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OMEOPATIA: “CRESCE LA FIDUCIA IN MEDICI E FARMACISTI. IL 17% DEGLI ITALIANI LA USA”

Oltre l’80 per cento degli italiani conosce la medicina omeopatica e a farne uso è il 17 per cento della popolazione. Significa che quasi 9milioni di italiani utilizza farmaci omeopatici e lo fa almeno una volta all’anno. Sono i dati dell’ultima ricerca commissionata da Omeoimprese, l’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche, a EMG-Acqua che ha fotografato lo scenario 2018 del settore.

Dall’indagine emerge che oltre la metà degli utilizzatori ha un’età compresa tra i 35 e i 54 anni ed è per lo più di sesso femminile (69 per cento) con un titolo di studio di scuola superiore (51 per cento). La medicina omeopatica è usata più al nord che al sud: il 30 per cento sta nel Nord Ovest e il 28 nel Nord Est.

Il dato interessante è che oltre al passaparola di amici e parenti (39 per cento), chi utilizza medicinali omeopatici lo fa sempre di più su indicazione del farmacista (28 per cento) e del medico di base (20 per cento).

“L’omeopata è un medico che si è specializzato in omeopatia – spiega Giovanni Gorga, Presidente di Omeoimprese – E’ importante che la gente si affidi sempre più a medici e farmacisti, segno della serietà di un settore che non vuole essere alternativo alla medicina tradizionale ma complementare. Gli omeopatici sono farmaci a tutti gli effetti e come tali devono essere trattati, ecco perché i punti di riferimento devono essere medici e farmacisti”.

La ricerca ha chiesto ai 2mila intervistati una descrizione spontanea del medicinale omeopatico. L’82,1 per cento ha subito ricordato la “naturalità del farmaco” (39,8 per cento), che si tratti di medicinali che utilizzano principi attivi naturali (39,9 per cento) e che non siano tossici e quindi realizzati senza l’utilizzo di prodotti chimici (33,1 per cento).

“Purtroppo un 12,2 per cento degli italiani parla di omeopatia come di una medicina alternativa – spiega Gorga – Per noi si tratta di un dato molto negativo perché frutto di una continua disinformazione e di una campagna denigratoria nei confronti del settore che non aiuta a fare chiarezza e a diffondere corrette informazioni sul significato di omeopatia. E’ preoccupante che la percentuale di chi parla di medicina alternativa sia in crescita rispetto al 2017”.

Il 6, 3 per cento degli intervistati riconosce che il medicinale omeopatico sia privo di effetti collaterali, percentuale in crescita (11,9) tra gli utilizzatori.

Chi utilizza la medicina omeopatica lo fa, in particolare per curare riniti e raffreddori (62 per cento), il 34 per cento per problemi dell’apparato respiratorio e contro le allergie, mentre il 31 per cento per combattere problemi digestivi. E ancora, l 27 per cento per dolori articolari e muscolari, mentre il 26 per cento per problemi gastrointestinali. Anche l’insonnia (22 er cento) e l’emicrania (21 per cento) vengono curati con l’omeopatia, così come i disturbi agli occhi (15 per cento).

E’ interessante rilevare come 32 milioni di italiani giudichino la medicina omeopatica non dannosa, ma anzi utile (28 per cento) o comunque innocua (36 per cento).

“Chi utilizza la medicina omeopatica sa di cosa stiamo parlando. Il male del settore viene fatto dai ciarlatani che sono però presenti in ogni categoria: ci sono omeopati più o meno bravi, così come medici che utilizzano la sola medicina tradizionale più o meno bravi – continua Gorga -. Il medicinale omeopatico è un farmaco a tutti gli effetti come definito anche dal Ministero della Salute e da Aifa e come tale deve essere trattato”.

L’ASSOCIAZIONE SPAGNOLA DEI MEDICI OMEOPATI (AESMI) CHIAMA OMEOIMPRESE A MADRID PER PRENDERE SPUNTI DALL’ITALIA SUL COME ADEGUARSI ALLA DISIPLINA EUROPEA IN MATERIA DI MEDICINA OMEOPATICA

Milano, 8 novembre 2018 – L’Asociacion Espanola de Medicos Integrativos (AESMI), ha inviato Omeoimprese a Madrid domani, 9 novembre, per avere la testimonianza di come l’Italia si sia mossa in questi anni sul piano normativo per adeguarsi a quanto chiede l’Europa in materia di Medicina Omeopatica. Il percorso di registrazione dei farmaci presso Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, sarà al centro della testimonianza di Giovanni Gorga, presidente dell’associazione che nel nostro Paese rappresenta il comparto industriale dell’omeopatia.“L’omeopatia è una scelta consapevole per 9 milioni di italiani – spiega Giovanni Gorga – e la medicina integrata è uno strumento di cura, un’opportunità, utilizzata con professionalità e coscienza da decine di migliaia di medici all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. A breve termine tutti gli omeopatici in commercio avranno un’autorizzazione rilasciata dall’AIFA, esattamente come avviene per gli allopatici. Non è una questione puramente ideologica per il settore, che contribuisce al bilancio dello Stato Italiano con 60milioni di euro di tasse”.“Sono onorato dell’invito da parte della presidente di AESMI, Esther de la Paz, medico di fama e medaglia d’oro al Merito Sanitario in Spagna – conclude Gorga. Il mio augurio oggi è che i sacrifici richiesti alle nostre aziende e i risultati ottenuti dal settore sul piano normativo, visti come esempio in diversi Paesi Europei, in primis la Spagna, valgano a riabilitare in Italia un settore produttivo osteggiato da una parte della comunità scientifica a causa di una malinformazione che ha regnato sovrana per decenni, alimentando pregiudizi contro una disciplina medica riconosciuta in tutto il mondo e regolamentata da leggi europee”.

IL PRESIDENTE DI OMEOIMPRESE SCRIVE ALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA DELLA RAI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULL’OMEOPATIA

L’omeopatia non è una pratica “alternativa”, perchè non esiste una medicina che sia diversa da quella ufficiale. I nostri farmaci sono tali perchè regolamentati dalle leggi dello Stato. Alternativo è ciò che sta al difuori dello Stato e non all’interno. Occorre fare chiarezza e anche il servizio pubblico ha questo dovere. Pubblichiamo la lettera che il presidente Giovanni Gorga ha inviato alla Commissione di Vigilanza della RAI:

Illustre Presidente, 

Onorevoli Componenti la Commissione di Vigilanza RAI,

mi rivolgo a Voi per denunciare, mio malgrado, una grave distorsione della realtà -che a mio avviso il Servizio Pubblico non può e non deve, in virtù dell’essenza stessa del Servizio Pubblico- ulteriormente sostenere e tollerare.

Quale Presidente di Omeoimprese rappresento le aziende produttrici di farmaci omeopatici in Italia, circa 4 mila posti di lavoro e milioni di cittadini che la utilizzano (così certifica l’Istat nell’ultima indagine oltre a numerosi sondaggi di istituti di ricerca privati). Mi duole constatare che sul tema della disciplina omeopatica anche la Tv Pubblica insista nel farsi portavoce di posizioni parziali, pregiudiziali ed imprecise con il risultato, esattamente contrario ai principi di una corretta informazione che dovrebbe invece perseguire, di divulgare informazioni errate e fuorvianti.

Anche recentemente, nel corso di trasmissioni andate in onda in prima serata sulla rete ammiraglia della Rai e in altre reti, quando si affronta il tema della Medicina Omeopatica si persiste nell’affermare (ospiti e conduttori) che la disciplina omeopatica sia una “pratica alternativa” accomunandola a pratiche che nulla hanno a che vedere con la Medicina in generale.

Ritengo che il servizio pubblico debba assolutamente impedire, per il futuro, che ciò accada nuovamente in quanto tale affermazione non corrispondente a verità.

La Medicina Omeopatica non può essere definita “pratica alternativa” alla stregua di altre pratiche che indubbiamente rientrano in tale definizione, poiché inserita in un quadro legislativo ben definito e strutturato, il che significa che è regolamentata da Leggi dello Stato. Alternativo è ciò che sta al difuori dello Stato e non all’interno!

La Conferenza Stato-Regioni nel 2012 ha emanato un Accordo in fase di recepimento da parte delle Regioni italiane, il quale prevede l’accreditamento delle Società ed Enti deputati alla formazione dei medici in “Medicina Omeopatica” e l’obbligo (sottolineo obbligo a norma di Legge) per gli Ordini dei Medici di aprire appositi registri per l’iscrizione degli stessi medici.

A ciò va aggiunto che in virtù del Decreto Legislativo 219/2006 il Medicinale Omeopatico è definito “Farmaco” e come tale la Legge 23 dicembre 2014, all’art. 1 comma 590, definisce l’iter e le modalità per la registrazione dello stesso presso la competente Agenzia del Farmaco.

Per tali ragioni, è assolutamente improprio definire l’omeopatia una “pratica alternativa”, bensì deve considerarsi una disciplina integrata o complementare anche se tutto ciò non è gradito da parte di alcuni detrattori della stessa.

A seguito di quanto sopra esposto, auspico, che la RAI possa porre in atto per il futuro azioni concrete utili a non confondere il cittadino/utente con informazioni errate, e dare invece maggiore voce a chi ha competenza in materia garantendo, inoltre, il corretto contraddittorio. Restando a disposizione per eventuali chiarimenti, Vi giunga il più cordiale saluto”.

Cav. Dott. Giovanni Gorga

IL PRESIDENTE GORGA SCRIVE A QUOTIDIANO SANITA’: “SU RINNOVO COMITATO TECNICO AIFA CRITERI MERITOCRATICI E COMPETENZA IN MATERIA DI FARMACOLOGIA OMEOPATICA”

Una nuova tornata di nomine è in arrivo nel settore della sanità e la speranza è che avvenga davvero quella “rivoluzione” annunciata dal Ministro della Salute Giulia Grillo. Lo scorso agosto, infatti, sono scadute due importanti Commissioni all’interno dell’Agenzia Italiana del Farmaco: la Commissione Tecnico-Scientifica e il Comitato prezzi e rimborsi.

Poiché i medicinali omeopatici in Italia sono a totale carico del cittadino, non ho intenzione di esprimermi sul Comitato prezzi e rimborsi, anche se vorrei ricordare che in altri Paesi d’Europa i farmaci sono rimborsati dal sistema sanitario.

La Commissione Tecnico Scientifica (CTS), invece, ha il compito di valutare i farmaci sulla base di una documentazione allegata ed ha quindi un ruolo centrale sia per il funzionamento dell’Agenzia che per l’intero sistema farmaceutico. La composizione della Commissione è costituita da esponenti di diritto (il Direttore Generale AIFA ed il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità) e da membri in parte di nomina Ministeriale ed in parte nominati dalla Conferenza Stato Regioni scelti in virtù di una comprovata e documentata competenza tecnico-scientifica di almeno cinque anni nel settore della farmacologia e valutazione dei farmaci.

E poiché la rivoluzione annunciata dal Ministro dovrebbe prevedere l’utilizzo di nuovi criteri di nomina dei vertici delle istituzioni sanitarie, ovvero basate sui meriti e sulle competenze, ci si aspetta che tra i meriti e le competenze vi sia prevista la conoscenza anche della farmacologia omeopatica che recentemente è entrata nel prontuario farmaceutico e, di conseguenza, posta sotto la vigilanza dell’AIFA.

Poiché dai prossimi anni si troveranno in vendita soltanto farmaci omeopatici approvati dalla Commissione Tecnico Scientifica di Aifa, mi sembra il minimo che queste valutazioni vengano fatte da chi di omeopatia ne sa qualcosa.

Adesso più che mai ci aspettiamo un approccio non pregiudiziale affinché le Istituzioni siano davvero a servizio di tutti i cittadini, senza distinzioni.

Cav.Giovanni Gorga, Presidente Omeoimprese

GORGA: “GRILLO SI DOCUMENTI. I NOSTRI MEDICINALI SI TROVANO IN FARMACIA PERCHE’ SONO FARMACI, LO DICE LA LEGGE”

Dopo gli attacchi di Grillo all’omeopatia, Omeoimprese, l’associazione che rappresenta le aziende che in Italia producono e distribuiscono farmaci omeopatici prende posizione e replica per voce del Presidente, Giovanni Gorga: “Grillo sostiene che per non indurre i cittadini  in confusione di fronte alle difficoltà che la malattia crea sarebbe opportuno che le farmacie non vendessero i medicinali omeopatici. Grillo si rende conto che a creare confusione e ad alimentare polemiche sterili sono proprio le uscite come queste? Il risultato che ha ottenuto è stato quello di propalare notizie scorrette ed inesatte che  immediatamente sono state prese a pretesto dai detrattori della Medicina Omeopatica per legittimare politicamente le loro posizioni da sempre contrarie”.

E prosegue: “Il Ministro Grillo (Giulia) dovrebbe spiegare a Grillo (Beppe) che i medicinali Omeopatici si vendono in farmacia in quanto “Farmaci” . Non è un’opinione , è un dato di fatto suggellato da leggi dello Stato . Nell’interesse dei cittadini, Grillo (Beppe), Burioni e chiunque altro intenda parlare di Omeopatia, lo faccia con competenza e si documenti prima di divulgare informazioni sbagliate”.

OMEOPATIA, DALLE IMPRESE APPELLO AL MINISTRO GRILLO: “CONTROLLI SUL WEB CONTRO LA DIFFUSIONE DI FARMACI SENZA AUTORIZZAZIONE”

Un appello al Ministro della Salute Giulia Grillo per evitare che in Italia vengano diffusi farmaci che non hanno ottenuto l’AIC (Autorizzazione all’Immissione in Commercio) da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).  E’ quanto è stato deliberato dal Direttivo di Omeoimprese, l’Associazione che riunisce le aziende produttrici di farmaci omeopatici, presieduta da Giovanni Gorga.
“A partire da gennaio 2019 le aziende del settore potranno vendere alle farmacie italiane solo i medicinali omeopatici che hanno ottenuto l’AIC rilasciata da AIFA su indicazione del Ministero della Salute, spiega Giovanni Gorga, Presidente di Omeoimprese. Il percorso per ottenere questo riconoscimento è stato estremamente oneroso per le aziende sia in termini di tempo sia per l’impegno economico sostenuto. Il rischio, però, è che attraverso il web in Italia entrino dall’estero prodotti senza AIC, con conseguente danno non solo per i produttori ma anche, vista l’assenza di garanzie di qualità di ciò che può essere importato, per gli stessi consumatori.
L’AIC rilasciata da AIFA, infatti, si basa su un’analisi dettagliata di una serie di complesse e articolate documentazioni (dossier) redatte dalle singole aziende per ogni farmaco. Tale procedura comporta l’applicazione di criteri che assicurano la qualità e la sicurezza del medicinale omeopatico secondo gli standard richiesti dall’AIFA.
“Occorre che il Ministero si attivi affinché partano controlli ancor più stringenti e mirati rispetto a quello che viene venduto on-line in modo illegittimo, continua Gorga. In gioco vi è la credibilità di un intero settore, la tutela dei consumatori che in Italia sono oltre 9 milioni, e la garanzia di una filiera di estrema qualità”.
Il tema dei controlli verrà discusso durante l’incontro che Omeoimprese ha già chiesto al Ministro Grillo.
“Auspico che il Ministro voglia incontrarci al più presto – continua Gorga -. Vi sono, infatti, numerose questioni che vorremmo affrontare con il Ministero quali le nomine AIFA e l’aggiornamento sulle AIC rilasciate. Rappresentiamo un settore che in Italia occupa oltre 4 mila persone e che cresce di anno in anno”.

OMEOPATIA. GIOVANNI GORGA (OMEOIMPRESE) “CONFRONTO PUBBLICO CON GARATTINI E BURIONI SU FORMAZIONE E QUADRO NORMATIVO. BASTA BUFALE SUL SETTORE”

“Continuano ad uscire bufale sul fronte omeopatia, sono vere  fake news quelle diffuse da medici quali Silvio Grattini e Roberto Burioni che non possono manovrare l’opinione pubblica diffondendo notizie infondate. La misura è colma per il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, che replica alle recenti dichiarazioni del noto farmacologo, che insieme al virologo della crociata contro i no vax, “non ha mai nascosto la sua avversione per i farmaci omeopatici, nonostante il quadro normativo quanto mai chiaro entro cui si muovono le case farmaceutiche italiane e i professionisti, fra cui moltissimi medici di famiglia e pediatri che integrano allopatia e medicine complementari”.

“Invito pertanto – continua Gorga – il professor Garattini e il professor Burioni ad un dibattito pubblico con Omeoimprese dove sono pronto a spiegare loro una volta per tutte quali sono le norme che in Italia regolamentano la medicina omeopatica, che vanno nella direzione diametralmente opposta da quella da loro sostenuta. Rimettiamo al centro la fondatezza della disciplina medica, anche quando si parla di formazione. Non è vero, infatti, che non ci saranno più corsi di formazione e registri presso gli Ordini dei Medici. La legge, infatti, prevede l’istituzione di Commissioni regionali deputate all’accreditamento degli Istituti e degli Enti che erogano formazione ai medici. La polemica sull’omeopatia deriva dal fatto che troppi uomini di scienza, arroccati sui propri pregiudizi senza l’umiltà di un confronto, non riescono a digerire che i medicinali omeopatici siano a tutti gli effetti dei farmaci, non solo in Italia ma in tutta Europa, dove vengono commercializzati gli stessi prodotti che si trovano nelle nostre farmacie, peraltro corredati da indicazioni terapeutiche”.

MEDICINE NON CONVENZIONALI, LA REPLICA DI OMEOIMPRESE ALL’ATTACCO DELLA FNOMCEO CONTRO L’OMEOPATIA

“Le affermazioni diffuse in questi giorni dalla Fnomceo sono profondamente errate e strumentali, così come la campagna denigratoria che da tempo ha come bersaglio l’omeopatia. Noto con piacere che l’associazione degli ordini dei medici, così come l’associazione delle case farmaceutiche omeopatiche che rappresento, lavorano nella stessa direzione, peccato che medici come il dott. Salvo Di Grazia e qualche altro suo collega, non lo abbiano ancora capito. Forse il dott. Salvo di Grazia vuole arrogarsi più potere delle norme nazionali ed europee che identificano il prodotto omeopatico come farmaco e ne richiedono obbligatoriamente una complessa e costosa procedura di registrazione presso l’Agenzia del Farmaco? Restiamo in ogni caso aperti ad istituire un tavolo di confronto con chiunque dimostri una posizione pregiudizievole verso l’omeopatia tutta, anche in virtù dei recenti progressi in fase registrativa da parte di AIFA di ormai numerosi medicinali omeopatici. Queste le prime dichiarazioni rilasciate dal presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, chiamato a fare chiarezza nel recente dibattito che ha investito la disciplina omeopatica.

“Se la Fnomceo – prosegue Gorga –  ha recentemente lanciato la campagna “Dottore, ma è vero che…?”, ancor prima Omeoimprese ha diffuso un vademecum per l’utilizzo delle medicine non convenzionali, dove si sottolinea, così come fa la Fnomceo, che la medicina omeopatica è un atto sanitario e che pertanto è necessario rivolgersi ad un professionista, medico, farmacista o veterinario, ognuno per la propria competenza. E’ bene sottolineare questi aspetti in virtù del fatto che, sempre come cita la Fnomceo, il prodotto omeopatico è un farmaco  in base al Dlgs 2019/2006 – una Legge della Repubblica Italiana, in linea con la normativa comunitaria, tuttora pienamente vigente senza aver avuto modifiche di rilievo dalla sua entrata in vigore, tantomeno per il farmaco omeopatico. E a chi, usando strumentalmente i nostri dati di bilancio, sostiene che l’omeopatia è in declino, devo invece ricordare che il numero degli utilizzatori è in costante crescita: parliamo di 9 milioni di italiani. Pertanto la contrazione dei fatturati non è la risultanza di una disaffezione verso l’omeopatia, bensì la conseguenza di un processo di regolamentazione che inquadra la disciplina omeopatica e i farmaci omeopatici in un contesto legislativo a cui, fino a prova contraria, anche la Fnomceo è obbligata ad attenersi. Se davvero vogliamo rendere un servizio a tutti i cittadini, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, sollecitiamo le Regioni e gli Ordini ad istituire i registri per le medicine complementari, in ottemperanza ad una norma che la stessa Fnomceo cita nella propria nota: l’accordo Stato Regioni del febbraio 2013. Non possiamo come associazione di categoria tollerare più questo comportamento fortemente lesivo delle nostre identità e ci uniamo al coro di difesa e denuncia di coloro che attraverso questo attacco indiscriminato stanno vedendo il loro lavoro di decine di anni aggredito ingiustificatamente. I medici si parlino, però ora tocca alle Istituzioni fare qualcosa. Io mi aspetto che con il nuovo e prossimo esecutivo si possa intavolare una discussione seria una volta per tutte che ci consenta di uscire dalle ambiguità che per troppo tempo hanno riguardato, e ancora riguardano, le Medicine Complementari e che, mi duole affermarlo, sono la causa principale di queste gratuite prese di posizione da parte di alcuni esponenti della comunità scientifica”.

CHI SIAMO:
OMEOIMPRESE è l’associazione delle aziende produttrici di medicinali omeopatici. Nata nel gennaio 2008 dalla fusione di Anipro e Omeoindustria per tutelare gli interessi nella diffusione dei medicinali omeopatici e antroposofici, si pone come punto di riferimento nell’ambito dei prodotti omeopatici.
Dal giugno 2015 l’assemblea è guidata dal Cav. GIOVANNI GORGA, direttore Pubblic Affairs di Guna e autore di libri sull’omeopatia. L’ultimo “Elogio all’Omeopatia”, uscito nel settembre 2015 per Cairo Editore.

Ufficio Stampa Omeoimprese:
HANGAR – Relazioni e strategie d’impresa
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OMEOPATIA. CRESCONO GLI UTILIZZATORI E LA FIDUCIA NEL SETTORE

SONO 9 MILIONI GLI ITALIANI CHE SI AFFIDANO ALL’OMEOPATIA, MA IN ITALIA E’ TABOO. ECCO LA NUOVA FOTOGRAFIA DEL SETTORE DIFFUSA DA EMG-ACQUA PER OMEOIMPRESE

Quasi un quinto degli italiani usa l’omeopatia. Un dato addirittura in crescita rispetto al marzo 2016, data a cui risale l’ultima indagine ufficiale sul settore. A darne l’annuncio è Omeoimprese, l’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche, che si è affidata ad EMG-Acqua per fotografare lo scenario 2017, anno di grandi trasformazioni per il comparto, con l’ingresso dei primi farmaci nel prontuario farmaceutico nazionale.

Sono quasi 9 milioni le persone che nel nostro Paese ricorrono all’omeopatia almeno una volta all’anno. L’identikit parla principalmente di donne (63{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) di età compresa fra i 35 e i 54 anni (55{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} del totale campione) con una buona occupazione e un buon livello di istruzione, che risiedono nel Nord (58{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Dal sondaggio emerge che l’80{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli italiani conosce l’omeopatia e chi la utilizza ne apprezza in primis l’assenza di effetti collaterali (14{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), l’atossicità (12{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) e il grado di efficacia (9{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Con l’omeopatia gli italiani curano soprattutto raffreddori e influenza (59{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), patologie articolari o muscolari (26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), problemi gastro-intestinali (25{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) allergie e disturbi dell’apparato respiratorio (21{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), digestione (19{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), insonnia (15{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

Secondo la ricerca EMG-Acqua per Omeoimprese, fra chi negli ultimi 10 mesi ha assunto farmaci, il 58{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} ha usato uno o più farmaci omeopatici. Altra buona notizia per Omeoimprese è che il 60{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli italiani, non necessariamente users abituali, sostiene che i rimedi omeopatici ed allopatici debbano essere utilizzati insieme: “Si tratta dell’esito positivo di una battaglia culturale condotta dalla nostra associazione contro chi parla impropriamente di omeopatia definendola medicina alternativa. Ma alternativa a cosa? Noi produciamo farmaci che, se utilizzati in un programma di cura integrato, offrono i migliori risultati. E raccomandiamo sempre di rivolgersi ad un medico per le patologie più gravi, oppure chiedere consiglio al farmacista per i disturbi più lievi e transitori”.

Prosegue Gorga: “Sono proprio i medici, soprattutto quelli di famiglia, i migliori alleati dell’omeopatia: il 55{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli utilizzatori di questi farmaci lo fa su loro indicazione. Il 39{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} si lascia guidare dalla farmacia di fiducia, il 26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} è stato indirizzato all’omeopatia dalle strutture sanitarie pubbliche, il 17{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} dallo specialista della patologia. Il 26{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} si reca dall’omeopata, sicuramente un costo aggiuntivo per il paziente. Nonostante le novità per il settore, l’obbligo di riconoscimento dei medicinali da parte dell’AIFA, l’Agenzia del Farmaco, e la commercializzazione dal 2019 solo per quei prodotti in possesso dell’AIC come per i medicinali allopatici, gli omeopatici sono sempre inquadrati come SOP (senza obbligo di prescrizione) ed in classe C”.

Un capitolo del quadro statistico su Italiani e Omeopatia commissionato da Omeoimprese, riguarda i canali di acquisto: il 45{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli intervistati non è propenso a rivolgersi al web, contro un “pericolosamente” favorevole 29{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} , dato che, secondo Giovanni Gorga “rischia di crescere nei prossimi anni senza adeguate misure economiche a sostegno del settore e a tutela delle aziende italiane, penalizzate dalle recenti politiche tariffarie stabilite dal Decreto Lorenzin che non tengono conto della peculiarità dei farmaci e degli elevati costi di produzione all’interno di un mercato decisamente più modesto rispetto a quello delle Big Pharma e delle multinazionali straniere”.

A preoccupare l’associazione dei produttori di farmaci è la bocciatura da parte del Governo dell’emendamento Tariffe, che prevedeva una modifica a ribasso degli importi stabiliti per alcune voci relative ai soli medicinali oggetto di verifica (poco più di 3.000). “Adesso il Ministro Lorenzin parli chiaro: perché tanto accanimento contro il settore, nonostante il consenso di milioni di italiani?

Mi aspetto che ci sia un chiarimento definitivo del Ministero rispetto a questo tema.  Al Ministro spetta l’onere di rispondere a milioni di italiani, dica apertamente ciò che pensa”.

OMEOPATIA, SONDAGGIO OMEOIMPRESE: IL 5,3% DEGLI UTILIZZATORI DISPOSTI A CAMBIARE ORIENTAMENTO DI VOTO

Secondo un sondaggio condotto nel mese di ottobre da EMG Acqua per Omeoimprese, il 40% di chi utilizza i farmaci omeopatici si aspetta più attenzione dai partiti: 2,5milioni di italiani ritengono le politiche a favore delle medicine complementari un tema sensibile, tanto da arrivare ad influenzare le proprie scelte se chiamati alle urne.

Fra i milioni di utilizzatori, c’è un 5,3% propenso ad indirizzare la propria scelta politica a vantaggio di quei partiti capaci di mostrare interesse verso le istanze dell’omeopatia.

A commentare i dati dell’ultimo sondaggio, ci pensa il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, che denuncia quanto la classe politica eletta sia “indifferente alle istanze di una larga parte della popolazione italiana e condizionata nelle proprie scelte tanto da ridurre sempre ai minimi termini una questione che invece necessiterebbe per quantità di persone coinvolte di un’attenzione prioritaria”.

“Arroccarsi sull’annosa questione “funziona o non funziona?”  – prosegue Gorga – nulla aggiunge allo stucchevole dibattito tra sostenitori e detrattori. Sarebbe piuttosto molto più utile per milioni di italiani, siano essi utilizzatori o non, discutere di medicina omeopatica in modo costruttivo ad esempio riconoscendo al farmaco omeopatico la specificità e la peculiarità di cui gode negli altri Paesi d’Europa”.

A motivare le affermazioni dell’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche è la bocciatura in Senato dell’emendamento alla legge di bilancio in cui si chiedeva un adeguamento delle tariffe relative ai soli medicinali omeopatici che hanno espletato la procedura per il rilascio dell’Aic, con importi più sostenibili per i fatturati del settore, ben diversi da quelli delle “Big Pharma” dell’allopatia.

“Per i politici l’omeopatia è un tabù– incalza Gorga – ma l’industria omeopatica versa ogni anno allo Stato circa 60milioni di euro. Non capisco perché ci si debba accanire nei confronti del settore. Non risolvere la questione legata alle tariffe si traduce in un duro colpo che la piccola e media impresa italiana, alla lunga, non sarà in grado di sostenere, lasciando campo libero a multinazionali straniere. Mi aspetto dai politici che risolvano i problemi delle imprese italiane e dei lavoratori italiani”.