaggio che alimenta preoccupazioni e speranze all’interno del comparto delle medicine omeopatiche. L’associazione di categoria, Omeoimprese, per voce del Presidente, Giovanni Gorga, lancia un appello alle Istituzioni coinvolte: “Dopo anni in cui ai vertici della Sanità si sono avvicendati personaggi che hanno provato in tutti i modi a screditare la medicina omeopatica, confidiamo sia arrivato il momento di avere all’interno delle nuove Commissioni anche degli esperti di medicine complementari. Un approccio laico, tecnico e imparziale nei confronti dell’omeopatia da parte della neo ministro rappresenterebbe per il settore un momento di rilancio dopo anni di battaglie pregiudizievoli e scarsa conoscenza delle peculiarità dei nostri farmaci”. Secondo Gorga “al termine del processo di regolamentazione che ci ha visto lavorare fianco a fianco con AIFA dopo il riconoscimento dello status di farmaci ai medicinali omeopatici, diventa quanto mai necessaria e urgente una rappresentanza del settore delle Medicine Complementari all’interno dell’Agenzia del Farmaco, così come in tutte le istituzioni sanitarie. Servono, infatti, figure di riferimento che abbiano le competenze necessarie per trattare il medicinale omeopatico, che ha una sua specificità”.

MEDICINE NON CONVENZIONALI, LA REPLICA DI OMEOIMPRESE ALL’ATTACCO DELLA FNOMCEO CONTRO L’OMEOPATIA

“Le affermazioni diffuse in questi giorni dalla Fnomceo sono profondamente errate e strumentali, così come la campagna denigratoria che da tempo ha come bersaglio l’omeopatia. Noto con piacere che l’associazione degli ordini dei medici, così come l’associazione delle case farmaceutiche omeopatiche che rappresento, lavorano nella stessa direzione, peccato che medici come il dott. Salvo Di Grazia e qualche altro suo collega, non lo abbiano ancora capito. Forse il dott. Salvo di Grazia vuole arrogarsi più potere delle norme nazionali ed europee che identificano il prodotto omeopatico come farmaco e ne richiedono obbligatoriamente una complessa e costosa procedura di registrazione presso l’Agenzia del Farmaco? Restiamo in ogni caso aperti ad istituire un tavolo di confronto con chiunque dimostri una posizione pregiudizievole verso l’omeopatia tutta, anche in virtù dei recenti progressi in fase registrativa da parte di AIFA di ormai numerosi medicinali omeopatici. Queste le prime dichiarazioni rilasciate dal presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, chiamato a fare chiarezza nel recente dibattito che ha investito la disciplina omeopatica.

“Se la Fnomceo – prosegue Gorga –  ha recentemente lanciato la campagna “Dottore, ma è vero che…?”, ancor prima Omeoimprese ha diffuso un vademecum per l’utilizzo delle medicine non convenzionali, dove si sottolinea, così come fa la Fnomceo, che la medicina omeopatica è un atto sanitario e che pertanto è necessario rivolgersi ad un professionista, medico, farmacista o veterinario, ognuno per la propria competenza. E’ bene sottolineare questi aspetti in virtù del fatto che, sempre come cita la Fnomceo, il prodotto omeopatico è un farmaco  in base al Dlgs 2019/2006 – una Legge della Repubblica Italiana, in linea con la normativa comunitaria, tuttora pienamente vigente senza aver avuto modifiche di rilievo dalla sua entrata in vigore, tantomeno per il farmaco omeopatico. E a chi, usando strumentalmente i nostri dati di bilancio, sostiene che l’omeopatia è in declino, devo invece ricordare che il numero degli utilizzatori è in costante crescita: parliamo di 9 milioni di italiani. Pertanto la contrazione dei fatturati non è la risultanza di una disaffezione verso l’omeopatia, bensì la conseguenza di un processo di regolamentazione che inquadra la disciplina omeopatica e i farmaci omeopatici in un contesto legislativo a cui, fino a prova contraria, anche la Fnomceo è obbligata ad attenersi. Se davvero vogliamo rendere un servizio a tutti i cittadini, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, sollecitiamo le Regioni e gli Ordini ad istituire i registri per le medicine complementari, in ottemperanza ad una norma che la stessa Fnomceo cita nella propria nota: l’accordo Stato Regioni del febbraio 2013. Non possiamo come associazione di categoria tollerare più questo comportamento fortemente lesivo delle nostre identità e ci uniamo al coro di difesa e denuncia di coloro che attraverso questo attacco indiscriminato stanno vedendo il loro lavoro di decine di anni aggredito ingiustificatamente. I medici si parlino, però ora tocca alle Istituzioni fare qualcosa. Io mi aspetto che con il nuovo e prossimo esecutivo si possa intavolare una discussione seria una volta per tutte che ci consenta di uscire dalle ambiguità che per troppo tempo hanno riguardato, e ancora riguardano, le Medicine Complementari e che, mi duole affermarlo, sono la causa principale di queste gratuite prese di posizione da parte di alcuni esponenti della comunità scientifica”.

CHI SIAMO:
OMEOIMPRESE è l’associazione delle aziende produttrici di medicinali omeopatici. Nata nel gennaio 2008 dalla fusione di Anipro e Omeoindustria per tutelare gli interessi nella diffusione dei medicinali omeopatici e antroposofici, si pone come punto di riferimento nell’ambito dei prodotti omeopatici.
Dal giugno 2015 l’assemblea è guidata dal Cav. GIOVANNI GORGA, direttore Pubblic Affairs di Guna e autore di libri sull’omeopatia. L’ultimo “Elogio all’Omeopatia”, uscito nel settembre 2015 per Cairo Editore.

Ufficio Stampa Omeoimprese:
HANGAR – Relazioni e strategie d’impresa
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OMEOPATIA, OMEOIMPRESE: “DECRETO TARIFFE DA RIVEDERE CON LA LEGGE DI BILANCIO. IL MINISTRO LORENZIN NON AFFOSSI IL SETTORE”

Con la consegna dei dossier di registrazione all’Agenzia Italiana del Farmaco, gli omeopatici sono diventati farmaci. Questo non significa però che il medicinale omeopatico debba essere considerato alla stessa stregua dell’allopatico. Vanno tenute in considerazione le specificità dei prodotti”. Queste le parole del Presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, al termine dell’incontro avuto oggi al Ministero della Salute dove ha rimarcato l’insostenibilità delle politiche tariffarie previste dal decreto Lorenzin del 2016.
“Le aziende omeopatiche hanno dimensioni inferiori rispetto a quelle che producono farmaci tradizionali – prosegue Gorga -. L’arnica non fattura quanto un antinfiammatorio di natura chimica. Di per sé la registrazione a cui siamo stati chiamati per i prodotti già sul mercato da oltre 30 anni è stata onerosa. Uno sforzo economico a cui ci siamo sottoposti  nel rispetto della legge e condividendo la necessità di allinearsi al quadro normativo europeo dopo decenni di incertezza. E’ però altrettanto vero e necessario guardare all’Europa anche per tutti gli altri aspetti che regolamentano l’omeopatia. Le tariffe che si andrebbero ad applicare a questi medicinali sono insostenibili per i fatturati del comparto. Capisco che a qualcuno possa dare fastidio, però è impensabile che ad ogni rinnovo dell’AIC si debbano pagare fra i 10 e i 20mila euro a dossier, e in alcuni casi anche oltre, esattamente come accade per i farmaci allopatici. Se poi ci sono variazioni nelle componenti di un medicinale omeopatico o anche solo delle modifiche societarie, vanno messe in conto integrazioni di alcune migliaia di euro”.
“Per questo – conclude il presidente di Omeoimprese – nei prossimi giorni invieremo al Ministero della Salute una nota con alcune proposte tariffarie più eque. Il Ministro Lorenzin, di cui siamo certi della comprensione delle nostre istanze, ha a disposzione uno strumento che è la legge di bilancio. E’ il momento dei fatti”.

I PRIMI FARMACI ENTRANO IN PRONTIARIO, MA PER LE AZIENDE E’ ALLARME TARIFFE

I medicinali omeopatici sono farmaci a tutti gli effetti. Da AIFA stanno arrivando i primi degli oltre 3.000 codici di Autorizzazione all’Immissione in Commercio che verranno rilasciati entro la fine del 2018. Una vera rivoluzione per le aziende omeopatiche che hanno dovuto presentare una corposa documentazione e un elaborato dossier di registrazione ora al vaglio dell’Agenzia del Farmaco.

“Le aziende hanno dovuto sostenere onerosi investimenti per adeguarsi alle richieste di Aifa – spiega il Presidente di Omeoimprese Giovanni Gorga – e da gennaio 2019 tutti i medicinali omeopatici in commercio avranno ottenuto l’AIC proprio come avviene per i farmaci allopatici. Vi sono, però, sostanziali differenze che rischiano di mettere in ginocchio il settore”.

Pensare di trattare l’omeopatia alla stessa stregua della medicina tradizionale implica un errore di valutazione. Le aziende omeopatiche, infatti, hanno dimensioni inferiori rispetto alle aziende farmaceutiche e non possono permettersi di affrontare gli stessi costi di registrazione.

“Il decreto Tariffe del Ministro Lorenzin dello scorso febbraio 2016 stabilisce importi tariffari assolutamente improponibili – continua Gorga -. Si tratta di cifre insostenibili per un settore che comunque non può né vuole pensare di competere con le big pharma. Una mossa, l’ennesima purtroppo, che va a penalizzare l’industria nazionale, lasciando invece carta bianca alle aziende straniere che, in Europa, sottostanno a regole e condizioni economiche meno stringenti. Le tariffe legate alla registrazione dei medicinali omeopatici e ad altre procedure come ad esempio la variazione di un componente all’interno del farmaco, non possono essere le stesse che si applicano ai medicinali tradizionali”.

Se a un prodotto che mediamente fattura mediamente 10/20 mila euro all’anno, viene chiesto di sostenere un importo tariffario quantificabile in migliaia di euro per una semplice e peraltro frequente “variazione” di composizione o di tipo amministrativo è evidente che l’azienda alla lunga non riuscirà più a sostenere questi costi. La conseguenza sarà il ritiro del farmaco dal commercio, chiusura della produzione e perdita di posti di lavoro.

“Siamo felici che anche l’Aifa e il Ministero abbiamo riconosciuto a tutti gli effetti il valore dell’omeopatia rispetto alla medicina tradizionale – prosegue Gorga – ma occorre che ogni settore venga considerato in base alle singole peculiarità. In Italia sono oltre 8 milioni le persone che si rivolgono all’omeopatia e se non troveranno medicine italiane in vendita compreranno preparati stranieri. Il settore in Italia morirà a favore delle aziende estere che hanno obblighi e costi inferiori da sostenere”.

L’obiettivo che Omeoimprese si pone per i prossimi mesi è, dunque, di lavorare con le Istituzioni per rivedere il decreto tariffe, in particolare per gli importi che toccano i medicinali attualmente in commercio e che sono oggetto di regolamentazione, altrimenti il settore subirà un nuovo contraccolpo, con ricadute economiche e sociali pesanti.

 

DAL 2019 FARMACI OMEOPATICI IN FARMACIA CON L’AIC. L’ITALIA E’ PRONTA A RIPENSARE ALL’OMEOPATIA?

Dal 1°gennaio 2019 tutti i prodotti omeopatici in commercio saranno classificati solo e unicamente medicinali, contrassegnati dall’AIC, vale a dire dall’Autorizzazione per l’Immissione in Commercio rilasciata dall’Agenzia Italiana del Farmaco. Fine delle polemiche. La parola preparato omeopatico, con buona pace dei detrattori della disciplina farmacologica, sparirà dal dizionario medico una volta per tutte. E l’omeopatia entrerà di diritto nel prontuario farmaceutico. Esattamente come avviene nel resto d’Europa.

Si tratta della più importante, seppur sofferta, rivoluzione del settore, che ci auguriamo possa mettere fine nel nostro Paese a forti condizionamenti di carattere ideologico che arrivano da una parte del mondo accademico che è stato in grado di influenzare la politica per decine di anni.

A causa di questo, non si sono mai create le condizioni per aprire un dialogo aperto e corretto. In Italia sappiamo a malapena che l’omeopata è un medico, e ci sono ancora persone convinte che chi pratica l’omeopatia sia una sorta di stregone. Proprio per la natura del prodotto omeopatico le aziende in passato non erano tenute ad avere strette relazioni con le Istituzioni, il Ministero della Salute e gli Enti tecnici, in primis AIFA, che ci sta supportando in questa fase di transizione. Oggi, invece, abbiamo compreso l’importanza del dialogo che stiamo costruendo giorno dopo giorno.

Il 30 giugno 2017 è stato l’ultimo giorno utile concesso alle case farmaceutiche omeopatiche per consegnare all’Agenzia del farmaco i dossier per l’ottenimento dell’AIC. Uno sforzo economico e burocratico importante, che sicuramente è costato grossi sacrifici, tra i quali quello di eliminare dalla produzione oltre il 40{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} dei farmaci, unitari e complessi, attualmente in commercio. Nonostante ciò l’impegno di tutti è stato quello di preservare i posti di lavoro e assicurare ai malati continuità di cura attraverso una razionalizzazione dei nostri listini.

Già in questi giorni stanno cominciando ad arrivare da AIFA i primi favorevoli responsi. Ci auguriamo quindi che questo sia solo l’inizio di una nuova era per l’omeopatia in Italia. Sicuramente oggi più che mai sarà compito di Omeoimprese diffondere una migliore e corretta cultura dell’omeopatia. Dove il medico omeopata è un laureato in medicina che ha seguito scuole di specializzazione e i prodotti sono farmaci. Questo è ciò che da sempre avviene in Francia e Germania. L’Italia, che è il terzo mercato europeo, è pronta al “grande salto”?

Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

 

I PRODOTTI OMEOPATICI SONO FARMACI PER LEGGE ANCHE IN ITALIA. OMEOIMPRESE: “ADESSO OCCORRE UNA CORRETTA CULTURA DELL’OMEOPATIA”

Milano, 18 luglio 2017 – Gli omeopatici non sono preparati, ma medicinali. Lo dice l’Agenzia Italiana del Farmaco. Il 30 giugno 2017 è scaduto il termine di presentazione dei dossier di registrazione dei prodotti omeopatici, che entro il 2019 otterranno l’AIC, l’autorizzazione all’immissione in commercio. “Con buona pace dei detrattori delle medicine complementari – spiega Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese, l’associazione delle aziende dell’industria dell’omeopatia – d’ora in avanti quello che gli italiani troveranno in farmacia sarà riconosciuto farmaco per legge”.

“Alle aziende – prosegue Gorga – è stato chiesto dal Governo uno sforzo economico e burocratico importante, che sicuramente è costato grossi sacrifici, tra i quali quello di eliminare dalla produzione oltre il 40{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} dei farmaci, unitari e complessi, attualmente in commercio. Nonostante ciò l’impegno di tutti è stato quello di preservare i posti di lavoro e assicurare ai malati continuità di cura attraverso una razionalizzazione dei nostri listini”.

Ora che l’omeopatia ha fatto il suo ingresso ufficiale nel prontuario farmaceutico nazionale, Omeoimprese si prepara per una nuova battaglia per affermare anche in Italia quanto all’estero, in Paesi come Francia e Germania, è da decenni normalità: una maggiore e corretta cultura dell’omeopatia da parte delle Istituzioni sanitarie e dell’opinione pubblica.