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FARMACI OMEOPATICI SULLO SCAFFALE CON L’AIC

Milano, 4 luglio 2016 – Farmaci omeopatici sicuri e con processi di registrazione sempre più simili a quelli tradizionali. E’ questo l’impegno assunto dalle nostre aziende d’intesa con AIFA, l’agenzia italiana del farmaco, perché i percorsi terapeutici complementari siano sempre più chiari ed efficaci. Cosa significa? Per il consumatore, che a breve tutti i nostri prodotti saranno in farmacia con un AIC, come gli allopatici.

Per le aziende del settore, uno sforzo economico di alcuni milioni di euro a fronte di un fatturato complessivo annuo di 93 milioni di sell-in e una quantità di lavoro impressionante dovuto all’allestimento di dossiers comprensivi di prove di sicurezza e tossicologiche benché si parli di medicinali in commercio

da oltre 20 anni. Siamo però soddisfatti della collaborazione fra il settore ed AIFA. Per le nostre aziende la sicurezza è importante, così come la qualità della scelta terapeutica. A fronte di questa onerosa regolamentazione ci piacerebbe però, avviare una campagna istituzionale Omeoimprese-Ministero della Salute per un uso consapevole e guidato del medicinale omeopatico che, va ricordato, in virtù delle norme europee in vigore, è considerato medicinale a tutti gli effetti. Pertanto se da un lato è corretto allinearsi alle norme di regolamentazione, dall’altro è auspicabile una più seria considerazione del settore da parte delle Istituzioni. Secondo una indagine di EMG-Acqua per Omeoimprese, gli italiani che ricorrono all’omeopatia hanno iniziato su consiglio del farmacista (22,6{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), di parenti e amici (21,7{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}). Solo il 15,3{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} su indicazione del medico generico e il 14{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} dello specialista.  Una maggior consapevolezza e conoscenza del farmaco e dei suoi effetti, dovrebbe invertire queste proporzioni con percorsi terapeutici impostati da professionisti della salute.

Come Omeoimprese vogliamo impegnarci affinché ciò avvenga, anche destinando fondi alla ricerca di base.  Ogni anno investiamo centinaia di migliaia di euro in studi clinici per testare l’efficacia dei farmaci. Uno sforzo che ha prodotto un’importante letteratura pubblicata sulle più importanti riviste mediche a dimostrazione della validità della terapia omeopatica, ma che da oggi va affiancato alla ricerca di base. Se vogliamo fare un salto di qualità ulteriore, dobbiamo destinare maggiori risorse ai centri di ricerca per meglio studiare il meccanismo d’azione che sta alla base dell’efficacia dei medicinali. Nell’interesse della salute di quegli 8 milioni di italiani che almeno una volta all’anno si affidano ai nostri farmaci.

Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

Omeoimprese: i medicinali omeopatici e l’influenza

Fonti giornalistiche continuano a riportare la notizia che il ministero della salute sconsiglia l’utilizzo dei medicinali omeopatici in caso di influenza ritenendoli inutili. Una notizia che il ministero ha decisamente smentito. “Gli articoli ci hanno sorpreso e riteniamo che sia molto scorretto diffondere queste false informazioni ” afferma Fausto Panni, presidente di Omeoimprese, l’associazione delle industrie omeopatiche. “Non c’è motivo di sconsigliare i medicinali omeopatici in caso di influenza. Essi infatti possono essere impiegati sia nella prevenzione sia per alleviare i sintomi, quali l’innalzamento della temperatura, senza effetti collaterali. Quando la procedura di registrazione, che di fatto non è ancora iniziata, sarà attivata dai dossier presentati dalle singole case farmaceutiche omeopatiche si potranno conoscere in modo più dettagliato effetti e benefici”. Da sottolineare, infine, che in altri paesi europei, come Germania e Francia dove l’omeopatia vanta una lunga tradizione, si può dare un’informazione più completa sui farmaci omeopatici che sono ancora più diffusi che nel nostro Paese.

Omeopatia: il mercato cresce del 6{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}, i pazienti confermano la loro fiducia di anno in anno

Omeoimprese ha comunicato oggi i dati relativi ai fatturati dei propri associati che rilevano una crescita media per il 2009 del 6{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}, con un picco nell’ultimo trimestre dell’anno. Anche il Rapporto 2010 Eurispes ha registrato un aumento di pazienti che si rivolgono all’omeopatia, passati in dieci anni dal 10,6{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} al 18,5{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} della popolazione italiana.
L’organizzazione europea ECHAMP, che raduna i produttori  europei di medicinali omeopatici e antroposofici, ha rilevato per il 2009 sino a 100 milioni di cittadini europei che scelgono di curarsi con l’omeopatia.

Dal 1997 in Italia è attiva la farmacovigilanza sui medicinali omeopatici, effettuata dalle aziende produttrici e importatrici, e in 13 anni di attività non sono stati  confermati effetti collaterali gravi. (casi di morte o invalidità permanente)

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Il mercato della medicina omeopatica

Al 15{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli italiani piace la medicina omeopatica. Una fetta importante di cittadini che, convinti dell’efficacia delle cure non convenzionali (MNC), le utilizzano nonostante debbano pagarle di tasca propria. Poiché sia le cure omeopatiche che le visite presso medici omeopatici non gravano sul bilancio dello Stato, il comparto omeopatico fornisce quindi un attivo netto a favore dello Stato Italiano, escluso il risparmio sulle visite mediche, di 40 milioni di euro.
Negli ultimi 15 anni l’incremento dei pazienti omeopatici è stato del 65{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}. Sono circa 9 milioni (15{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} della popolazione) le persone che si affidano alle cure omeopatiche. Un mercato in continua crescita, che nel 2008 ha visto aumentare il ricorso all’omeopatia del 5{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} e di un 5,3{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} nel 2009. (Fonti. Istat, Censis, Eurispes).

La medicina omeopatica esiste da più di 200 anni, in Italia sono disponibili oltre 30.000 medicinali.
Il mercato di riferimento, in termini di fatturato vale in Italia 165.914 milioni di euro (2008), che corrisponde a circa 300 milioni di valore di sell-out farmacia con una crescita del 3{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} stimata per il 2009. I medicinali omeopatici rappresentano quindi poco più dell’1{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} dell’intero mercato allopatico. Analizzando le dinamiche di crescita si osserva un + 1,43{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} tra 2008 e 2007, sempre considerando il fatturato ex factory delle imprese operanti in Italia (Fonte. Omeoimprese).

Nel nostro Paese operano nel settore omeopatico circa 30 aziende che impiegano oltre 1.200 dipendenti e l’Italia è il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania. Il settore continua a crescere, con una media del 6-7{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} annuo nell’ultimo decennio. Per quanto riguarda gli operatori, sono circa 20 mila i medici prescrittori di medicinali omeopatici.

Ormai il 65{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} della popolazione ha dimestichezza col termine medicine non convenzionali e le conosce; poco meno del 50{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} le considera utili, più del 70{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} vorrebbe che fossero rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale (Fone: Censis e Ispo).

Allarme omeopatia: industrie bloccate da 15 anni

Norme non ancora attuate, blocco dell’immissione di nuovi farmaci sul mercato, carenza di esperti del settore nelle commissioni tecniche, mancanza di informazioni specifiche e impossibilità di detrazione fiscale dei medicinali.
E’ questo il quadro emerso durante la conferenza stampa organizzata oggi in Senato da Omeoimprese, l’associazione italiana che rappresenta il 90{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} delle aziende produttrici e distributrici di medicinali omeopatici.
Dal 2006, infatti, è in vigore in Italia il decreto legislativo n. 219 del 24 aprile che, recependo una direttiva comunitaria, considera gli omeopatici farmaci a tutti gli effetti. Per l’attuazione della legge, però, occorre che l’Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa) predisponga gli appositi modelli per la registrazione dei medicinali, necessaria per la loro immissione sul mercato.
“Il regime transitorio della legge, permette tutt’oggi la vendita dei soli omeopatici presenti sul mercato dal 1995, farmaci che devono comunque essere registrati entro il 2015 – spiega Fausto Panni, Presidente di Omeoimprese – ma dei tre moduli necessari per la registrazione, l’Aifa ne ha rilasciato solo uno, per giunta non pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. A tre anni dal dlgs del 2006,
quindi, non è ancora possibile inserire nuovi farmaci sul mercato e ciò impedisce di fatto la programmazione di investimenti da parte dell’industria del medicinale omeopatico e antroposofico. Un vero blocco dell’intero settore produttivo, di fatto fermo da 15 anni, nonostante la crescita del mercato”.
Proprio negli ultimi 15 anni, infatti, il numero di pazienti che fa uso di medicinali omeopatici è cresciuto del 65{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}. Sono circa 9 milioni (15{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} della popolazione) le persone che si affidano alle cure omeopatiche. Un mercato in continua crescita che nel 2008 ha visto aumentare il ricorso all’omeopatia del 5{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} e del 5,3{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} nel 2009. Il mercato di riferimento, in termini di fatturato vale in Italia 165.914 milioni di euro (2008), pari a circa 300 milioni di euro di valore di sell-out farmacia. (Fonti: Istat, Omeoimprese).
Un mercato quindi in crescita ma frenato da questa “empasse legislativa”. Omeoimprese, che ha manifestato grande preoccupazione sullo stato di attuazione del dlgs 219/2006 e su possibili peggioramenti rispetto al dettato della legge e della direttiva comunitaria, ha raccolto in un ampio documento otto questioni aperte per le quali propone azioni concrete.
Oltre al mantenimento sul mercato dei medicinali omeopatici presenti dal 1995 (per i quali è necessaria la registrazione semplificata, emendamento per il quale Aifa sta chiedendo l’abrogazione mettendo di fatto a rischio il 60{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} dei medicinali ad oggi presenti sul mercato) e all’urgenza di poterne immettere di nuovi (per i quali mancano ancora i moduli specifici di registrazione),
Omeoimprese chiede l’urgente istituzione di un nuovo tavolo di lavoro sull’argomento alla presenza di tecnici esperti del settore industriale omeopatico e antroposofico, che conoscano in modo approfondito le caratteristiche dei medicinali omeopatici.
Ci sono, infine, altri due aspetti, molto importanti e non trascurabili, da chiarire nella legislazione attuale: l’assenza del foglio illustrativo e norme chiare sull’emissione dello scontrino fiscale. Se il primo aspetto crea difficoltà ai pazienti ed è in contrasto con i principi di sicurezza e tutela della salute, è ancora più preoccupante il fatto che i cittadini non possano beneficiare della detrazione
fiscale per i farmaci omeopatici.
Dal 1° gennaio 2010, infatti, lo scontrino fiscale emesso dalle farmacie per le deduzioni e detrazioni fiscali dovrà contenere il numero di autorizzazione all’immissione in commercio (codice Aic) da rilevare tramite lettura ottica del codice a barre al posto della denominazione commerciale del medicinale. Circolare che esclude automaticamente i medicinali omeopatici in quando privi di
codice Aic e che impedisce di fatto a tutti i pazienti che hanno scelto di curarsi con i medicinali omeopatici di poter beneficiare della detrazione fiscale. A goderne, invece, è solo lo Stato Italiano, per il quale comparto omeopatico fornisce quindi un attivo netto, escluso il risparmio sulle visite mediche, di 40 milioni di euro.