I comunicati stampa e gli appelli di Omeoimprese

2016 ANNO NERO DELL’OMEOPATIA. IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE, OMEOIMPRESE DIFFONDE I FATTURATI DEL SETTORE, CHE CHIUDE CON UN SEGNO MENO

Milano, 10 aprile 2017In occasione della Giornata dell’Omeopatia Omeoimprese, l’associazione che rappresenta le più importanti case produttrici e distributrici di farmaci omeopatici, diffonde i fatturati 2016 e lancia un appello: senza un dialogo con il Governo e il rinvio di alcune stringenti scadenze burocratiche, il comparto rischia il tracollo.

“Rispetto all’anno 2015 – spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga – il mercato ha avuto un decremento sia in termini di fatturato (-4,8{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) sia in termini di numero di pezzi venduti (-7,4{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}). Negli ultimi 12 mesi le aziende hanno bruciato quasi 15milioni di euro, la prima e annunciata conseguenza della scadenza burocratica del 30 giugno 2017 termine ultimo per i produttori di farmaci per la consegna all’Agenzia del Farmaco delle domande di rinnovo dell’AIC relative ai prodotti già in commercio da 30 anni e più”.

“Le aziende – continua Gorga – hanno cominciato a ritirare i prodotti per i quali non intendono rinnovare le autorizzazioni, una procedura onerosa e complicata. Inoltre per ogni farmaco omeopatico in commercio, esattamente come accade per gli allopatici, dovrà essere versata una tariffa annuale. Si tratta quindi, al momento, di un calo fisiologico, legato ad una selezione dei prodotti, che nasconde però un problema più serio”.

Da un censimento interno ad Omeoimprese risulta che sono circa 13.000 i medicinali attualmente in commercio. A seguito dei dossier di registrazione richiesti da AIFA ne resteranno sul mercato non più di 5.000/6.000. Il motivo di questa drastica riduzione va ricercato, soprattutto per quanto concerne le piccole e medie aziende, in una motivazione di tipo economica.

“In questi mesi come Omeoimprese – prosegue Gorga – ci stiamo battendo per ottenere dal Ministero della Salute una proroga alla scadenza del prossimo 30 giugno. Non si tratta di una mancanza di responsabilità da parte del settore, ma una richiesta di ossigeno. Senza un rinvio, tutto quello che non sarà stato consegnato nei termini di legge sparirà dagli scaffali delle farmacie alla fine del 2018. Una vera ecatombe per il settore con la perdita di 70milioni di euro, la chiusura delle attività italiane più piccole e 4.000 lavoratori con un futuro a rischio. Una situazione che andrebbe a vantaggio solo delle multinazionali straniere dell’omeopatia che distribuiscono in Italia e che sono dotate di altre risorse e mezzi”.

OMEOPATIA. L’ASSESSORE GALLERA VISITA GUNA, LA PIU’ GRANDE AZIENDA DEL SETTORE OMEOPATICO IN ITALIA

Milano, 31 marzo 2017 – In Lombardia trovano sede le principali aziende dell’omeopatia che producono ed esportano in tutto il mondo. L’Assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha visitato oggi la sede e i laboratori di GUNA, la più grande realtà del settore. Insieme a lui il Presidente di GUNA Alessandro Pizzoccaro e il Presidente di Omeoimprese Giovanni Gorga.

Il settore dell’omeopatia impegna sul territorio lombardo oltre un migliaio di persone. Di queste circa 300 fanno parte dell’organico di GUNA che ha inaugurato i nuovi stabilimenti di via Palmanova nel 2008 diventando l’azienda più innovativa al mondo per la ricerca scientifica e la produzione di medicinali biologici.

GUNA, infatti, è un vero fiore all’occhiello del settore e copre una quota del mercato omeopatico del 31,2{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} con un fatturato di oltre 63 milioni di euro. Inoltre, i medicinali prodotti nel laboratorio di Milano vengono esportati in oltre 30 Paesi nel mondo.

“La registrazione di questi medicinali – ha commentato Alessandro Pizzoccaro, Presidente di GUNA e fondatore dell’azienda – rappresenta un significativo passo avanti sotto il profilo delle risorse terapeutiche a disposizione ogni giorno della classe medica. L’aumento della fiducia nei confronti delle cure alternative è stato tale che se si fa un raffronto con i dati storici si scopre che in questi anni sono più che raddoppiati: oggi scelgono, infatti, le Medicinali Non Convenzionali ben 12.861.000 di cittadini, mentre nel 2000 erano poco più di 6 milioni (Rapporto Italia 2017 di Eurispes). Questi dati sottolineano una crescita esponenziale che si allinea con i trend europei di diffusione delle Medicine Non Convenzionali”.

La visita dell’Assessore Gallera arriva in un momento molto delicato per il settore. E’ infatti ancora oggetto di discussione con il Ministero della Salute il tema della proroga per la registrazione dei farmaci omeopatici già in commercio da oltre 30 anni. Il 30 giugno 2017 è il termine ultimo per la consegna dei dossier di registrazione all’Agenzia del Farmaco ma i tempi sono troppo stretti a fronte della complessità burocratica dell’istruttoria richiesta.

“Per il settore è più che positivo l’onere legato alla registrazione dei farmaci, di fatto trattati e catalogati nello stesso modo dei prodotti allopatici – spiega Giovanni Gorga, Presidente di Omeoimprese – Senza una proroga però il settore rischia il tracollo economico: 4000 posti di lavoro a rischio in tutta Italia e una perdita di fatturato di circa 90 milioni di euro. Il Ministero è a conoscenza da tempo di questo problema ma temporeggia e non prende posizione”.

Aprire le porte di GUNA è un modo ulteriore per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica una situazione che se dovesse sfuggire di mano provocherebbe numerosi danni a un settore che risulta invece essere in costante crescita come dimostrano gli 8 milioni di italiani che usano l’omeopatia e i 20.000 medici (pediatri del SSN inclusi) che integrano allopatia e terapie complementari.

Durante la visita il Presidente di GUNA Alessandro Pizzoccaro ha, inoltre, sollecitato l’attenzione dell’Assessore su una petizione pubblica sulla libertà di cura lanciata da un’Associazione di validi medici specializzati in medicine biologico-naturali, e sottoscritta in pochi giorni da migliaia di cittadini, per promuovere un approccio meno pregiudizievole nei confronti delle medicine complementari, mai come in questi anni oggetto di una durissima controffensiva mediatica tesa al loro screditamento. Con la petizione si chiede al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin di impegnarsi come dicastero, senza pregiudizi, ad applicare in Italia la Direttiva dell’OMS sulle Medicine Complementari e Non Convenzionali, e a promuovere ogni azione utile per evitare un approccio anti-scientifico, basato sul pregiudizio, verso questo paradigma di cura, definito “atto medico” dalla stessa Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici.

OMEOPATIA: MINISTERO DELLA SALUTE NEGA LA PROROGA DI UN ANNO RICHIESTA DALLE AZIENDE PER LA REGISTRAZIONE DEI FARMACI IN COMMERCIO

Milano, 24 gennaio 2017 E’ una situazione di pesante incertezza quella che sta vivando il comparto dell’omeopatia a seguito della scadenza della registrazione dei farmaci in commercio. Una perdita di 90milioni di euro su 300 milioni di fatturato con decine di aziende a rischio chiusura è lo scenario che si prospetta al termine dell’incontro fra il Ministero della Salute e Omeoimprese, l’associazione che rappresenta i produttori di farmaci omeopatici.

Ad oggi rimane la contrarietà del Ministero alla proroga di un anno richiesta dalle aziende al Governo per presentare i dossier ad AIFA: un iter burocratico particolarmente complesso rischia così di far scomparire dal mercato migliaia di medicinali e le aziende saranno costrette a tagliare sui costi di produzione.

Duro il commento del presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, al termine dell’incontro: “L’Italia ha recepito solo nel 2010 una direttiva europea datata 2001. Perché, proprio oggi, tanta fretta? Il Ministro Lorenzin spieghi qual è l’ostacolo che impedisce di prendere in mano la situazione oggi. Qui c’è in gioco la libertà di scelta di 8milioni di Italiani e 4.000 posti di lavoro”.

“La mancata proroga metterà a rischio l’intero comparto – aggiunge Gorga – I dossier sono complessi e costosi e specialmente le aziende di piccole dimensioni non sono in grado di farsi carico di un simile lavoro senza penalizzare la produzione e gli investimenti. Il che vuol dire che molte saranno costrette a fare delle scelte con ripercussioni grandissime su tutta la filiera”.

“La richiesta di Omeoimprese – conclude il presidente – è sostenuta da tutte le forze parlamentari. Non si capisce perché il Governo debba avere un atteggiamento di chiusura verso la volontà popolare che il Parlamento, per sua natura, esprime”.

 

SENZA PROROGA PER LA CONSEGNA DEI DOSSIER DEI FARMACI IN COMMERCIO, IN FUMO 90 MILIONI DI FATTURATO.

Milano, 16 gennaio 2017 – Un crollo fra i 70 e i 90 milioni di euro su 300milioni di fatturato annui, la scomparsa di piccole e medie aziende e la perdita di migliaia di posti di lavoro. Questo lo scenario che si profila per il settore se non sarà prorogato a giugno 2018 il termine per la presentazione dei dossier per il rinnovo della registrazione dei farmaci omeopatici in commercio da 30 anni.

“Mesi di dialogo con il Governo non sono valsi a nulla – spiega Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese, l’associazione delle aziende che producono e distribuiscono medicinali omeopatici –

Le nostre istanze sono state ignorate dal DL Milleproroghe: ora restano meno di due mesi per “correre ai ripari” ed evitare il peggio. Ma con quali certezze? Il processo di registrazione si è finalmente avviato, ma l’elevatissimo numero di dossier e le difficoltà emerse per le caratteristiche proprie dell’omeopatia e le connesse differenze con l’allopatia, richiedono almeno un anno in più per arrivare all’obiettivo.  Qui c’è in gioco il posto di lavoro di 4.000 addetti, decine di aziende rischiano la chiusura entro l’anno. Qual è la strategia del Ministero della Salute?”

Prosegue Gorga: “Come Omeoimprese, per anni, ci siamo battuti per una regolamentazione del settore, come peraltro avviene nel resto d’Europa. 8 milioni di Italiani (dati EMG Acqua marzo 2016) utilizzano i nostri farmaci, prescritti da 20.000 medici, con questo processo passeremo da circa 13.000 prodotti in commercio a 5/6.000. Abbiamo lavorato strenuamente con le Istituzioni e nel 2019 saremo in vendita in farmacia con l’AIC, esattamente come avviene per i medicinali allopatici. In fase di predisposizione dei dossier sono emerse alcune problematiche che hanno rallentato l’iter di registrazione dei farmaci ed ora i tempi sono davvero ristretti. Lo abbiamo comunicato ad AIFA, che peraltro si troverebbe paralizzata se tutti i documenti arrivassero simultaneamente. E lo abbiamo comunicato al Ministero della Salute, che ha rinviato la soluzione a marzo, con la spada di Damocle di imminenti elezioni politiche”.

Secondo il numero uno di Omeoimprese è arrivato il momento di parlare chiaro: “Il Ministero della Salute prenda una posizione ufficiale in questa vicenda. Le strade percorribili sono soltanto due: la proroga della scadenza dei dossier a giugno 2018 in fase di conversione in legge del decreto Milleproroghe, oppure una dichiarazione del Governo che motivi questo diniego e la volontà esplicita di affossare il settore. In barba a migliaia di lavoratori che rischiano il posto”.

OMEOPATICI DA BANCO NEGLI USA, OMEOIMPRESE: “DISTINGUO FRA NOSTRI FARMACI CERTIFICATI DA AIFA E RIMEDI NATURALI. NOI IN COMMERCIO CON AIC DAL 2019”

1 dicembre 2016 – La polemica sull’efficacia o meno dell’omeopatia davvero non mi appassiona perché rischia di alimentare un’eterna controversia fra sostenitori e detrattori, favorevoli e contrari. Non posso però esimermi dal provare a fare chiarezza sulla notizia della circolare dalla Federal Trade Commission che invita i produttori di rimedi omeopatici negli Stati Uniti a riportare sull’etichetta la segnalazione che non ci sono studi scientifici che ne dimostrano l’efficacia. Bene, per amore di verità ecco cosa accade nel Vecchio Continente e come siamo diversi dagli americani.

Innanzitutto negli Stati Uniti esiste una commistione fra farmaco omeopatico e rimedio naturale, cosa che non accade in Europa. In secondo luogo l’oggetto di

cui si è tanto discusso è una circolare, non una norma, anche perché la Federal Trade Commission è una sorta di Federconsumatori. In ultimo si deve considerare che il prodotto omeopatico oltreoceano non è considerato un vero farmaco, come avviene nel nostro Paese e nel resto d’Europa, dove le norme peraltro già prevedono che i medicinali omeopatici riportino l’indicazione “senza effetti terapeutici approvati”.

Negli USA gli omeopatici da banco sono autorizzati dalla Federal Drug Administration, l’equivalente della nostra Agenzia del Farmaco, ma non vengono sottoposti ad un processo di registrazione, come invece accade qui. Esiste un controsenso: la legge obbliga il produttore ad inserire le indicazioni terapeutiche in confezione, seppure queste non sono sostenute da nessuna procedura di registrazione, come generalmente accade per tutti i farmaci, compresi gli allopatici. Le due realtà non sono equiparabili: in America abbiamo “non farmaci” che riportano indicazioni terapeutiche mentre in Europa si distribuiscono farmaci che attualmente non possono segnalare sulla confezione le indicazioni d’uso.

Siccome esistono 8 milioni di italiani che ricorrono all’omeopatia (sondaggio EMG Acqua, marzo 2016) e che non vanno ignorati, mi preme piuttosto ricordare come in questi mesi le aziende sono impegnate in un complesso lavoro di allestimento di dossier per la registrazione dei medicinali omeopatici da consegnare ad AIFA, esattamente come accade per gli allopatici. Un traguardo frutto di battaglie per la regolamentazione di un settore che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente considerato come strategico.

Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

SECONDO L’ULTIMO SONDAGGIO EMG ACQUA, L’11,6{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} DI CHI ABITUALMENTE NON VOTA, SI DICHIARA DISPONIBILE A DARE LA PREFERENZA A CHI SI SPENDE A SOSTEGNO DELLA MEDICINA OMEOPATICA

Milano, 22 novembre 2016 – Un bacino di 5,5milioni di italiani che può spostare l’esito di elezioni di alcune migliaia di voti. Lo dice un sondaggio realizzato da EMG Acqua per conto di Omeoimprese, l’associazione che rappresenta le principali industrie farmaceutiche del mercato dell’omeopatia, che rivendica un’attenzione maggiore da parte della classe politica.

“In Italia, il settore, è considerato a torto il fanalino di coda della sanità – commenta il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga –. Con i 93milioni di fatturato, relativo al sell-in, nel 2015, sicuramente siamo un comparto sano e che non pesa sulla spesa sanitaria visto che prestazioni mediche e farmaci sono a carico del paziente. Rivendicare maggiore attenzione da parte della classe politica del Paese significa avere rispetto di quegli 8 milioni di italiani che dichiarano di far uso dell’omeopatia”.

Secondo il sondaggio, il 74,3{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli users, vale a dire 3 su 4, dicono che i politici stanno dedicando poca attenzione all’omeopatia. Se poi qualche forza politica mettesse in campo attività di valorizzazione della medicina omeopatica, ad esempio tariffe per la registrazione di nuovi medicinali più eque ed in linea con gli altri mercati europei o la possibilità di favorire con apposite procedure ad hoc l’introduzione delle indicazioni terapeutiche, l’11,6{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli “users” che solitamente non vanno alle urne, potrebbe cambiare idea e andare ad esprimere la propria preferenza. Chi ricorre all’omeopatia vota PD (32,6{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), Movimento 5 Stelle (27,8{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), Lega Nord, (13,3{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), Forza Italia (11,9{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}).

CRESCE IL NUMERO DEI PEDIATRI DEL SSN CHE PRESCRIVONO FARMACI OMEOPATICI: 1 SU 3

Milano, 30 settembre 2016 – Quasi un pediatra di famiglia su 3 affianca l’omeopatia alle cure farmacologiche tradizionali. Lo dice un’indagine presentata dal presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, in occasione del X Congresso Nazionale FIMP (Federazione Medici Pediatri) in corso a Pisa. Il dato indica una progressiva diffusione delle medicine complementari nella cura dei bambini, in affiancamento (non in alternativa) ai prodotti allopatici.

“Il sondaggio – racconta Gorga – è frutto di una consultazione online avvenuta prima dell’estate fra i 5.400 pediatri aderenti alla più importante e rappresentativa associazione di specialisti. Il 98{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} delle risposte al questionario è pervenuta dai pediatri convenzionati con il SSN. Il 30{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli intervistati ha dichiarato un utilizzo quotidiano dell’omeopatia, sottolineando un approccio olistico alla salute del bambino”.

I dati sono in linea con quanto emerso nel corso dell’ultima fotografia del settore diffusa a marzo 2016 da Omeoimprese, secondo la quale il 36{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} degli 8 milioni gli italiani che ricorrono all’omeopatia lo fa anche per i propri bambini. L’indagine FIMP sottolinea una lieve ma costante crescita dell’utilizzo del farmaco omeopatico su prescrizione medica: nel 2012 la percentuale dei pediatri (35{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} ASL, 47{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} ospedalieri) si attestava al 23{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}(*).

La forma farmaceutica più utilizzata sono le gocce nella fascia di età 0-2 anni ed in granuli, seguiti dalla dose globuli nella fascia 2-10 anni. Veramente minima la percentuale di effetti avversi riscontrati dai pediatri. I pediatri ricorrono all’omeopatia per malattie delle vie respiratorie (68{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), allergie, problemi dermatologici, gastroenteriti, malattie dell’alimentazione, problemi metabolici (85{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), patologie nervose (61{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) e disturbi del sonno.

I pediatri che ricorrono all’omeopatia, sempre secondo la ricerca, sono specialisti con alle spalle corsi post universitari triennali (54{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) e spesso iscritti regolarmente ad un registro per la pratica omeopatica (31{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}) presso gli ordini dei medici.

“I vantaggi emersi dalle testimonianze dei medici della FIMP – continua Gorga – incoraggiano il settore ad andare avanti nella ricerca al servizio della salute delle famiglie italiane, ma ci pongono anche nelle condizioni di chiedere alle Istituzioni una maggiore attenzione verso il settore, visto il particolare momento che ci inserisce di diritto nel mercato farmaceutico. Siamo felici che al sondaggio abbiano riposto in prevalenza medici pediatri del SSN e con una formazione specialistica. I nostri prodotti sono farmaci a tutti gli effetti, tanto è vero che sono sottoposti ad un esame molto severo da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco, come del resto richiede la normativa europea e dal 2019 i medicinali sul mercato dovranno avere l’AIC”.

(*) fonte Società Italiana di Pediatria, maggio 2012 – indagine condotta su un analogo campione numerico di medici pediatri.

FARMACI OMEOPATICI SULLO SCAFFALE CON L’AIC

Milano, 4 luglio 2016 – Farmaci omeopatici sicuri e con processi di registrazione sempre più simili a quelli tradizionali. E’ questo l’impegno assunto dalle nostre aziende d’intesa con AIFA, l’agenzia italiana del farmaco, perché i percorsi terapeutici complementari siano sempre più chiari ed efficaci. Cosa significa? Per il consumatore, che a breve tutti i nostri prodotti saranno in farmacia con un AIC, come gli allopatici.

Per le aziende del settore, uno sforzo economico di alcuni milioni di euro a fronte di un fatturato complessivo annuo di 93 milioni di sell-in e una quantità di lavoro impressionante dovuto all’allestimento di dossiers comprensivi di prove di sicurezza e tossicologiche benché si parli di medicinali in commercio

da oltre 20 anni. Siamo però soddisfatti della collaborazione fra il settore ed AIFA. Per le nostre aziende la sicurezza è importante, così come la qualità della scelta terapeutica. A fronte di questa onerosa regolamentazione ci piacerebbe però, avviare una campagna istituzionale Omeoimprese-Ministero della Salute per un uso consapevole e guidato del medicinale omeopatico che, va ricordato, in virtù delle norme europee in vigore, è considerato medicinale a tutti gli effetti. Pertanto se da un lato è corretto allinearsi alle norme di regolamentazione, dall’altro è auspicabile una più seria considerazione del settore da parte delle Istituzioni. Secondo una indagine di EMG-Acqua per Omeoimprese, gli italiani che ricorrono all’omeopatia hanno iniziato su consiglio del farmacista (22,6{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}), di parenti e amici (21,7{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}). Solo il 15,3{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} su indicazione del medico generico e il 14{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} dello specialista.  Una maggior consapevolezza e conoscenza del farmaco e dei suoi effetti, dovrebbe invertire queste proporzioni con percorsi terapeutici impostati da professionisti della salute.

Come Omeoimprese vogliamo impegnarci affinché ciò avvenga, anche destinando fondi alla ricerca di base.  Ogni anno investiamo centinaia di migliaia di euro in studi clinici per testare l’efficacia dei farmaci. Uno sforzo che ha prodotto un’importante letteratura pubblicata sulle più importanti riviste mediche a dimostrazione della validità della terapia omeopatica, ma che da oggi va affiancato alla ricerca di base. Se vogliamo fare un salto di qualità ulteriore, dobbiamo destinare maggiori risorse ai centri di ricerca per meglio studiare il meccanismo d’azione che sta alla base dell’efficacia dei medicinali. Nell’interesse della salute di quegli 8 milioni di italiani che almeno una volta all’anno si affidano ai nostri farmaci.

Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

RICERCA SCIENTIFICA ED EVIDENZE CLINICHE: SEMPRE PIU’ ITALIANI RICORRONO ALLA “LOW DOSE MEDICINE”

Milano, 1 giugno 2016 – 8milioni di italiani si affidano all’omeopatia perché percepita come una disciplina medico-farmacologica “sicura” per assenza di effetti collaterali e controindicazioni. Ce lo dice un sondaggio che come Omeoimprese abbiamo commissionato ad EMG-Acqua, e i cui risultati tracciano un quadro molto positivo per il nostro settore, cresciuto del 2,8{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315}.

La ricerca scientifica continua e gli effetti terapeutici dei nostri farmaci, fanno della Low Dose Medicine una realtà importante nei programmi di cura di molte malattie. Non è quindi un caso che il 20{9420b2ac011985c9f44e9bd8732bd9e01f4605ac6abd96717ce1ce9646033315} di italiani si affidano all’omeopatia almeno una volta l’anno e i fatturati del settore continuano a crescere. La collaborazione fra le case farmaceutiche di prodotti omeopatici e le associazioni mediche, hanno permesso di passare negli anni da una medicina dell’evidenza ad una medicina dell’efficacia. Una medicina che non sostituisce le cure tradizionali ma le integra e affianca in maniera naturale e seguendo le caratteristiche e le esigenze di ognuno. E gli italiani la apprezzano senza più condizionamenti legati a dibattiti strumentali.

Secondo il nostro osservatorio, quindi, sappiamo oggi che il 4,5 per cento della popolazione si affida alle cure complementari con una frequenza quotidiana o settimanale. Inoltre, il 60,4 per cento di chi utilizza questo tipo di farmaci sono donne, per lo più di un’età compresa tra i 35 e i 54 anni. Oltre la metà degli utilizzatori, il 53,7 per cento, ha un’istruzione superiore.

Con l’omeopatia gli italiani curano soprattutto riniti e influenze, (63,6 per cento), dolori articolari o muscolari (30,4 per cento), allergie e problemi all’apparato respiratorio (21,8 per cento).

A fronte di questi dati è ancora più importante lavorare affinché venga definita una regolamentazione chiara per quel che riguarda la formazione in medicina omeopatica per tutelare al meglio i pazienti e gli oltre 20 mila medici che ogni giorno prescrivono cure omeopatiche. Ne abbiamo discusso lo scorso mese con i professionisti di AMIOT, l’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia in occasione del XXVIII Congresso nazionale di Medicina Biologica svoltosi all’Università di Milano-Bicocca. I molteplici vantaggi emersi dalle testimonianze dei medici a congresso, cardiologi, oculisti, neurologi, pediatri, ginecologi, incoraggiano il settore ad andare avanti nella ricerca, ma ci pongono anche nelle condizioni di chiedere alle Istituzioni maggiori regole e chiarezza, nell’interesse dei pazienti.

Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

 

GIOVANNI GORGA: “PIU’ FONDI DALLE NOSTRE AZIENDE ALLA RICERCA DI BASE E TEMPI CERTI DAL GOVERNO SULLA REGOLAMENTAZIONE DELLA PROFESSIONE MEDICA E DELLA FORMAZIONE”

Milano, 31 maggio 2016 – Più fondi per la ricerca scientifica. Con questo impegno si aprono i lavori dell’assemblea annuale di Omeoimprese, l’associazione delle aziende produttrici di medicinali omeopatici, in corso a Milano. “Ogni anno – spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga – le nostre aziende investono centinaia di migliaia di euro in studi clinici per testare l’efficacia dei propri farmaci. Uno sforzo che ha prodotto un’importante letteratura pubblicata sulle più importanti riviste mediche a dimostrazione della validità della terapia omeopatica, ma che da oggi va affiancato alla ricerca di base. Se vogliamo che l’omeopatia esca dal limbo, dobbiamo destinare risorse ai centri di ricerca per meglio studiare il meccanismo d’azione che sta alla base dell’efficacia dei medicinali”.

E se da un lato c’è un impegno economico da parte delle aziende per promuovere e certificare la disciplina farmacologica integrativa nell’interesse di 8milioni di pazienti solo in Italia, dall’altra emerge con forza la necessità di arrivare entro il 2018 alla definizione di una legge nazionale che regolamenti la formazione e la professione dei medici, “aspetto su cui – puntualizza Gorga – il nostro Paese è sempre stato molto deficitario. Sempre entro il 2018 occorre portare a termine il processo di regolamentazione dei medicinali omeopatici in commercio”.

Nel corso dell’assemblea è stato anche annunciato l’avvio di uno studio legato all’utilizzo dei farmaci omeopatici in pediatria, cui ricorrono 3 genitori su 10 secondo l’ultima indagine Omeoimprese – EMG Acqua. Il focus sarà condotto in collaborazione con la Federazione Italiana Medici Pediatrici e i risultati saranno presentati a fine settembre in occasione del congresso nazionale FIMP a Pisa.