I comunicati stampa e gli appelli di Omeoimprese

OTI. OFFICINE TERAPIE INNOVATIVE ENTRA A FAR PARTE DI OMEOIMPRESE

Milano, 29 giugno 2017 – Salgono a 17 le imprese italiane iscritte a Omeoimprese, l’associazione che riunisce le aziende produttrici di medicinali omeopatici in Italia. E’ stata comunicata pochi giorni fa l’adesione all’associazione da parte di OTI Officine Terapie Innovative. Con sede in Abruzzo, una delle regioni da punto di vista naturalistico più ricche ed integre d’Italia, Oti è nata negli anni ‘80 come diretta emanazione della OMIT Omeopatici Italia fondata negli anni ‘70 dal Dott. Lamberto De Santis, farmacista che ha ricevuto il premio alla carriera dalla prestigiosa istituzione Nobile Collegio Farmaceutico.

“Abbiamo deciso di aderire Omeoimprese perchè, soprattutto in questa fase molto delicata per la regolamentazione del settore omeopatico, riteniamo sia importante avere una parte attiva in un’associazione di categoria che rappresenti gli interessi comuni delle imprese italiane”, spiega Alessandro De Santis, Amministratore Unico dell’azienda.

“Abbiamo un fatturato di oltre 13.500.000 euro, di cui 8.000.000 derivano dai prodotti omeopatici – continua De Santis -. Produciamo oltre 2.000.000 di pezzi all’anno e abbiamo più di 90 dipendenti”.

Presente oltre che in Italia anche in Russia e Grecia, OTI è una realtà consolidata nel mondo della farmaceutica e dell’omeopatia.

“Sono onorato che OTI abbia aderito ad Omeoimprese – spiega il Presidente Giovanni Gorga -. Significa che il lavoro dell’associazione sta andando nella giusta direzione. Il settore dell’omeopatia sta attraversando un momento di grande cambiamento grazie anche al recepimento da parte del Governo italiano della normativa europea che eleva i prodotti omeopatici a farmaci e che impone l’autorizzazione all’immissione in Commercio da parte di Aifa. Purtroppo, però, il pregiudizio e la disinformazione rischiano di turbare e screditare tutto il lavoro di un settore in costante crescita e fermento”.

BASTA CON QUESTO CLIMA DA CACCIA ALLE STREGHE. L’OMEOPATIA NON E’ UNA MEDICINA ALTERNATIVA. LA LEGGE PARLA CHIARO, IN ITALIA COME IN TUTTI I PAESI DELL’EUROPA.

28 giugno 2017 – L’Italia è il paese delle contraddizioni. Siamo il terzo mercato europeo per l’omeopatia, dopo Francia e Germania. Ma il nostro settore è vittima di pesanti attacchi e discriminazioni perché manca una corretta informazione sui nostri farmaci.

Così una volta ci attaccano confondendoci con i no vax, un’altra per colpa di quelli che sostituiscono la chemioterapia con cure complementari. Poi c’è chi strumentalmente parla di acqua fresca perché non conosce l’utilizzo dei nostri farmaci, e chi parla di terapie alternative. Alternative a cosa? La medicina è una sola.

Infine ci sono i brutti fatti di cronaca, come quello che ha portato alla morte del piccolo Francesco, a causa di un’otite trascurata e degenerata fino alle conseguenze più estreme. Se un intervento non riesce non è colpa del bisturi, bensì della mano del chirurgo che lo ha utilizzato. Questo vale per l’omeopatia e per qualunque categoria farmaceutica.

L’omeopatia è utilizzata da 20.000 specialisti, laureati in medicina e iscritti ad appositi registri dopo aver frequentato scuole accreditate, come previsto da una legge dello Stato del 2012 “a tutela dei pazienti e contro la pratica del fai da te”.  I nostri farmaci sottostanno alle regole dell’Agenzia Italiana del Farmaco, come avviene per i generici, i radioterapici, gli emoderivati e qualunque altra classe farmaceutica. Secondo quanto disposto dalla legge di stabilità 2015, il 30 giugno si conclude l’iter per la consegna all’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaci, della documentazione   relativa   ai   singoli preparati per ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio, nel rispetto della normativa europea in vigore, e a tutela e sicurezza dei pazienti. Dunque il problema non sono i farmaci omeopatici, bensì l’utilizzo che ne viene fatto.

Nonostante i tempi un po’ stretti per le aziende del comparto, soprattutto le più piccole e quindi meno strutturate ad affrontare la complessa istruttoria, il processo di regolamentazione in atto aiuta a mettere alcuni punti fermi e, auspichiamo, a porre fine all’eterna e fastidiosa polemica su “sono farmaci” o “non sono farmaci”. Lo stabiliscono Aifa e Ministero della Salute.

Ma vediamo un po’ di storia. In Italia, fino al 1995, non c’era una normativa primaria sull’omeopatia. La produzione e la dispensazione degli omeopatici era regolamentata da un Dodecalogo del Consiglio superiore di sanità (pubblicato sulla GU n. 113 del 17.5.1989), dall’articolo 144 del TULS (relativo all’autorizzazione alla produzione), dal D.Lgs. n. 178 del 29.5.1991 e, infine, dalla nota 800.7/AG 25-5/3 del Ministero della sanità del 13 gennaio 1992. Tutti i provvedimenti tendevano comunque a garantire la salute del consumatore. Il Dodecalogo non definiva gli omeopatici come medicinali, ma come “rimedi”.

La Commissione UE, con l’intento di disciplinare la materia, ha dovuto mediare le varie normative esistenti nei Paesi membri; la medicina omeopatica, infatti, era riconosciuta ufficialmente in alcuni Stati, mentre in altri era solamente tollerata. Francia e Germania erano gli unici ad avere una legislazione completa nel settore omeopatico, ma talmente differente che un preparato prodotto in uno dei due Paesi non poteva facilmente circolare nell’altro.

Dopo un complesso iter normativo, l’Unione Europea ha fissato le linee guida per assicurare ai consumatori europei garanzie sulla qualità, sulla riproducibilità dei processi di fabbricazione e sull’innocuità dei medicinali omeopatici disponibili in tutti gli Stati, recepita in Italia con una serie di passaggi legisativi. Prima il Parlamento ha stabilito alcuni principi fondamentali, tra cui la procedura semplificata di registrazione. Il D.Lgs. n. 185/1995 decretava l’appartenenza dei prodotti omeopatici alla categoria dei medicinali e ne dava per la prima volta una definizione. La Direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) viene recepita dal nostro Paese con il D.Lgs. n. 219/2006 e prevede una procedura di registrazione semplificata ad hoc per i medicinali omeopatici. In data 21 giugno 2010 Aifa predispone un modello al quale per le domande di registrazione semplificata dei medicinali omeopatici. Il 30 giugno 2017 si è concluso il termine per la consegna dei dossier. Tutto quello che verrà autorizzato con l’attribuzione dell’AIC, resterà in vendita in farmacia. Il resto dovrà essere ritirato dal gennaio 2019. D’ora in poi si lavora così, al pari delle big Pharma.

Giovanni Gorga, Presidente Omeoimprese

BAMBINO MORTO PER OTITE, IL PRESIDENTE GIOVANNI GORGA: “PRODUCIAMO FARMACI, NON ACQUA FRESCA. CAMPAGNA MEDIATICA VIOLENTISSIMA CHE DANNEGGIA IL SETTORE

Milano 20 giugno 2017 – “Nel condannare fermamente il gravissimo fatto di cronaca ed esprimendo la vicinanza ai familiari del piccolo Francesco, abbiamo anche il dovere non fare allarmismo criminalizzando una branca della medicina ed i farmaci omeopatici che in molti Paesi del Mondo e nella totalità dell’Unione Europea sono riconosciuti, regolamentati ed utilizzati senza strumentalizzazioni.

La violenza degli attacchi di questi giorni non ha precedenti. Viene messo in dubbio il valore terapeutico dei nostri prodotti, fomentando un vero e proprio clima vessatorio, a danno delle aziende, dei 4.000 addetti del comparto e di quei 20.000 medici, laureati in medicina e iscritti ad appositi registri dopo aver frequentato scuole di specializzazione accreditate, come previsto da una legge dello Stato del 2012 a tutela dei pazienti e contro la pratica del fai da te o degli “apprendisti stregoni”.

Vogliamo ricordare che i medicinali delle nostre aziende sono classificati farmaci dal una Direttiva Europea e per questo validati dall’Agenzia Italiana del Farmaco. Dal 2019, come richiesto da una precisa legge in vigore in tutti i Paesi dell’Unione Europea, saranno in vendita con l’AIC (l’autorizzazione all’immissione in commercio) esattamente come gli allopatici. L’omeopatia è riconosciuta nella maggior parte dei Paesi dell’Europa e, in molti di questi, è dispensata dal Servizio Sanitario Nazionale. Le nostre aziende sottostanno ai controlli sulla qualità e sulla produzione a cui tutte le case farmaceutiche si sottopongono periodicamente.

Riteniamo inaccettabili le affermazioni espresse a livello mediatico in quanto inesatte, scorrette e lesive di alcuni principi sanciti dalla Carta Costituzionale.

2016 ANNO NERO DELL’OMEOPATIA. IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE, OMEOIMPRESE DIFFONDE I FATTURATI DEL SETTORE, CHE CHIUDE CON UN SEGNO MENO

Milano, 10 aprile 2017In occasione della Giornata dell’Omeopatia Omeoimprese, l’associazione che rappresenta le più importanti case produttrici e distributrici di farmaci omeopatici, diffonde i fatturati 2016 e lancia un appello: senza un dialogo con il Governo e il rinvio di alcune stringenti scadenze burocratiche, il comparto rischia il tracollo.

“Rispetto all’anno 2015 – spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga – il mercato ha avuto un decremento sia in termini di fatturato (-4,8{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) sia in termini di numero di pezzi venduti (-7,4{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}). Negli ultimi 12 mesi le aziende hanno bruciato quasi 15milioni di euro, la prima e annunciata conseguenza della scadenza burocratica del 30 giugno 2017 termine ultimo per i produttori di farmaci per la consegna all’Agenzia del Farmaco delle domande di rinnovo dell’AIC relative ai prodotti già in commercio da 30 anni e più”.

“Le aziende – continua Gorga – hanno cominciato a ritirare i prodotti per i quali non intendono rinnovare le autorizzazioni, una procedura onerosa e complicata. Inoltre per ogni farmaco omeopatico in commercio, esattamente come accade per gli allopatici, dovrà essere versata una tariffa annuale. Si tratta quindi, al momento, di un calo fisiologico, legato ad una selezione dei prodotti, che nasconde però un problema più serio”.

Da un censimento interno ad Omeoimprese risulta che sono circa 13.000 i medicinali attualmente in commercio. A seguito dei dossier di registrazione richiesti da AIFA ne resteranno sul mercato non più di 5.000/6.000. Il motivo di questa drastica riduzione va ricercato, soprattutto per quanto concerne le piccole e medie aziende, in una motivazione di tipo economica.

“In questi mesi come Omeoimprese – prosegue Gorga – ci stiamo battendo per ottenere dal Ministero della Salute una proroga alla scadenza del prossimo 30 giugno. Non si tratta di una mancanza di responsabilità da parte del settore, ma una richiesta di ossigeno. Senza un rinvio, tutto quello che non sarà stato consegnato nei termini di legge sparirà dagli scaffali delle farmacie alla fine del 2018. Una vera ecatombe per il settore con la perdita di 70milioni di euro, la chiusura delle attività italiane più piccole e 4.000 lavoratori con un futuro a rischio. Una situazione che andrebbe a vantaggio solo delle multinazionali straniere dell’omeopatia che distribuiscono in Italia e che sono dotate di altre risorse e mezzi”.

OMEOPATIA. L’ASSESSORE GALLERA VISITA GUNA, LA PIU’ GRANDE AZIENDA DEL SETTORE OMEOPATICO IN ITALIA

Milano, 31 marzo 2017 – In Lombardia trovano sede le principali aziende dell’omeopatia che producono ed esportano in tutto il mondo. L’Assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha visitato oggi la sede e i laboratori di GUNA, la più grande realtà del settore. Insieme a lui il Presidente di GUNA Alessandro Pizzoccaro e il Presidente di Omeoimprese Giovanni Gorga.

Il settore dell’omeopatia impegna sul territorio lombardo oltre un migliaio di persone. Di queste circa 300 fanno parte dell’organico di GUNA che ha inaugurato i nuovi stabilimenti di via Palmanova nel 2008 diventando l’azienda più innovativa al mondo per la ricerca scientifica e la produzione di medicinali biologici.

GUNA, infatti, è un vero fiore all’occhiello del settore e copre una quota del mercato omeopatico del 31,2{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} con un fatturato di oltre 63 milioni di euro. Inoltre, i medicinali prodotti nel laboratorio di Milano vengono esportati in oltre 30 Paesi nel mondo.

“La registrazione di questi medicinali – ha commentato Alessandro Pizzoccaro, Presidente di GUNA e fondatore dell’azienda – rappresenta un significativo passo avanti sotto il profilo delle risorse terapeutiche a disposizione ogni giorno della classe medica. L’aumento della fiducia nei confronti delle cure alternative è stato tale che se si fa un raffronto con i dati storici si scopre che in questi anni sono più che raddoppiati: oggi scelgono, infatti, le Medicinali Non Convenzionali ben 12.861.000 di cittadini, mentre nel 2000 erano poco più di 6 milioni (Rapporto Italia 2017 di Eurispes). Questi dati sottolineano una crescita esponenziale che si allinea con i trend europei di diffusione delle Medicine Non Convenzionali”.

La visita dell’Assessore Gallera arriva in un momento molto delicato per il settore. E’ infatti ancora oggetto di discussione con il Ministero della Salute il tema della proroga per la registrazione dei farmaci omeopatici già in commercio da oltre 30 anni. Il 30 giugno 2017 è il termine ultimo per la consegna dei dossier di registrazione all’Agenzia del Farmaco ma i tempi sono troppo stretti a fronte della complessità burocratica dell’istruttoria richiesta.

“Per il settore è più che positivo l’onere legato alla registrazione dei farmaci, di fatto trattati e catalogati nello stesso modo dei prodotti allopatici – spiega Giovanni Gorga, Presidente di Omeoimprese – Senza una proroga però il settore rischia il tracollo economico: 4000 posti di lavoro a rischio in tutta Italia e una perdita di fatturato di circa 90 milioni di euro. Il Ministero è a conoscenza da tempo di questo problema ma temporeggia e non prende posizione”.

Aprire le porte di GUNA è un modo ulteriore per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica una situazione che se dovesse sfuggire di mano provocherebbe numerosi danni a un settore che risulta invece essere in costante crescita come dimostrano gli 8 milioni di italiani che usano l’omeopatia e i 20.000 medici (pediatri del SSN inclusi) che integrano allopatia e terapie complementari.

Durante la visita il Presidente di GUNA Alessandro Pizzoccaro ha, inoltre, sollecitato l’attenzione dell’Assessore su una petizione pubblica sulla libertà di cura lanciata da un’Associazione di validi medici specializzati in medicine biologico-naturali, e sottoscritta in pochi giorni da migliaia di cittadini, per promuovere un approccio meno pregiudizievole nei confronti delle medicine complementari, mai come in questi anni oggetto di una durissima controffensiva mediatica tesa al loro screditamento. Con la petizione si chiede al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin di impegnarsi come dicastero, senza pregiudizi, ad applicare in Italia la Direttiva dell’OMS sulle Medicine Complementari e Non Convenzionali, e a promuovere ogni azione utile per evitare un approccio anti-scientifico, basato sul pregiudizio, verso questo paradigma di cura, definito “atto medico” dalla stessa Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici.

OMEOPATIA: MINISTERO DELLA SALUTE NEGA LA PROROGA DI UN ANNO RICHIESTA DALLE AZIENDE PER LA REGISTRAZIONE DEI FARMACI IN COMMERCIO

Milano, 24 gennaio 2017 E’ una situazione di pesante incertezza quella che sta vivando il comparto dell’omeopatia a seguito della scadenza della registrazione dei farmaci in commercio. Una perdita di 90milioni di euro su 300 milioni di fatturato con decine di aziende a rischio chiusura è lo scenario che si prospetta al termine dell’incontro fra il Ministero della Salute e Omeoimprese, l’associazione che rappresenta i produttori di farmaci omeopatici.

Ad oggi rimane la contrarietà del Ministero alla proroga di un anno richiesta dalle aziende al Governo per presentare i dossier ad AIFA: un iter burocratico particolarmente complesso rischia così di far scomparire dal mercato migliaia di medicinali e le aziende saranno costrette a tagliare sui costi di produzione.

Duro il commento del presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, al termine dell’incontro: “L’Italia ha recepito solo nel 2010 una direttiva europea datata 2001. Perché, proprio oggi, tanta fretta? Il Ministro Lorenzin spieghi qual è l’ostacolo che impedisce di prendere in mano la situazione oggi. Qui c’è in gioco la libertà di scelta di 8milioni di Italiani e 4.000 posti di lavoro”.

“La mancata proroga metterà a rischio l’intero comparto – aggiunge Gorga – I dossier sono complessi e costosi e specialmente le aziende di piccole dimensioni non sono in grado di farsi carico di un simile lavoro senza penalizzare la produzione e gli investimenti. Il che vuol dire che molte saranno costrette a fare delle scelte con ripercussioni grandissime su tutta la filiera”.

“La richiesta di Omeoimprese – conclude il presidente – è sostenuta da tutte le forze parlamentari. Non si capisce perché il Governo debba avere un atteggiamento di chiusura verso la volontà popolare che il Parlamento, per sua natura, esprime”.

 

SENZA PROROGA PER LA CONSEGNA DEI DOSSIER DEI FARMACI IN COMMERCIO, IN FUMO 90 MILIONI DI FATTURATO.

Milano, 16 gennaio 2017 – Un crollo fra i 70 e i 90 milioni di euro su 300milioni di fatturato annui, la scomparsa di piccole e medie aziende e la perdita di migliaia di posti di lavoro. Questo lo scenario che si profila per il settore se non sarà prorogato a giugno 2018 il termine per la presentazione dei dossier per il rinnovo della registrazione dei farmaci omeopatici in commercio da 30 anni.

“Mesi di dialogo con il Governo non sono valsi a nulla – spiega Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese, l’associazione delle aziende che producono e distribuiscono medicinali omeopatici –

Le nostre istanze sono state ignorate dal DL Milleproroghe: ora restano meno di due mesi per “correre ai ripari” ed evitare il peggio. Ma con quali certezze? Il processo di registrazione si è finalmente avviato, ma l’elevatissimo numero di dossier e le difficoltà emerse per le caratteristiche proprie dell’omeopatia e le connesse differenze con l’allopatia, richiedono almeno un anno in più per arrivare all’obiettivo.  Qui c’è in gioco il posto di lavoro di 4.000 addetti, decine di aziende rischiano la chiusura entro l’anno. Qual è la strategia del Ministero della Salute?”

Prosegue Gorga: “Come Omeoimprese, per anni, ci siamo battuti per una regolamentazione del settore, come peraltro avviene nel resto d’Europa. 8 milioni di Italiani (dati EMG Acqua marzo 2016) utilizzano i nostri farmaci, prescritti da 20.000 medici, con questo processo passeremo da circa 13.000 prodotti in commercio a 5/6.000. Abbiamo lavorato strenuamente con le Istituzioni e nel 2019 saremo in vendita in farmacia con l’AIC, esattamente come avviene per i medicinali allopatici. In fase di predisposizione dei dossier sono emerse alcune problematiche che hanno rallentato l’iter di registrazione dei farmaci ed ora i tempi sono davvero ristretti. Lo abbiamo comunicato ad AIFA, che peraltro si troverebbe paralizzata se tutti i documenti arrivassero simultaneamente. E lo abbiamo comunicato al Ministero della Salute, che ha rinviato la soluzione a marzo, con la spada di Damocle di imminenti elezioni politiche”.

Secondo il numero uno di Omeoimprese è arrivato il momento di parlare chiaro: “Il Ministero della Salute prenda una posizione ufficiale in questa vicenda. Le strade percorribili sono soltanto due: la proroga della scadenza dei dossier a giugno 2018 in fase di conversione in legge del decreto Milleproroghe, oppure una dichiarazione del Governo che motivi questo diniego e la volontà esplicita di affossare il settore. In barba a migliaia di lavoratori che rischiano il posto”.

OMEOPATICI DA BANCO NEGLI USA, OMEOIMPRESE: “DISTINGUO FRA NOSTRI FARMACI CERTIFICATI DA AIFA E RIMEDI NATURALI. NOI IN COMMERCIO CON AIC DAL 2019”

1 dicembre 2016 – La polemica sull’efficacia o meno dell’omeopatia davvero non mi appassiona perché rischia di alimentare un’eterna controversia fra sostenitori e detrattori, favorevoli e contrari. Non posso però esimermi dal provare a fare chiarezza sulla notizia della circolare dalla Federal Trade Commission che invita i produttori di rimedi omeopatici negli Stati Uniti a riportare sull’etichetta la segnalazione che non ci sono studi scientifici che ne dimostrano l’efficacia. Bene, per amore di verità ecco cosa accade nel Vecchio Continente e come siamo diversi dagli americani.

Innanzitutto negli Stati Uniti esiste una commistione fra farmaco omeopatico e rimedio naturale, cosa che non accade in Europa. In secondo luogo l’oggetto di

cui si è tanto discusso è una circolare, non una norma, anche perché la Federal Trade Commission è una sorta di Federconsumatori. In ultimo si deve considerare che il prodotto omeopatico oltreoceano non è considerato un vero farmaco, come avviene nel nostro Paese e nel resto d’Europa, dove le norme peraltro già prevedono che i medicinali omeopatici riportino l’indicazione “senza effetti terapeutici approvati”.

Negli USA gli omeopatici da banco sono autorizzati dalla Federal Drug Administration, l’equivalente della nostra Agenzia del Farmaco, ma non vengono sottoposti ad un processo di registrazione, come invece accade qui. Esiste un controsenso: la legge obbliga il produttore ad inserire le indicazioni terapeutiche in confezione, seppure queste non sono sostenute da nessuna procedura di registrazione, come generalmente accade per tutti i farmaci, compresi gli allopatici. Le due realtà non sono equiparabili: in America abbiamo “non farmaci” che riportano indicazioni terapeutiche mentre in Europa si distribuiscono farmaci che attualmente non possono segnalare sulla confezione le indicazioni d’uso.

Siccome esistono 8 milioni di italiani che ricorrono all’omeopatia (sondaggio EMG Acqua, marzo 2016) e che non vanno ignorati, mi preme piuttosto ricordare come in questi mesi le aziende sono impegnate in un complesso lavoro di allestimento di dossier per la registrazione dei medicinali omeopatici da consegnare ad AIFA, esattamente come accade per gli allopatici. Un traguardo frutto di battaglie per la regolamentazione di un settore che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente considerato come strategico.

Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

SECONDO L’ULTIMO SONDAGGIO EMG ACQUA, L’11,6{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} DI CHI ABITUALMENTE NON VOTA, SI DICHIARA DISPONIBILE A DARE LA PREFERENZA A CHI SI SPENDE A SOSTEGNO DELLA MEDICINA OMEOPATICA

Milano, 22 novembre 2016 – Un bacino di 5,5milioni di italiani che può spostare l’esito di elezioni di alcune migliaia di voti. Lo dice un sondaggio realizzato da EMG Acqua per conto di Omeoimprese, l’associazione che rappresenta le principali industrie farmaceutiche del mercato dell’omeopatia, che rivendica un’attenzione maggiore da parte della classe politica.

“In Italia, il settore, è considerato a torto il fanalino di coda della sanità – commenta il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga –. Con i 93milioni di fatturato, relativo al sell-in, nel 2015, sicuramente siamo un comparto sano e che non pesa sulla spesa sanitaria visto che prestazioni mediche e farmaci sono a carico del paziente. Rivendicare maggiore attenzione da parte della classe politica del Paese significa avere rispetto di quegli 8 milioni di italiani che dichiarano di far uso dell’omeopatia”.

Secondo il sondaggio, il 74,3{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli users, vale a dire 3 su 4, dicono che i politici stanno dedicando poca attenzione all’omeopatia. Se poi qualche forza politica mettesse in campo attività di valorizzazione della medicina omeopatica, ad esempio tariffe per la registrazione di nuovi medicinali più eque ed in linea con gli altri mercati europei o la possibilità di favorire con apposite procedure ad hoc l’introduzione delle indicazioni terapeutiche, l’11,6{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli “users” che solitamente non vanno alle urne, potrebbe cambiare idea e andare ad esprimere la propria preferenza. Chi ricorre all’omeopatia vota PD (32,6{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), Movimento 5 Stelle (27,8{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), Lega Nord, (13,3{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), Forza Italia (11,9{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

CRESCE IL NUMERO DEI PEDIATRI DEL SSN CHE PRESCRIVONO FARMACI OMEOPATICI: 1 SU 3

Milano, 30 settembre 2016 – Quasi un pediatra di famiglia su 3 affianca l’omeopatia alle cure farmacologiche tradizionali. Lo dice un’indagine presentata dal presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, in occasione del X Congresso Nazionale FIMP (Federazione Medici Pediatri) in corso a Pisa. Il dato indica una progressiva diffusione delle medicine complementari nella cura dei bambini, in affiancamento (non in alternativa) ai prodotti allopatici.

“Il sondaggio – racconta Gorga – è frutto di una consultazione online avvenuta prima dell’estate fra i 5.400 pediatri aderenti alla più importante e rappresentativa associazione di specialisti. Il 98{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} delle risposte al questionario è pervenuta dai pediatri convenzionati con il SSN. Il 30{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli intervistati ha dichiarato un utilizzo quotidiano dell’omeopatia, sottolineando un approccio olistico alla salute del bambino”.

I dati sono in linea con quanto emerso nel corso dell’ultima fotografia del settore diffusa a marzo 2016 da Omeoimprese, secondo la quale il 36{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli 8 milioni gli italiani che ricorrono all’omeopatia lo fa anche per i propri bambini. L’indagine FIMP sottolinea una lieve ma costante crescita dell’utilizzo del farmaco omeopatico su prescrizione medica: nel 2012 la percentuale dei pediatri (35{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} ASL, 47{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} ospedalieri) si attestava al 23{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}(*).

La forma farmaceutica più utilizzata sono le gocce nella fascia di età 0-2 anni ed in granuli, seguiti dalla dose globuli nella fascia 2-10 anni. Veramente minima la percentuale di effetti avversi riscontrati dai pediatri. I pediatri ricorrono all’omeopatia per malattie delle vie respiratorie (68{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), allergie, problemi dermatologici, gastroenteriti, malattie dell’alimentazione, problemi metabolici (85{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), patologie nervose (61{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) e disturbi del sonno.

I pediatri che ricorrono all’omeopatia, sempre secondo la ricerca, sono specialisti con alle spalle corsi post universitari triennali (54{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) e spesso iscritti regolarmente ad un registro per la pratica omeopatica (31{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) presso gli ordini dei medici.

“I vantaggi emersi dalle testimonianze dei medici della FIMP – continua Gorga – incoraggiano il settore ad andare avanti nella ricerca al servizio della salute delle famiglie italiane, ma ci pongono anche nelle condizioni di chiedere alle Istituzioni una maggiore attenzione verso il settore, visto il particolare momento che ci inserisce di diritto nel mercato farmaceutico. Siamo felici che al sondaggio abbiano riposto in prevalenza medici pediatri del SSN e con una formazione specialistica. I nostri prodotti sono farmaci a tutti gli effetti, tanto è vero che sono sottoposti ad un esame molto severo da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco, come del resto richiede la normativa europea e dal 2019 i medicinali sul mercato dovranno avere l’AIC”.

(*) fonte Società Italiana di Pediatria, maggio 2012 – indagine condotta su un analogo campione numerico di medici pediatri.